Nuove proposte

Venerdì sera ho visto dal vivo i Settlefish.
Premetto l’ennesimo disclaimer relativo alla mia ignoranza totale sulla scena indie in generale e su quella emo (a cui pare che il quintetto bolognese si possa ricollegare in qualche modo) in particolare.
Sono inoltre andato al concerto senza aver mai ascoltato niente della loro musica. Quindi quelle che seguiranno sono le solite impressioni di un mezzo intruso.

Iniziano con una cover degli At The Drive-In…ah no, probabilmente è una canzone loro. Certo che mi suona davvero troppouguale come stile.
I pezzi successivi per fortuna sono meno derivativi: nel senso che si sentono anche echi di Arcade Fire, Bloc Party e Maximo Park (e di mille altri gruppi che non conosco, probabilmente), ma non viene ricalcato lo stile di un gruppo solo (non di uno di quelli che conosco, vedi sopra). Insomma, ho trovato decisamente più godibili i pezzi un po’ meno indiavolati (di quasi-cover del gruppo di El Paso ce ne saranno ancora un paio).

Non vorrei che il mio giudizio sembrasse severo: sul palco i 5 sono bravi e piuttosto coinvolgenti. E così come mi piacciono tutti i gruppi (loro ispiratori?) che ho citato sopra, ho apprezzato anche i Settlefish. Anzi, un po’ perchè ero curioso di sentire come rendevano su disco, un po’ per il prezzo decisamente abbordabile, un po’ perchè insomma sosteniamola l’italianità una buona volta, ho deciso di risparmiare sulla bevuta e comprarmi al banchino il loro secondo album The Plural Of The Choir, uscito nel 2005 (la loro etichetta è l’americana Deep Elm, nota appunto in ambito emo-core).

 


E’ inutile che mi avventuri in tentativi di recensione (ne ho trovata qualcuna in rete qui, qui e qui): ma dopo qualche ascolto devo dire che mi piace, decisamente (e anche qui, continuo a preferire i momenti meno agitati).

….Certo, bisogna gradire un po’ il genere, piuttosto aggressivo. Tornando infatti al concerto, me ne sono perso circa un terzo per star dietro agli amici che mi ero trascinato fin lì, che non erano esattamente entusiasti, nè interessati come me:

Amico#1 (appassionato di pop ballabile e new wave): “ma a che bei concertini ci porti, eh!
Amico#2 (appassionato di pop raffinato): “povere le mie orecchie
Amico#3 (appassionato di jazz): [rimasto al bar, commento non pervenuto]

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