Gli squallidi ambienti dei giornalisti

La premessa: a Torino c’è stato ieri quello che secondo le prime ricostruzioni sembra configurarsi come l’ennesimo omocidio.

Come al solito, non mi piace commentare i casi specifici di cronaca. Se volete i particolari, andateveli a leggere sugli articoli che citerò, tutti più o meno analoghi perchè probabilmente basati sullo stesso lancio di agenzia.

Quello che mi disgusta è il tono con cui, per l’ennesima volta, sia le agenzie che i cronisti dei quotidiani riportano i particolari che le forze dell’ordine comunicano ai media.



La Stampa informa che "Secondo le prime indiscrezioni, si potrebbe trattare di un omicidio maturato nel mondo degli omosessuali".



Repubblica si accoda: "Gli investigatori stanno indagando sull’ipotesi di un delitto nato in ambienti omosessuali che l’uomo frequentava".



Più secco ancora il Corriere, che così termina la breve descrizione della vittima: "Frequentava da tempo il mondo degli omosessuali".



Questa è l’Italia, e lo sarà ancora per anni o decenni.

Il mondo degli omosessuali e gli ambienti omosessuali sono formule vuote, che di per sè non stanno a significare niente. Ma si preferisce utilizzarle, da sempre, invece di entrare nello specifico.



Mi spiego meglio: quando la vittima è presumibilmente gay, invece di indicare con precisione che gli inquirenti seguono di volta in volta la pista della droga o della prostituzione o del sesso estremo o del movente passionale (si tratta di ambienti o situazioni criminogene a prescindere dall’orientamento sessuale, peraltro), si va a colpo sicuro: mondo omosessuale, ambienti omosessuali.



Questa è OMOFOBIA, gente. Perchè con tali formule non si fa che gettare subliminalmente un’ombra di morbosità e illegalità su qualunque cosa abbia a che fare con la realtà glbt.

Associazionismo? Pub? Discoteche? Attività politiche e culturali? Semplici ritrovi tra amici per un the o una cena? Tutto questo non esiste, per la stampa italiana "mondo omosessuale" vuol dire marchette, cespugli, droga, ricatti: possibilmente tutto insieme.



Io non so se da parte dei giornalisti tutto ciò sia imputabile a pigrizia, a omofobia convinta, a un semplice ripiegarsi sulla mentalità corrente (ma corrente dove? in provincia? in una certa parte politica? in una certa religione, piena di ministri del culto gay repressi e quindi abituata a vedere l’omosessualità esclusivamente come sporca e nascosta?).
Ma so che è davvero l’ora di finirla.



Con questa maggioranza, Pacs o diritti di serie A per tutti i cittadini ce li possiamo scordare, questo lo sappiamo. Ma bisognerà pure alzare la voce e protestare per ottenere, intanto, quel rispetto che col precedente governo ci è stato negato per scritto, su carta intestata dei Ministeri.


E, a livello di società, protestare contro un vergognoso modo di fare giornalismo, che con l’uso di etichette come queste nei servizi di nera continua ad alimentare disinformazione e ignoranza e infierisce sulla dignità delle vittime. E non solo sulla loro.

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5 Responses to Gli squallidi ambienti dei giornalisti

  1. Fatabugiarda says:

    nn posso commentare nulla altrimenti luilì mi riaccusa di essere fascista.

    :)

  2. Disorder79 says:

    Beh, qui è il mio blog e se dissenti su qualcosa e vuoi spiegarmi il perchè, il tuo punto di vista mi interessa.

    Anche perchè l’argomento del post è proprio la percezione della gente rispetto a certi argomenti, in relazione a come questi sono trattati dai media generalisti.

  3. Fatabugiarda says:

    Non avevo niente da dissentire rispetto a quello che dici.
    Lo trovo estremamente vero e purtroppo schifoso.

    E’ che a volte sono c’ho dei flashback di permalosità..
    :)

  4. aelred says:

    ieri sono andato dal mio direttore a lamentarmi di un servizio sull’argomento: una collega ha scritto qualcosa tipo “omicidio in ambiente omosessuale”.oltre all’omofobia, pure il luogo comune e la frase fatta. Terribile

  5. Disorder79 says:

    @Aelred: meno male che nella categoria c’è qualcuno come te che protesta: sicuramente è più produttivo del mio lamento sul blog. Peccato che siano così pochi :(

    @Fata: non preoccuparti, era solo per mettere le mani avanti :)

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