Mucche alla riscossa

 
Oltraggiose, multiformi, imprevedibili mucche. Sono proprio lì davanti alle vostri occhi sbalorditi, schierate con espressioni sognanti tra charme e civetteria tutta bovina, pronte a sorprendervi con un’inedita combinazione cromatica o sbaragliare le vostre aspettative con la classe sopraffina di vecchie dame d’altri tempi: lasciatevi travolgere dalla loro esuberante entrata in scena, in uno scintillare di luci e paillèttes che annuncia il compiersi di una stupefacente rivoluzione, un lisergico emozionante turbinìo di sensazioni che avvolgono la vostra mente, illuminata da….
 
…e mo’basta!
Così probabilmente una Rosanna Cancellieri sotto acido inizierebbe uno dei suoi mitici servizi (che proseguirebbe inevitabilmente tra combinazioni improbabili di aggettivi e stacchi repentini della telecamera su lei che volteggia leggiadra per la città medicea, accarezzando le sue amiche vacche), se la spedissero a commentare la Cow Parade a Firenze. Ma siccome ne devo parlare io, sarò più spiccio e sintetico, ché io l’arte l’ho messa da parte più o meno dai tempi della scuola e devo ancora ritrovarla. 
 

 

 


Allora comincio. Dal 22 ottobre scorso e fino al 20 gennaio 2006 (cioè questo 20 cioè spicciatevi perché restano pochi giorni anche se io ve l’ho detto solo ora), c’é la Cow Parade a Firenze.
Ovverosia troverete queste mucche di vetroresina, dipinte e/o scolpite nei modi più strani, in pressoché tutte le piazze e in alcune vie del centro della città (ma se ne trova qualcuna pure al Piazzale Michelangelo, alla stazione, all’aeroporto).

Magari non vale addirittura la pena di venirci apposta; ma se dovete passare da Firenze in questo periodo, potrete fare il vostro bel giro turistico nella culla de’i’Rinascimento (come da famoso spot) e in più (e aggiungo, il tutto a babbo morto il che non guasta mai) osservare questa curiosa iniziativa di arte contemporanea.

 
Se però non siete -come dire- in zona, vi consiglio almeno di andare a farvi un bel giro sul sito ufficiale della manifestazione, perché le bestie si possono ammirare anche lì, tutte quante (il vostro inviato che ne ha viste diverse può però testimoniare che l’effetto straniante é molto più forte dal vivo, nel contesto in cui sono collocate).
Se volete programmare un itinerario, o semplicemente conoscete bene Firenze e volete immaginarvi lo scenario in cui sono disposti gli allegri bovini, sul sito troverete anche la lista divisa per locations.
 
 
 
 
 
Se poi avete soldi da investire nelle opere di questi giovani artisti (beh non ho idea se siano tutti giovani…), sappiate che la Cow Parade (che é itinerante,  gira dal 1998 e come potete vedere dal sito internazionale ha toccato varie città del mondo tra cui Tokio, New York, Mosca, Barcellona, Sidney, Londra, Praga, San Paolo, per sbarcare ora per la prima volta in Italia) è organizzata da una fondazione internazionale (eh sì perché che credevate, che Palazzo Vecchio scucisse qualcosa? ingenui) e ha anche una finalità di beneficenza.
 
Infatti alcune delle opere (che erano state tutte commissionate da mecenati) a fine mostra verranno battute all’asta, pare addirittura da Sotheby’s (che chic!).
Il ricavato andrà alla Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer, per la costruzione di un nuovo Polo Pediatrico (il “Nuovo Meyer”).
 
Prima di concludere, una curiosità. La Montana (quella della carne in scatola andata a male, sì) compare come mecenate per due mucche: quella con gli sciami di mosche addosso e quella col simbolo della radioattività. No comment.
 
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4 Responses to Mucche alla riscossa

  1. Vertigo69 says:

    Beh, una ragione in più per venire a Firenze, oltre che per vedere animali più umani;-DDDD tu sai a chi alludo:-DDD

  2. Disorder79 says:

    Eheh mi sa che è meglio NON addentrarsi proprio in allusioni, in questa sede, ché anche io avrei di ogni ;)

  3. Vertigo69 says:

    “Dire d’ogni”? Intendi su un certo animale dal pelo biondo?:-DDD

  4. Disorder79 says:

    Mi sa che ci siamo persi nelle battute incrociate…mi spiego meglio x mail, va’!

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