Sant’Anna di Stazzema – 12 agosto 1944

  

Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie.
A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.


Queste parole non sono mie, le trovate sul sito dedicato a uno dei maggiori eccidi nazisti in Italia, consumatosi in Alta Versilia. Consiglio a tutti di dare una lettura.

Qui e qui trovate dettagli sui vergognosi ritardi nelle indagini (la famigerata vicenda dell’armadio della vergogna) e su com’è andato a finire il processo militare di primo grado, che nel giugno 2005 ha portato a 10 condanne nei confronti di altrettanti ottuagenari ex-SS.
Qui un dossier per ulteriori approfondimenti.


Nella foto qui sopra, la piccola chiesa davanti alla quale gran parte degli abitanti e sfollati trucidati vennero bruciati.

Tempo fa ci sono passato a Sant’Anna, ho visto quella piazzetta silenziosa e il sacrario in cima alla collina. Non sono in grado adesso di riportare le sensazioni che ho avuto, non so se lo sarò mai.
Ci tornerò senz’altro, però.

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3 Responses to Sant’Anna di Stazzema – 12 agosto 1944

  1. L’armadio della vergogna l’ha pubblicato Nutrimenti. Sono fiero di condividere lo stesso editore.

  2. Disorder79 says:

    Non sapevo che esistesse un libro intitolato proprio così. Sei giustamente fiero.

  3. senti un po’, ma mi sbaglio o ci siamo “passati insieme”, e non ti si chiamava “disorder”, ma in un altro modo che finiva sempre in “er”?
    greg

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