Lessico familiare

(No, la Ginzburg non c’entra niente, familiare in un altro senso…)
 
A volte le idee sui post ti vengono nei modi più assurdi. Per esempio oggi sul blog di Witty mi imbatto in questo post, che indaga sul significato (o i significati) della parola sfranta.
 
Nel dubbio che in giro per l’Italia ci possa essere un po’ di confusione in proposito, cercherò di dare un mio contributo, non da esperto glottologo ma da toscano.
 
L’aggettivo para-dialettale (presumo di origine romanesca, ma usato raramente anche nel resto d’Italia) sfranto, usato nel senso di disfatto, distrutto, allo stremo, stufato da una persona, un’attività o una conversazione, può essere -ovviamente- declinato anche al femminile.
 
Ma vorrei chiarire al mondo, o semplicemente a chi passasse di qui, che l’aggettivo (solo femminile!) sfranta nell’ accezione propria del gergo queer toscano, ha assunto (a prescindere da quello che poteva avere all’origine) un significato preciso e completamente diverso: spesso usato anche in forma sostantivata, indica persona…diciamo estrosa e appariscente (con varie sfumature); può essere sostituito di volta in volta a espressioni come matta, persa, diva, donnissima, pazza, biondina (dentro), sciampista (sempre dentro), e chi più ne ha più ne metta.
 
Viene usato con acidità sprezzante, ma spesso anche con tenerezza e affetto (“Che sfranta!!!”; “Ma quale locale etero, qui l’è ma pieno di sfrante”; “Che sfrantume tra tutte!”).
Per rendere ancor meglio l’idea, pensate al “Fròcia!” in cui prorompeva un colorito personaggio de La Mala Education.
Insomma, una parola che fa colore e solidarietà queer, che rompe il ghiaccio in ogni situazione.
 
Attenzione: questa parola -usata in questo sensoin Toscana è decisamente ignota fuori da “certi ambienti” (rappresentando quindi in un certo senso un codice sottoculturale), mentre dentro di essi se ne abusa, come capiscono in fretta tutti i turisti che ogni estate dalla Padania calano (o dal sud salgono) verso i lidi della friendlissima Versilia.
 
Insomma, amic* extra-toscan*, adesso sai: paese che vai, vocabolo che devi usare (nel modo giusto). Se arrivi a Firenze e ti dichiari sfranto per il viaggio, è un mezzo coming out!!!
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6 Responses to Lessico familiare

  1. utente anonimo says:

    La sfranta: dicesi sfranta la tipologia di gay (usatissima negli stereotipi televisivi) da molti definita anche della checca isterica.
    Non necessariamente ma quasi sicuramente passiva la sfranta d’estate si distingue x le chiccosissime infradito di Prada o Dolce e Gabbana che orgogliosamente e rumorosamente sfilano con le nei locali + esclusivi ma anche nelle + anguste e malsane pinete.
    Solitamente di corporatura tonica (non eccessivamente palestrata xò xchè si sa in palestra si va x tenersi in forma ma ci sono così tante altre cose da guardare….e le docce vogliamo parlare delle docce?) in inverno invece tende a lampadarsi e chiacchiericciare con le sue amiche sfrante pure loro mentre fanno vorticosamente vasche e vasche di locali ampi circa 5 metri quadri nella speranza di essere notate ed ‘impalmate’ dal torello di passaggio.

    freeland3

  2. Disorder79 says:

    Beh diciamo che io ero stato più sintetico. La tua descrizione ha del vero, ma c’è da dire anche che l’appellativo “sfranta” si usa scherzando un po’ verso tutti, in modo bonario. L’importante, come sempre,è non trascendere dallo scherzo allo scherno, che denota omofobia introiettata (ma sulle infradito nessuna pietà eheh).

  3. wittyboy says:

    Grazie del link al mio post!
    Con la tua spiegazione è tutto molto più chiaro: insomma, io le due versioni (romanesca e toscana) le confondevo un po’.
    Spero che con me sia stato usata in accezione “toscana-bonaria” :-)

  4. Disorder79 says:

    Lieto di esser stato utile allora :)
    In effetti è la versione “romanesca” quella usata in tutta Italia, se senti la parola in tv in genere è in quel senso. Quanto al bonario, se l’hanno usata in modo acido potevi sempre risponderle che “la vera sfranta era lei” ;)

  5. utente anonimo says:

    Carino e complimenti… Alessio DG, alessio@gay.it

  6. Disorder79 says:

    Uh la la! Se la sigla DG sta per quello che l’indirizzo mail lascia supporre, potrei dire che è il primo commento “vip” di questo blog :)
    (grazie)

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