Bar condicio

(ovvero: sull’idea di democrazia meglio berci sopra…)
 
La correttezza e imparzialità dell’informazione è l’unico argomento su cui Ciampi ha inviato un messaggio formale alle Camere, durante il suo settennato: vorrà pur dire qualcosa.
 
La settimana scorsa il Quirinale si è fatto di nuovo sentire, con una lettera al Presidente della Vigilanza Gentiloni: “par condicio da subito sulla Rai
 
Mercoledì 1 febbraio: arriva il regolamento per la campagna elettorale sulla tv pubblica, approvato dalla Commissione di Vigilanza RAI a maggioranza, con pesanti modifiche peggiorative della proposta iniziale del presidente Gentiloni (per la cronaca, in quota Margherita: è il successore del diessino Petruccioli, con lo stesso ruolo di specchietto per le allodole che conta come il due di picche)
 
Sono previsti 5 faccia a faccia in prima serata: di questi, 2 (il primo e l’ultimo) tra Berlusconi e Prodi, 3 tra gli altri leader dei due schieramenti. MA dopo l’ultimo confronto, ecco che la tradizionale conferenza stampa “tecnica” di fine campagna elettorale del Ministro dell’Interno viene sostituita da una ulteriore conferenza stampa del capo del governo, senza contraddittorio!!!
E solo questo farebbe inorridire qualsiasi altra democrazia occidentale. E’ inutile aggiungere che per i suddetti confronti il modello all’americana, con giornalisti imparziali o sorteggiati, ce lo scordiamo: vedrete che la maggior parte dei confronti finiranno per essere ospitati  da Vespa. Ah, non vi aspettate nemmeno uguali domande poste ad entrambi, o tempi contingentati per le risposte, o divieto di interruzione dell’avversario. Sarà il solito wrestling televisivo. Insomma, la prima regola dei dibattiti all’italiana è che non sono dibattiti. La seconda regola è che non ci sono regole.
 
Le schifezze non sono ancora finite. Sempre mercoledì l’Autority per le Comunicazioni (che regola la par condicio sulle tv private e ne verifica l’osservanza), nonostante il tentativo di boicottaggio di un suo componente in quota FI che finisce per dimettersi, approva un atto di indirizzo con cui decide di far partire da subito (e non dall’11 febbraio, data prevista per lo scioglimento delle Camere) regole più stringenti in materia di presenza dei politici nelle trasmissioni di varietà, nonché parità di spazio concesso e di trattamento delle varie parti politiche nelle trasmissioni di informazione (dai telegiornali ai programmi di approfondimento).
Apriti cielo! Mediaset si dichiara offesa e ricorre subito al TAR del Lazio, affermando sdegnata con una nota che si tratta di "una delibera iniqua e su misura, ‘ad personam’ direbbe qualcuno", che "vincola a senso unico i palinsesti Mediaset e mortifica la libertà e la professionalità dei nostri giornalisti e dei nostri conduttori". La nota definisce il provvedimento "una enormità giuridica e politica" ricordando come da vent’anni Mediaset "assicura una programmazione corretta e bilanciata"[Sì, stiamo ancora parlando dell’azienda di Emilio Fede].
Il comunicato finisce poi in bellezza, ricordando che alla vigilia degli appuntamenti elettorali degli anni recenti "nessuno si è mai lamentato della linea editoriale di Mediaset, che ha sempre dato voce a tutti gli schieramenti".
(Qui la replica odierna del Presidente dell’Autority, Corrado Calabrò)
 
Inutile aggiungere che mentre il Parlamento a colpi di maggioranza impone regole inique alla RAI e l’azienda-partito Mediaset difende sempre più palesemente il suo padrone, i cdr di entrambi i gruppi televisivi la pensano invece come Ciampi. Ma del resto si sa, i giornalisti sono tutti comunisti, come Ciampi, come tutti i magistrati, come tutti quelli contrari ai conflitti di interesse eccetera eccetera eccetera.
Buon weekend. Burp.
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5 Responses to Bar condicio

  1. Vertigo69 says:

    Post bellissimo, a partire dal titolo. “Bar Condicio” è meraviglioso, anche perché ricorda la pronuncia di Mamie di Via col vento…

  2. Disorder79 says:

    Beh, è poco più di un riassunto raffazzonato delle ultime porcate berlusconiane, e solo in un campo, sennò a scrivere di tutte le varie leggi-truffa e furbate (sfrutteranno fino all’ultimo secondo di legislatura per far danni) non gli staresti dietro.

    E comunque, più che un bar l’Italia è ormai una bettola di quart’ordine…

  3. utente anonimo says:

    Che depressione…ho appena visto stasera il confronto Rutelli-Casini da Mentana….. mi angosciano le cavolate che ho sentito!!!

    Illegaly Blond

  4. wittyboy says:

    Sei sempre così preciso…
    C’entra molto poco…ma se non sbaglio uno degli unici territorio della comunicazione non ancora colonizzati dal Cavaliere sono i blog. E’ esatto?

  5. Disorder79 says:

    @Witty: Non saprei, tendenzialmente sui blog c’è di sicuro una percentuale maggiore di persone che si informa di più e da più fonti, e cerca (non sempre riuscendoci magari) di ragionare con la propria testa e facendo uso di senso critico anche rispetto alla propria “parte”.
    Ma i blog berlusconiani convinti, così come quelli orrendamente fascisti e razzisti, non mancano di certo (anche se persone del genere le trovi più facilmente a bazzicare su tgcom, libero -il portale- o sui forum: infatti quando capitano sui blog in genere non si sanno “comportare”).
    In ogni caso non sono certo un esperto della rete, perciò non andrei oltre nell’analisi :)

    @Illegally Blond: per non parlare del weekend, in cui è stata trasmessa e replicata l’orrida trasmissione-spot della Pivetti, con tutti gli stipendiati di Berlusconi a lodarlo e incensarlo. Vomitevole. Ci vorrebbe anche in Italia una Elle Woods per ristabilire la giustizia :)

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