Sostegni, bacchettate, amarezze

1) “Il governo ha dato l’impressione di essersi dedicato più alla soluzione delle proprie controversie interne e di aver badato più alle sorti personali del presidente del Consiglio che non a quelle del Paese”

 

Con queste e altre motivazioni oggi con un editoriale del direttore Paolo Mieli il Corriere della Sera, il grande giornale della borghesia moderata e vicino ai poteri forti, annuncia il suo appoggio al centrosinistra. Silvio Berlusconi viene scaricato, ed è chiaro l’auspicio per una forte affermazione dei centristi di DS e Margherita, con un’opposizione che possa invece ripartire da Fini e Casini.

 

2) Nello stesso giorno, il Presidente del Consiglio riesce a farsi bastonare anche da Famiglia Cristiana, con questo editoriale di Beppe Del Colle (“Nessuno ha il monopolio dei valori cristiani”)

 

3) E infine, in questo panorama in cui sembra che tutti abbandonino la barca berlusconiana, un momento dolce-amaro.

 

Il candidato che ho votato alle primarie dell’Unione Ivan Scalfarotto elenca sul suo blog i motivi (oltre probabilmente al fatto che nessuno gli ha offerto un posto, aggiungo io: e me ne dispiaccio) per i quali non si candida, pur sostenendo e votando il centrosinistra.

 

E leggendo il post, che riporto qui sotto, sono sempre più convinto della scelta (ahimè ininfluente) che ho fatto in ottobre.

Il legame con i punti 1) e 2) a ben vedere c’è.
 
Sono completamente d’accordo con l’analisi di Umberto Eco e voterò dunque per il centro-sinistra, per la Rosa nel pugno o per i Verdi, ma per una questione di pura emergenza democratica. Però non mi candido. Non mi candido perché non credo che questo centro-sinistra, con questo stile e questa cultura politica, possa portare un cambiamento vero nel Paese. Non mi candido perché ho votato per l’abrogazione della legge sulla fecondazione assisitita e non voglio avere niente a che fare con il Comitato Scienza e Vita e con l’Opus Dei. Non mi candido perché credo, poche storie!, che almeno il cinquanta per cento dei nostri ministri e parlamentari dovrebbero essere donne. Non mi candido perché sono gay e vorrei avere pienezza di diritti, e parità con tutti gli altri cittadini di questo paese. Non mi candido perché questa coalizione non approverà la legge sui Pacs (si accettano scommesse). Non mi candido perché, al contrario di Rutelli, ritengo che Ratzinger e Ruini non dovrebbero influenzare la nostra politica. Non mi candido perché credo in un’Italia multirazziale e multiculturale. Non mi candido perché a quarant’anni sarei tra i più giovani parlamentari italiani. Non mi candido perché a star seduto tra Gerardo D’Ambrosio e Bobo Craxi mi girerebbe la testa. E non mi candido perché – a voler vedere – non c’era nessuno spazio per le cose che dico, strette tra il silenzio tombale di alcuni e le offerte di pura testimonianza di altri.

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6 Responses to Sostegni, bacchettate, amarezze

  1. buonanotte dalla monaca non politicizzata

  2. aelred says:

    il Corriere che si schiera è il segnale che ormai il divario fra Prodi e Berlusconi è incolmabile. Non si è mai avuto un Corsera non governativo, quindi…

    Su Scalfarotto, purtroppo ha molte ragioni, ma in questo momento voglio solo sperare in un risultato elettorale che penalizzi i clericali e rivaluti i laici e laicisti. Mi illudo, forse

  3. guppie says:

    Scalfarotto mi è umanamente simpatico, ma penso che sia (stata) una meteora nel panorama politico italiano.

    Passata la sovraesposizione mediatica delle primarie non è riuscito a trovare una sua collocazione (e giustificazione) politica.

    Questa “rinuncia” suona un po’ come la parabola della volpe, la quale non arriva a prendere l’uva e dice che è acerba…

  4. Disorder79 says:

    @Monaca: e buongiorno :) (è arrivato anche al convento l’opuscolo di Silvio?)

    @Guppie: è più o meno la stessa osservazione che ho fatto io tra parentesi. Nel merito però dice cose che purtroppo condivido :(

    @Aelred: sulla prima osservazione, sono d’accordo: è un segnale.
    Sulla seconda, io spero SIA in una buona affermazione dei laici, SIA in una vittoria dell’Unione (anche perchè di laici, seppur pochi, ce ne stanno SOLO lì).

  5. Condivido la scelta di Ivan, non tutte le ragioni che adduce. Sempre molto utile leggere il tuo blog, Disorder.

  6. Disorder79 says:

    Il fatto è che non so quanto sia stata una “scelta”. Io condivido *quasi* tutto, anche se è chiaro che su alcuni punti è un po’ vago, così come lo era (per forza di cose) il suo programma per le primarie .
    E poi sono un po’ buttate lì le ultime 2 frasi. Ma del resto è un post di sfogo, il suo.

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