Decompressione

La campagna elettorale è finita, è andata come è andata.

Ieri sera degli amici andavano a festeggiare. Pare che nel centro di Firenze si tenessero i festeggiamenti che erano saltati, per ovvi motivi, il giorno precedente.

Io non sono andato, in questi giorni ho ben poca voglia di festeggiare.

Eppure dopo l’entusiasmo iniziale, la nottata di tensione, il parziale sollievo per la vittoria alla Camera, lo sconforto per la sconfitta al Senato e l’esultanza per il salvataggio finale proveniente dall’estero (è sempre così, per l’Italia), ascolto e leggo molti che dicono: insomma, basta lamentarsi per lo scarso vantaggio, abbiamo vinto e governeremo, godiamocela, il risultato di buttar fuori il Cavaliere da Palazzo Chigi è stato ottenuto.



Tutto vero. Ma il referendum che doveva decretare l’uscita dalla politica di Berlusconi è fallito.
Di Forza Italia ancora primo partito ho già detto.


La maggioranza è risicata e risibile.

Il parlamento che verrà fuori vede la laicità sempre meno rappresentata.

Contrariamente a quanto auspicavo, i 2 partiti dell’Ulivo sono andati peggio dove correvano separatamente: perciò il partito democratico (-cristiano), di cui aborro l’idea, decollerà, con la dissoluzione del primo partito della sinistra.



Forse col tempo starò meglio, sono finite (per ora) la sequenza delle leggi vergogna e la vergogna dei cittadini per i loro rappresentanti. La propaganda della destra continuerà dalle reti di regime, ma non sarà più la verità ufficiale.

Verrà anche fatto qualcosa di buono per l’Italia, col tempo. Nei limiti del possibile e dell’Udeur.

Qualche piccola soddisfazione già c’è, ad esempio le conferenze stampa del Caimano che propone la Grosse Koalition (ricevendo le ovvie risate in faccia dall’Unione) e contesta tutto il contestabile, rendendosi sempre più ridicolo di fronte al mondo intero (ma senza più rappresentare idealmente anche me).
Pian piano me ne renderò conto, che un brutto periodo è finito.
Solo, mi ci vorrà un po’ di più.





La verità è che non ci sono abituato io, alla polemica politica. Non so se chi ha letto i post degli ultimi tempi senza conoscermi ci crederà, ma è così. Non sono un esperto, mi interessano e sono abbastanza informato solo su alcuni temi: ma non sopporto l’idea di disinteressarsi della politica, specie in periodi di campagna elettorale, se si è maggiorenni e si ha il potere di cambiare le cose.





E mi accaloro. Mi accaloro troppo, più di quanto non faccia per tante altre cose.

E ora ho bisogno di leggerezza e serenità (oddio ora sembro Nonno Prodi).



Non so se sarò in grado di comunicarla anche per scritto questa serenità, eh. Non garantisco niente. Ma è un impegno che prendo: sforzatevi di credermi…

C’è chi ha creduto alla palla dell’Ici, in fondo.

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2 Responses to Decompressione

  1. rickrock says:

    ti credo e ti capisco….

  2. Disorder79 says:

    Grazie (a scoppio ritardato), comunque la tensione se ne sta andando finalmente… :)

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