Interstellar Overdrive

E ieri se ne è andato, stavolta anche fisicamente, Syd Barrett.

La storia della musica pop ha visto la vita di molti giovani talenti spezzarsi tragicamente mentre erano nel pieno del successo e all’apice della creatività.
Il destino di Barrett è stato ben diverso: problemi mentali forse pregressi e abuso di droghe lo hanno presto ridotto in stato quasi catatonico, per quasi quarantanni. Anni in cui ha condotto una vita casalinga e ritirata, mentre il gruppo di cui era stato fondatore, voce, chitarrista e leader diventava uno dei più importanti del rock mondiale. E mentre i Pink Floyd attraversavano nei decenni la musica psichedelica, quella progressive, il rock da stadio, le canzoni dedicate all’ex compagno malato, le faide legali e gli abbandoni, lui c’era ancora, anche se probabilmente si è accorto di ben poco di tutto ciò. Era più vegeto che vivo.

Un buon modo per ricordarlo è l’ascolto del gioiellino di pop psichedelico The Piper At The Gates Of Dawn, album d’esordio dei Pink Floyd (preceduto dai singoli poi raccolti in Relics), composto quasi interamente da lui.
Un disco che ha ben 39 anni ma li porta benissimo.

Ciao Syd, e come dice giustamente Colas, che l’ultimo viaggio sia il migliore.

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2 Responses to Interstellar Overdrive

  1. Un commosso saluto per il vecchio pazzo!

    Kafkahigh

  2. Disorder79 says:

    Segnalo anche questo bel post di Leonardo, che parla (anche) di questo stesso album .

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