E adesso ho finito i compiti

Come una raccolta di figurine:

Quando c’era Silvio, celo (visto la settimana scorsa).

Viva Zapatero, celo (ri-visto questa settimana).

Citizen Berlusconi, manca (e chi riesce a trovarlo?).

 

Il Caimano, celo.

Visto ieri sera, dopo una giornata che definire deprimente era dir poco: beh, proprio una brillante mossa quella di terminarla così!

Ma d’altra parte era un film che non volevo perdermi. E dopo il prossimo weekend, sapevo che qualunque risultato fosse uscito, non sarei più potuto andarlo a vedere.

 

Potrei linkare qualche parere di altri blogger (ne hanno parlato tutti), condividendo più o meno le mille posizioni e analisi, tutte più qualificate.

Ma mi sta fatica e non saprei addentrarmi in questioni tecnico-cinefile, quindi sarò breve.

 

Su Nanni Moretti tra l’altro sono profondamente ignorante. Ho visto per intero solo il più atipico (dicono) tra i suoi film precedenti, ovvero La stanza del figlio. Per il resto, ricordo qualche spezzone qua e là e naturalmente la più famose tra le frasi fatte morettiane, quelle che fa tanto figo citare o parafrasare in qualsiasi conversazione ("mi si nota di più se…", "ve lo meritate Alberto Sordi", ecc.).

 

Detto questo, mi è piaciuto.

Il cast non ha tradito. La carne al fuoco è tanta, vari temi e storie parallele si intrecciano: l’Italietta di oggi, la disgregazione familiare, le piccole grandi miserie del cinema italiano, spezzoni della sceneggiatura su Berlusconi o di quelle dei film prodotti in passato dal protagonista Silvio Orlando che vengono messe in scena nella sua mente.

Forse qualcuno dirà che non tutto è ben amalgamato. Io, forse colpa dello stato d’animo di ieri, forse colpa della campagna elettorale e dei cinque anni che l’hanno preceduta, sono rimasto annichilito sulla poltrona fino ai titoli di coda (pur sapendo praticamente tutto della trama, grazie allo spoiler di regime).

 

E’ un film che smuove, indubbiamente; che non sposterà un voto (perchè "ormai chi voleva sapere sa, e chi non voleva sapere" eccetera…), ma indubbiamente fa riflettere sui rapporti tra i propri fallimenti personali e quelli della politica e della società; che fa anche ridere, a volte, amaramente; che si rapporta alla realtà italiana come pochi altri, ma è allo stesso tempo intimista.

 

E quando poi il giorno dopo, ancora scosso dal finale del film, senti il personaggio reale a cui il film allude che pronuncia le stesse frasi che gli erano state messe in bocca nel film, ti rendi conto che quel film, quell’incubo, non è ancora finito.

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2 Responses to E adesso ho finito i compiti

  1. Padone says:

    Citizen Berlusconi lo scarichi tranquillamente. Lo trovi anche coi sottotitoli in italiano, credo.
    Se non scarichi, se sei contro la pirateria, io sono pro. Mi mandi il tuo indirizzo e te lo spedisco gratis insieme a ventimila emmepitré illegali di musica tedesca anni ’70 che i Bitols non li ha neppure sentiti nominare.

    P

  2. Disorder79 says:

    Sì, si trova bene, non mi ero ancora informato a dovere.
    Mi attiverò per procuramelo in qualche modo (anche se – a questo punto – credo dovrò per forza aspettare un po’ prima di riuscire a vederlo…).

    ….Per i 20.000 mp3 di musica tedesca anni ’70, ci penso un attimo ok? ;)

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