Le quote rosa servirebbero un po’ ovunque

Anche in magistratura, forse. Viene da pensarlo soprattutto dopo aver letto la composizione del collegio di Cassazione che ha emesso l’arcinota sentenza secondo la quale lo stupro di una minorenne (consumato dal convivente della madre, in ambiente familiare disagiato) è meno grave in quanto la vittima 14enne aveva già avuto rapporti sessuali e quindi la sua personalità sessuale era “già sviluppata”.
 
L’Unità riporta che
 
“…Il collegio che ha emesso questo verdetto è stato presieduto da Umberto X, il consigliere relatore è stato Franco X, gli altri togati sono Amedeo X, Mario X e Giovanni X”
 
Senza voler accusare nessuno dei vari signori X (si criticano le sentenze e non i magistrati: e la giurisprudenza per fortuna può cambiare) o entrare in valutazioni giuridiche, magari una donna avrebbe avuto qualcosa da ridire. Magari, eh.
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5 Responses to Le quote rosa servirebbero un po’ ovunque

  1. demils says:

    ma.. una lesbica minorenne che ha già avuto rapporti vale?
    no perchè i casi vanno valutati con attenzione.
    dannazione.

  2. Disorder79 says:

    Eh, sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i parrucconi della Cassazione…chissà, magari potrebbero cominciare a distinguere cosa è rapporto completo e cosa no…per la gioia di giornali e riviste pronti a riportare a dovere tutti i pruriginosi retroscena della storia! :)

  3. OT: E invece molto bello e giusto il tuo commento sul blog di Village.

  4. utente anonimo says:

    Non sono molto ferrato in questioni di tipo giudiziario…..ma mi domando, un collegio di cassazione, a prescindere dal sesso delle persone che lo compongono, può avere il tipo di competenze necessarie per stabilire cosa sia più o meno dannoso per la personalità di un’adolescente?
    P.S.: La psicologia giuridica che ci sta a fa’?
    dott. ILLEGALY BLONDE

  5. Disorder79 says:

    x Anellidifumo: grazie.

    x neo-Dottoressa IB: penso proprio di no. Comunque la Cassazione ha in pratica criticato la logicità della motivazione e ripassato la palla alla Corte di Appello, che (essa sola) giudicherà di nuovo nel merito. E nel farlo dovrà sì attenersi ai principi enunciati dalla Cassazione, ma non è del tutto vincolata: e soprattuttto non è vincolata dalle sciocchezze in libertà che conteneva la sentenza.
    Però, al di là delle conseguenze giuridiche, la notizia sconcertante rimane.

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