Dopo Mitraglia il diluvio

Non mi è mai piaciuto il TG5, neanche in tempi migliori di questi. Quando ancora cioè il Mentana-direttore conservava alla testata un minimo di dignità deontologica e il Mentana-conduttore di punta reggeva la baracca, pur nei suoi difetti personali (l’eccesso di retorica, la fissazione di legare ogni servizio al successivo trovando il collegamento anche improbabile).
Già allora, spazio alla politica poco o nulla. Perché la politica è una cosa sporca (il giornale prese il via proprio negli anni di Tangentopoli), lontana dalla gggente. Meglio concentrarsi sulla cronaca, possibilmente nera. E un po’ di costume e gossip, con un occhio agli ascolti. I politici tanto son tutti ladri uguale (e se si pensa alle ben note simpatie craxiane di Mitraglia, questa filosofia non sorprende).
 
Con l’avvento di Carlo Rossella, le stesse caratteristiche (ormai fatte proprie negli anni anche dagli stessi telegiornali Rai)  si sono mantenute ed esasperate. La qualità giornalistica è peggiorata ulteriormente, mentre la finta imparzialità è stata accantonata senz’alcuno scrupolo.
 
Telegiornali che si aprono con anche 3 lunghi servizi di nera uno via l’altro, a spaventare il telespettatore-elettore (sono ormai marchi di fabbrica Mediaset il tono di voce accorato e concitato e l’inquadratura del citofono dei parenti di vittime o carnefici, a cui si va inevitabilmente a suonare).
Enorme spazio alla cucina, allo shopping, ai consumi di un’Italia che si riprende economicamente (e qui è una gara di ottimismo col Tg1 di Mimun).
Ogni giorno almeno un servizio-marchettone sull’imperdibile fiction o varietà che segue, o sui mirabolanti ascolti dell’evento del giorno prima.
Servizi di politica o cronaca giudiziaria con montaggi scandalosi, impregnati di rispetto garantista nel caso di vicende riguardanti la maggioranza, accusatori o maliziosamente insinuanti quando entra in gioco l’opposizione. Ad esempio ieri sera il cronista veniva spedito nella sezione DS di cui faceva parte l’ex UNIPOL Sacchetti a porre domande-tranello agli imbarazzati compagni; il commento in apertura e chiusura della clip era tranciante. Per non parlare dell’anziano padre dell’indagato, inseguito sotto casa finchè non si rifugiava nella sua auto.
 
A questa pessima qualità si unisce il parterre de roi dei conduttori: tra i volti più noti, solo Annalisa Spiezie riesce a salvarsi.
 
Reduce da Verissimo e dalle esperienze da presentatrice di vari show sulla rete, tutti ultrapatinati e dall’ascolto puntualmente fallimentare, Cristina Parodi è insopportabile nel suo perbenismo da sciura padana, nelle sue mise da ciellina frigida, nella sua ironia da padrona di casa – del tutto fuori luogo all’interno di un tg.
 
Non è meno da abbattere la panterona Cesara Buonamici, che dalla borgata fiorentina è ascesa all’elite dei migliori salotti del centrodestra berlusconian-fascista (alle ultime Regionali il centrodestra toscano, alla perenne ricerca di candidati decenti, aveva pensato anche al suo nome per puntare alla Presidenza!) : con lei le battute si fanno continue e sguaiate, l’ignoranza e dislessia si palesano senza pietà, le gaffes si accumulano copiose (è ormai celebre la sua presentazione, domenica scorsa,  del servizio sui gol di serie A: “E adesso vediamo..le cose tra le squadre”).
 
E infine come non ricordare il principe della boria e della stizza Lamberto Sposini, ex golden boy della squadra di Mentana migrato in Rai e tornato poi all’ovile, piuttosto ridimensionato. Imbarazzante la sua figura ieri sera. Viene trasmesso un servizio su Monica Bellucci che si conclude con la voce di Gabriella Germani che la imita alla radio, in collegamento con Fiorello. Il tutto neanche particolarmente divertente, tra l’altro. Finito il servizio, la telecamera coglie uno Sposini piegato in due sulla scrivania dalle risate, che solo dopo qualche secondo riesce a biascicare uno “scusate” e a presentare il servizio successivo, senza però essersi  ancora ripreso del tutto dalla ridarola.
 
Che mattacchioni.  Il telespettatore in cerca di un telegiornale decente invece non ride per niente.
 
(NOTA: di fronte a quest’artiglieria, Mimun contrattacca rispolverando proprio in periodo-elezioni Giorgino)
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5 Responses to Dopo Mitraglia il diluvio

  1. larvotto says:

    Si, insopportabili…
    Non aggiungo nulla perchè hai inquadrato perfettamente il tutto…
    che schifo.

  2. Disorder79 says:

    E nota che per essere politically correct non ho neanche infierito sulla pelle o sulle corna della Parodi :D

  3. Vertigo69 says:

    IL peggio poi sono le liaisons tra i servizi.
    “Bambina uccisa da un treno”
    parte il servizio e quello successivo:
    “E a proposito di treni, il nuovo spettacolo di Martufello Il treno delle mozzarelle debutta…”

    ORRORE!!!!

  4. utente anonimo says:

    a me la cosa che piace di pù della Parodi o la crusca sul petto..nessuno l’ha notata? Quando ha le scollature è tutta vizza e crsucosa sembra una vecchina..mia nonna tutte le volte che la vede dice: ‘Poverina giovane a quella maniera guarda che pelle vecchia che c’ha’.

  5. Disorder79 says:

    @Vertigo & u.a.(so io chi..): ORRORE sia per i collegamenti tra i servizi, sia per la spaventosa e putrida epidermide della Parodi: parliamone. E lei non capisce proprio che esagerando con le scollature non nasconde esattamente il problema.. :D

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