«Ogni donna ha diritto ai suoi segreti»

Il weekend non è stato poi un granché, neanche nel privato.

Meno male che mi sono imposto di trovare il tempo per vedere finalmente Transamerica.
Una commedia davvero ben fatta, di cui già in tanti hanno parlato anche in rete.
Anche ai miei amici era piaciuta, anche se con differenti gradazioni di entusiasmo (dal “veramente fatto bene” al “godibile, ma puoi anche aspettare il dvd senza rimpianti”).
 
La serata non era iniziata nel migliore dei modi dal punto di vista logistico. L’infruttuosa e disperata ricerca del parcheggio mi ha costretto a saltare i primi minuti di proiezione, sono arrivato al termine del dialogo iniziale con la psicologa; non ho idea di quante scene abbia perso, oltre ai titoli di testa (domandone: la canzone di Dolly Parton vincitrice candidata all’Oscar era all’inizio del film? O era dopo e non l’ho riconosciuta io? TU, amic* che l’hai visto tutto, soccorrimi please!)

 

Insomma, della trama già saprete: si tratta di un bizzarro road movie in cui Bree, una transessuale in attesa dell’operazione definitiva, va prima alla ricerca del figlio che scopre aver avuto da un flirt dei tempi (maschili) del college, poi decide di fare con lui il viaggio di ritorno verso la California.
Il figlio, un pischello belloccio e disinibito (ma Kevin Zegers da queste parti non ha suscitato alcuno sbalzo ormonale, causa una certa somiglianza con un insopportabile veejay di Mtv mio conterraneo), cresciuto troppo in fretta a causa di un contesto familiare disastrato, ignora all’inizio sia l’identità di genere della donna (che si presenta a lui come una volontaria della Chiesa del “Padre Potenziale”!), sia ovviamente il loro legame di parentela.
Durante il viaggio coast-to-coast da New York a Los Angeles il rapporto tra i due si evolverà, tra scazzi e riavvicinamenti, momenti esilaranti da commedia degli equivoci e le inevitabili, drammatiche rivelazioni. Tuttavia il tono non è mai patetico-melodrammatico, direi.

 
Spicca la straordinaria interpretazione di Felicity “la più brava tra le casalinghe” Huffman  (“Adesso voglio assolutamente vedere Walk The Line, per capire come la Reese può averle strappato l’Oscar”, ha commentato qualcuno). Per quel che posso giudicare io, molto credibile come trans, sia dal punto di vista fisico-comportamentale, sia nell’atteggiamento, in bilico tra il perenne disagio di una vita appunto in transito e la grinta, velata di ironia, di chi ha lottato e continua orgogliosamente a farlo per conquistarsi la propria dignità e serenità.
 
Imperdibili le scene in cui compare la nevrotica e soffocante famiglia di Bree (
in primis la scoppiatisima madre, fabulous! Qui, per chi lo ha già visto o non teme spoiler, la trascrizione di alcuni dialoghi dal film).
Consigliato!
 

"My body may be a work-in-progress, but there is nothing wrong with my soul"
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7 Responses to «Ogni donna ha diritto ai suoi segreti»

  1. utente anonimo says:

    x carità la reese meritava sicuramente l’oscar sulla fiducia anche se a mio avviso sarebbe stato + rivoluzionario premiarla x La rivincita delle bionde o Una bionda in carriera.

    borghese annoiato

  2. utente anonimo says:

    La canzone era sui titoli di coda, ma NON ha vinto l’Oscar, peccato. Secondo me lo meritava anche Felicity Huffman, bravissima ;-)
    Fab.

  3. utente anonimo says:

    sì è vero volevo segnalartelo pure io, il film era candidato a due oscar appunto x la Huffman e x la canzone di Solly Parton ma non ha vinto nessuno dei due..e come vedi era come ti avevo detto io sabato la canzone era sui titoli di coda e Dolly tutta rifatta magari si è fatta rifare pure la voce come una 18enne :)

    borghese annoiato

  4. daddun says:

    Ho paura che dovrò vederlo in dvd. Qui da me non è passato! Quanto mi piacerebbe avere sotto mano uno di questi “distributori” italiani … Ciao, Ale.

  5. Disorder79 says:

    @Fab: grazie per la precisazione.

    @b.a.: Solly Parton? cos’è, la Parton con la parrucca di Sally Spectra?

    @Ale: pensa che qua c’era pure la scelta tra due cinema, non x infierire eh ;)
    La distribuzione italiana è scandalosa, è vero.

  6. utente anonimo says:

    @Ale: io l’ho acchiappato per miracolo in un cinema che definire d’essai sarebbe riduttivo. Avevo quasi perso le speranze che nella bigotta e ipocrita Verona passasse un film del genere, e in effetti è passato (quasi) inosservato… mah…

  7. meija says:

    Grandissima la Hoffman, anche se sono davvero curiosa di sentirla in lingua originale!!!
    Dal film mi aspettavo di più, soprattutto il finale non mi è piaciuto.

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