Life thru a Lens

Se Dio ha "taciuto" di fronte alle tragedie prodotte dalla crudeltà umana (vedi l’allucinante discorso di Papa Ratzinger), gli uomini di Chiesa hanno spesso parlato e agito fin troppo.



La Lente, rivista quindicinale online di approfondimento, attenta da sempre (anche) ai molteplici aspetti del problema della laicità, dedica l’intero numero attuale al tema. Ve lo segnalo in colpevole ritardo: all’uscita del numero successivo, tra pochi giorni (con un nuovo argomento), potrete ritrovare gli articoli soltanto sparpagliati negli archivi delle varie materie.

Ma per adesso sono ancora tutti in homepage, e questo blog orgogliosamente NO VAT ne consiglia la lettura, segnalandone in particolare alcuni (in questo caso i link dovrebbero restare validi) .



Qui un ripassino storico sulle spericolate gesta del cardinale Marcinkus, braccio armato finanziario del "Papa della pace" GPII.



Qui qualche dettaglio raccapricciante sugli interventi vaticani nei Balcani dal 1941 agli scorsi anni (file under: notizie di cui non sentirete mai parlare su Raiuno).



Qui invece si torna in Italia esaminando la recente, discutibile giurisprudenza del Consiglio di Stato sul tema del crocifisso nelle scuole pubbliche. Riporto un estratto (neretto mio), da cui potete giudicareda soli la coerenza della massima Corte amministrativa italiana…



“Il crocifisso” – sottolinea il Consiglio di Stato – “svolgerà una funzione simbolica educativa a prescindere dalla religione professata dagli alunni” e, ancora, “è evidente che in Italia il crocifisso esprime l’origine religiosa dei valori che connotano la civiltà italiana: tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, solidarietà umana, rifiuto di ogni discriminazione. Si tratta di valori” – prosegue la sentenza – “che hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano” e che “soggiacciono ed emergono dalle norme fondamentali della nostra Carta Costituzionale”. Per finire, “il crocifisso esposto nelle aule scolastiche non può essere neppure equiparato a un oggetto di culto; si deve pensare piuttosto come a un simbolo idoneo a esprimere l’elevato fondamento dei valori civili che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato”.
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