«Magnani you’ll never be»


Brevi impressioni sparse e frasi da conversazione su Volver, appena uscito nei cinema italiani in contemporanea con la presentazione a Cannes.

1. Il film scorre bene ed è molto “leggero”, nel senso che si ride di gusto come non mi era mai capitato con Almodovar. E’ sempre l’ora di una bella commedia, diceva qualcuno sempre al cinema qualche mese fa (vedi in fondo al post per capire chi).



2. I momenti toccanti ci sono, ma non definirei questo film struggente. E’ semplicemente un mix abbastanza ben assortito di elementi drammatici, comici, grotteschi e colpi di scena.



3. Forse non l’ho trovato struggente perchè sono io troppo cinico. O forse perchè le svolte drammatiche sono le parti più scontate e telefonate dell’intreccio.



4. Molto carina la descrizione della provincia spagnola: l’elemento ricorrente del vento e del paesaggio con le pale dell’eolico (elemento di modernità nella provincia dimenticata da Dio); il clima di superstizione; la sacralità delle tradizioni nella cura de morti e nella gestione del lutto.



5. Invece la vita di città di questi film spagnoli, sempre uguale a se stessa (vicine di casa tutte amiche e solidali, prostitute e immigrate sempre perfettamente integrate), comincia a puzzare un po’ di luogo comune.



6. Ci sono anche altre tematiche nel film, ma mi fa fatica scriverne.



7. Carmen Maura da sola vale il film. Una parte eccezionale.



8. Il resto del cast comprende le sosia di Maria Grazia Cucinotta, Barbara Enrichi, Nicoletta Braschi & Nicole Grimaudo. Anche un cameo di Sandra Mondaini.



9. Queste sosia però recitano.



10. Almodovar non ha mai smesso di giocare con le bambole, o comunque ha ricominciato adesso (ora le sue bambole sono le attrici)



11. A volte anche i fantasmi hanno bisogno di un ritocco al colore dei capelli.



12. Non fate vedere questo film a Maria De Filippi: potrebbe ricavarne nuove, atroci idee.



13. Penelope Cruz è decisamente più in parte del solito e fa dimenticare l’insopportabile personaggio di Non ti muovere. Ma per i paragoni con la Loren e la Magnani deve studiare ancora molto (e stare lontana da Castellitto).
A cantare in playback è comunque bravissima.



14. Se il vincitore di Cannes deve uscire dalla scelta tra questo film e Il Caimano, io non avrei dubbi nel pronunciarmi per il secondo, molto più coinvolgente (per il sottoscritto) .

Ma tra i due film vedo favorito quello più ameno, nostalgico e politicamente corretto (il cui autore oltretutto è in credito con le giurie, a differenza di Moretti già premiato per La stanza del figlio)

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11 Responses to «Magnani you’ll never be»

  1. utente anonimo says:

    Ma non ci assomigliano le sosia!!! Quanto sarai acido dentro!!! :-))
    ILLEGALY B.

  2. Disorder79 says:

    Sono le foto da internet che non rendono giustizia ai paragoni: ti assicuro che nel film almeno la Braschi e la Enrichi ci sono…e quando vedrai gli occhiali che porta la vecchiazza dell’ultima foto riconoscerai anche la Mondaini :D

  3. utente anonimo says:

    Punto 14: non bestemmiamo, orsù.
    A.30mo

  4. Disorder79 says:

    @Antonio: non voleva esserci polemica nella mia osservazione, ma sincerità: l’altro film mi ha coinvolto personalmente di più, sarà stato il momento personale e politico in cui lo vidi, sarà stato solo gusto personale.
    Naturalmente sarebbe un ottimo e meritato vincitore di Cannes anche Almodòvar. Anzi forse più meritato perchè più “universale” come tematiche.

  5. meija says:

    Bene, bene sono contenta di questa recensione!
    Andrò a vederlo domani o mercoledì, poi ti dirò…in questo periodo sono in crisi d’astinenza di “spagnolità”, per cui non vedo l’ora di vederlo!

  6. edi says:

    mi sa che sottoscrivo in pieno la tua recensione, davvero.

  7. Disorder79 says:

    @edi: grazie, allora non sono l’unico cinico insensibile :)

    @meija: fai sapere!

    …comunque per favore non parliamo di “recensione” per queste 2 bischerate :D

  8. edi says:

    anche io mi sento insensibile. Sarà il tempo grigio e il ciclo.

  9. Enver says:

    aggiungo la mia parva firma alla sottoscrizione. il resto l’ho detto da me. e peccato, ché come mi faceva stare male lui, nessuno

  10. Disorder79 says:

    @edi: non siamo insensibili, credo sia semplicemente un film che non coinvolge tutti allo stesso modo.

    @Enver: e comunque non è detto che sia un difetto di per sè, per un film, il “non far stare male”. Anche se il suo autore ci aveva abituati così.
    Da te ho letto che hai parlato di “manierismo”, ecco forse di quello un po’ ce n’è. Ora ti rispondo lì.

  11. Enver says:

    il rimpallo continua :) la cosa che mi perplime ancora adesso è come [ocio, spoiler] nessuna delle personagge che incontrano la madre si sentano in dovere di chiederle: ‘che minchia ci fai qua? da dove salti fuori? perché ci hai lasciate così?’, come credo ciascuno di noi farebbe in un simile frangente. Tranne la Cruz verso la fine, viene dato per naturale il manifestarsi. fine spoiler

    in quanto a Cannes, se Almodòvar avesse fatto un film dei suoi penultimi tre, avrei tifato per lui nonostante Moretti (che ha già vinto col suo peggiore). Ma adesso, dopo aver visto Volver… Caimano tutta la vita! :)

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