2 a zero

Ultimamente alterno weekend riposanti e massacranti. Questo appena terminato apparteneva alla seconda categoria, a occhio e croce.
La causa, i 2 concerti in 2 giorni. Che non sarebbero niente, se non che il sottoscritto – chi mi conosce lo sa, direbbe Tomba-Dix – non ama andare a letto presto dopo i live, ma anzi gradisce muovere le zampette e far (tarda) serata in compagnia.
Così è stato venerdì, per il ritorno a Prato dei Krisma.
Così sabato, per il ritorno degli Offlaga Disco Pax sul luogo del loro trionfo al Rockcontest 2004, la Flog.

Due parole sul primo appuntamento: la coppia Arcieri-Moser era in discreta forma, Cristina in particolare mi è sembrata più grintosa e in tiro rispetto a quell’altra volta – nello stesso posto. Look favoloso da Loredana Bertè al rave, con calza strategicamente strappata e ciuffo bicolore di forma e lunghezza indescrivibile; presenza scenica notevole.
Lo sparuto seguito che conosce diverse loro canzoni era in delirio, il resto della platea ha seguito interessato, ballicchiando comunque volentieri e lasciandosi andare sulla loro unica hit commerciale, Many Kisses. Io appartenevo alla seconda categoria, a occhio e croce.
Momento d’imbarazzo generale quando Maurizio Arcieri ha lanciato dal suo laptop due pezzi “inediti”, di vera e propria house. Quando ha chiesto al pubblico se aveva gradito, diciamo che la reazione non è stata tropo convinta, va’.

Ma veniamo alla serata di sabato, che gli organizzatori della Flog avevano confezionato attorno agli ODP (a loro insaputa, credo) in modo alquanto discutibile, a mio parere.
A cominciare dal fuorviante titolo della serata, FEDELI ALLA LINEA-PARTY FILOSOVIETICO, che fa istintivamente pensare a una cover band dei CCCP.
Per proseguire con la scenografia,  molto stile festa di partito vetero-comunista, il che non si sposava forse in pieno con l’ideologia a bassa intensità dei nostri.
Per terminare con il tremendo gruppo spalla, ma lì si tratta naturalmente di gusti personali. Per descrivere nel miglior modo il loro mix di canti rivoluzionari-patchankabbestia-folk politicizzato, prendo a prestito l’azzeccato nomignolo affibbiatogli al volo da una certa persona di mia conoscenza, che forse passerà di qui (ma che non nomino per la privacy): i FINTILLIMANI.

Era la quinta volta che vedevo gli ODP, l’ultima nello scorso autunno. Da allora la loro popolarità è aumentata, ci sono state varie ospitate sui media, il video su Mtv. E’ indicativo che, lanciati per lo più dai blog e dal passaparola, siano tornati ad esibirsi in un posto come la Flog riempiendola stavolta di pubblico pagante.
Ascoltare i racconti musicati di Max è sempre stata un’esperienza diversa e il contesto ha sempre fatto la sua parte.
Il desolato parcheggio di Montemurlo, coi vecchini del paese e il loro sommo sbigottimento, l’atmosfera da provincia abbandonata, quei riverberi maledetti restituiti da un simbolico muro.
Oppure la festa de L’Unità delle Sieci, quel palco da liscio fin troppo illuminato, gli spettatori disposti a sedere in silenzio e le famiglie che si avvicinavano incuriosite.
Oppure il bagno di folla di mezza estate alla FdU alla Fortezza, uno sprazzo di autenticità all’interno di una kermesse fiorentina ormai invasa suo malgrado dalla modernità e dal conformismo.
Oppure la festa del Pdci al Saschall, un’estate che volgeva alla fine, il seguito che si stava allargando, quel disco che ho comprato ma istintivamente ho deciso di non farmi autografare – forse perchè una firma e una dedica scritta non servivano, tracce profonde e indelebili le avevano già lasciate in me alcuni loro brani.

Quest’esperienza sembrava presentarsi come la più assurda di tutte.
Non mi piace fare lo snob e criticare un gruppo che si conquista una platea più ampia, nè t
antomeno guardare spocchiosamente chi quel gruppo lo ha conosciuto da poco.
Lo confesso però, il karaoke sopra la voce di Max (che oltretutto non canta, ma declama) mi ha dato fastidio e l’ho trovato fuori luogo. Ma magari altri vivono in modo diverso la loro musica, il momento dello slogan urlato in coro significa qualcosa per loro. Li capisco e mi adeguo, cercando di estraniarmi per quanto possibile*.
Ci riesco. Canzoni come Tatranky, T.M.S. e DeFonseca colpiscono ancora una volta.

Gli inediti, eseguiti alla fine, sono due botte nello stomaco difficili da lasciarsi alle spalle.

Cioccolato IACP l’avevo già sentita una volta, è una storia straziante dall’effetto stranissimo.
La battuta sulle economie alternative, la spiegazione della storia del Toblerone e gli altri passaggi ironici servono a tenere insieme i pezzi di una storia che già all’inizio capisci non andrà a finire bene. Sarcasmo che è come sale sulle ferite.

Sensibile era invece una novità assoluta per me. Musicalmente l’ho trovata molto più “canzone” dei pezzi vecchi, l’interazione voce-musica ha fatto dei passi avanti e questo mi fa anche ben sperare per quello che potrà essere la direzione futura del gruppo-progetto.
Ma come sempre è l’intensità del testo che sorprende. Intensità e rabbia, forse per la prima volta. Si parla di anni di piombo, di morti ammazzati, di una famosa coppia di terroristi neri ormai sdoganati studiati e riveriti, in un’Italia in cui il revisionismo sulla pelle dei morti ammazzati è ormai pane quotidiano e certi argomenti ci si può permettere di trattarli alla leggera.
Si parla di una frase da un’intervista di lei. Ha scelto il suo compagno, il terrorista nero, perchè a scuola “era il più sensibile“. Ecco perchè la rabbia per una volta si sostituisce all’ironica disillusione tipica dei racconti di Max.
Rabbia, perchè hanno vinto loro. Per 2 a zero.

—–

*impresa che nei primi minuti è stata irrealizzabile, a causa della coppietta di fresca formazione che non poteva fare a meno di interpretare a beneficio di tutti gli astanti l’intero testo dei brani. Il tutto con tanto di colorita rappresentazione scenica,duetti in stile sanremese – gli occhi di lui a specchiarsi in quelli innamorati di lei – e prevedibilelimonata dopo i versi “e non sarai mai / un’emozione da poco“, durata per tutto l’assolo.



Le cantavano tutte e mi sentivo malissimo (poi mi è partita la ridarola; infine mi sono spostato).

Pure su Khmer Rossa hanno duettato con passione, gli sciagurati! Che sia la loro canzone?

Con malcelato cinismo, glielo auguro (brutta bestia, l’invidia…).

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17 Responses to 2 a zero

  1. kAy979 says:

    sensibile è grandiosa, e la rabbia traspare tutta.
    per ora ti batto 15 a 5 :D
    bella recensione però!

  2. utente anonimo says:

    Firulì, firulà.
    (certa persona di tua conoscenza che passa di qui mantenendo la sua praivasi.)

  3. Disorder79 says:

    @Kay: tu però hai un indubbio vantaggio geografico, non vale!
    “Sensibile” grandiosa e potente sì, già la vorrei riascoltare…

    @Anonimo-Amante-Della-Praivasi: fai poco il simpa, che sennò sgancio il link ;)

  4. Non conosco nulla dei gruppi che hai menzionato, mi hai fatto venire la curiosità! Sai mica dove posso trovare dei sample mp3 o altro?
    Buona liberazione caro fratello amico del Caos! ^_^

    Kafkahigh

  5. utente anonimo says:

    Tranne la data di Montemurlo posso dire che la nostra conoscenza degli OFFLAGA è identica. FDU di Firenze, Sieci e Festa del PDCI al Saschall. Più Rockcontest 2004. L’altra sera alla FLOG non ci fossero stati loro avrei forse commesso atti irreparabili contro i JHAMILA.
    Bella recensione.

  6. Disorder79 says:

    @Anonimo: vedo che il gruppo di supporto ha riscosso grande successo :D
    Comunque siamo pari come date, io ai tempi del Rockcontest non li conoscevo.

    @Kafkahigh:
    -I Krisma (ex Chrisma) sono un duo elettronico-elettropop piuttosto off, nato ai tempi della newwave (prima dei Joy Division, a quanto pare), con qualche successo negli anni 80 e poi rimasto molto di nicchia e di culto (che è sempre un bell’eufemismo eheh). Sul loro sito, che ho linkato, dovrebbe esserci qualche informazione.
    -Gli ODP hanno pubblicato l’album “Socialismo Tascabile” un anno fa: 9 racconti della voce Max Collini riadattati e musicati su interessanti basi di volta in volta elettroniche, newwave, showgazer (o un misto di tutto ciò. Il che non è molto indicativo, lo ammetto).
    Di entrambi si può forse trovare qualcosa da sentire sul Mulo (dei Krisma con più difficoltà, temo). Gli ODP comunque ti consiglio soprattutto di vederli dal vivo quando passano dalle tue parti, sono un’esperienza (puoi consultare di tanto in tanto il loro blog per le date).

  7. Abboriggeno says:

    Gran bella recensione, bel post, tutto zeppo di citazioni agli Offlaga anche dove non lo dici!
    Io li ho visti due sole volte, ma li conosco da un anno. Mitici!

    Ah, per quanto riguarda la Flog mio fratello (che era lì pure lui a vedersi il concerto con te) mi ha detto che ha una pessima acustica, e che lui si ripropone -per questo e altri motivi- di non tornarci più ogni volta che ci vede un concerto. Non so se tu confermi o meno…

  8. Disorder79 says:

    Abbo, grazie dei complimenti, comunque – vale anche per gli altri – non pretendo di scrivere “recensioni” in senso tecnico, perchè non sarei assolutamente in grado. E per le citazioni degli Offlaga, ormai è come citare Moretti dai :)

    Sulla questione-FLOG: effettivamente questa storia dell’acustica schifosa la tira fuori sempre sempre qualcuno. Quindi che devo dire, avranno ragione. Io non sono un tecnico del suono e non ho girato abbastanza sale concerti per fare confronti.
    Sicuramente a Firenze c’è di peggio (il MandelaForum-Palasport, pessimo), mentre non saprei giudicare se il Saschall sia migliore. In genere in entrambi i luoghi (non perfetti da questo punto di vista) riesco a sentire decentemente, perchè mi metto centrale-equidistante dalle casse e non troppo lontano dal palco.

    Gli Offlaga in ogni caso hanno suonato da queste parti in condizioni tecniche ben più ATROCI la scorsa estate, quindi tutto grasso che cola per loro :)

  9. Abboriggeno says:

    Sì certo, gli Offlaga sono abituati a un po’ di tutto. Cmq le critiche di mio fratello mi sembrava che si sommassero bene alle tue. Poi sai, nemmeno io sono un tecnico, lui invece fa il batterista, e contenstava anche come han gestito i suoni i tecnici mi diceva, ma boh.
    Io di Firenze conosco pochissimi locali, molti solo di nome.
    L’unico che ho visto è il Tenax qualche anno fa per il concerto degli AIR, una delle migliori performance io abbia mai visto. Merito anche di luci studiate minuziosamente con ogni suono. Una cosa da paura.
    Poi vabbè, ancora si fumava lì dentro, e le due tre canne avran sicuramente contribuito a creare quell’atmosfere giusta…

  10. Abboriggeno says:

    [ps. francamente io consiglierei dei caratteri più grandi per il testo su questo blog. Almeno per come si vede con Mozilla. Testo minutissimo ma colonna di dx ok. Boh]

  11. utente anonimo says:

    Al SASCHALL si sente benissimo, è stato fatto appositamente per la musica mentre il MANDELA FORUM da questo punto di vista è difettoso, anche se quando ho visto e ascoltato BATTIATO mi sembrava tutto buono. Per fare un confronto: Afterhours alla FLOG e al SASCHALL, non c’è stato paragone, troppo meglio il secondo locale.
    Però io gli OFFLAGA così bene non li avevo mai sentiti.

  12. Disorder79 says:

    @Anonimo#11: al MandelaForum non guarderei mai un concerto dagli spalti, per dire. Quelle volte che ci sono andato ero centrale ed è stato decente.
    Anche se per la verità tengo lo stesso comportamento in qualunque posto, come detto prima :)

    @Abbo:
    -Ommamma il Tenax! Da locale avant-rock degli anni 80 si è ridotto da anni a discoteca ultra-fashion-chic, con qualche eccezione fino a pochi anni fa per qualche concerto; ma ultimamente credo queste eccezioni non ci siano più. Adesso gli unici che ci “suonano” sono per lo più dj famosi, ovviamente per djset a prezzi proibitivi: aborro.
    …Per quell’altra cosa a cui accenni, mi raccomando NON PIU’ DI 23! ;)

    -L’annosa quaestio TEMPLATE: la colonna di destra credo si visualizzi bene ovunque perchè il template è uno di quelli di base di splinder (quindi immagino sia ben programmato per esser visto dai vari browser).
    I caratteri del testo li scelgo io, ed essendo ormai affezionato al font Georgia e contemporaneamente molto, troppo logorroico, scelgo la misura più piccola possibile tra quelle a disposizione perchè temo che altrimenti i post darebbero l’impressione di durare in eterno ;)
    La speranza è che chi vuole leggere meglio usi CTRL & tasto + per ingrandire…comunque grazie del feedback, ci rifletterò.
    (Sono sempre benvenuti anche i consigli di altri, in materia).

  13. Fatabugiarda says:

    alla fine non ci sono potuta venire.. e nn sai quanto mi è dispiaciuto.. ma sò che suonano a sesto a giugno..
    :)

    Li non me li perderò..

  14. Abboriggeno says:

    [infatti io uso la penultima più piccola (x-small, invece che xx-small che usi te. e secondo me è meglio eh, perché quando fai ctrl+ tieni presente che siingrandisce TUTTO eh, compresa colonna di dx, commenti, che sembrano poi in grassetto, eccetera. Pensaci]

  15. Disorder79 says:

    @FataB: Davvero? Lo ignoravo, e nel loro blog la data non è ancora annunciata…bene bene :)
    Mi spiace che te li sei persi, soprattutto per i due inediti che valgono davvero la pena e che è difficile sentire in altro modo!

    @Abbo: ci penso! (anche se l’xsmall col Georgia mi sembra enorme..)

  16. utente anonimo says:

    ma non l’avevo mai visto ‘sto post! che emozione! e soprattutto, cos’hai contro il parcheggio di montemurlo (con palazzo monumentale riecheggiante qualsiasi suono), e soprattutto contro le sieci (di cui ti sei dimenticato di ricordare la quasi rissa di max con un regazzetto maliscente)?
    m

  17. Disorder79 says:

    Strano, pensavo che avessi già lurkato abbastanza negli archivi :)

    (niente contro nessuno dei due posti – ci mancherebbe, erano le prime due volte che li vedeo dal vivo! – a parte il r-e-verbero del palazzo nel primo..che però penso dette più fastidio al gruppo che a me)

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