C’è tutto un mondo intorno

…che gira ogni giorno (“…gior-nooo”), lo so.
 
Una delle mie tante contraddizioni è la compresenza in me di un’indole caratteriale tutto sommato accidiosa e -dall’altra parte- di una forma mentis abbastanza aperta e curiosa verso il mondo che mi circonda e quel che vi succede (non credo di aver spiegato molto di me con queste 2 righe 2, ma tanto non è quello lo scopo del post. Forse avrò più successo con un esempio scolastico: mi ha sempre interessato la storia, mentre tollero poco tuttora la filosofia che si perde in sofismi e inutili distinzioni teoretiche).
Questa seconda componente è tra l’altro quella che spesso mi porta ad apprezzare più facilmente le persone di nuove conoscenza in cui ritrovo la stessa predisposizione e a diffidare istintivamente di quelle con interessi culturali meno “pragmatici” e più speculativi. Questo solo nell’approccio iniziale, sia chiaro: conosco e apprezzo tante persone che fanno parte dell’altra categoria.
 
Tutto questo era un po’ per spiegare perché mi permetto su questo blogghettino di dire la mia su tante notizie, senza averne probabilmente la benché minima competenza, ma solo perché alcuni argomenti, nel bene o nel male, mi toccano e mi devo sfogare.
Finora qui s’è parlato soprattutto di questa triste Italietta e delle sue disgrazie. Soprattuto per la mia tragica mancanza di preparazione sulla politica internazionale.
 
Oggi c’è una buona notizia da oltreoceano: Michelle Bachelet è il nuovo Presidente del Cile. Mentre l’Italia per tanti aspetti diventa sempre più “sudamericana” (nell’informazione sotto regime, nella classe politica e imprenditoriale corrotta e collusa, nella mentalità dominante sempre più clericale), lo stesso Sudamerica continua a fare passi avanti, finendo per rendere desueta proprio l’accezione negativa di quell’aggettivo che ho appena usato tra virgolette.
E’ ora il turno del Cile. Un paese non certo finora all’avanguardia mondiale nelle pari opportunità sarà governato da una donna agnostica, single con figli, socialista (ma sostenuta da una coalizione con al suo interno anche radicali e cristiano-democratici, questi ultimi evidentemente meno inclini all’amarezza rispetto a Prodi e soci).
 
Io non volevo chiudere il post con una nota pessimistica, giuro. Anche perché mi rendo conto che sta diventando un’abitudine, forse fastidiosa. Però comparando ingenuamente queste tre evoluzioni storiche di paesi latini mi chiedo chi sia l’intruso:
 
Spagna: Francisco Franco, democrazia, Zapatero.
Cile: Pinochet, democrazia, Bachelet.
Italia: Mussolini, democrazia cristiana, Berlusconi.
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