Playlist estiva parziale

Siccome poi sembra che voglia scrivere solo di quel che non mi piace e poi qualcuno mi accusa di essere acido nel blog, vado con una mini-playlist di  alcune canzoni che gradisco ultimamente (sempre tenendo presente che sono uno che ascolta più gli album), più o meno recenti.
In parte c’è un minimo di criterio nella scelta e nell’ordine
(predominano i toni positivi – del resto è una playlist estiva o no?), in parte no.
In molti casi arrivo in clamoroso ritardo, come sempre del resto.

Clap Your Hands Say Yeah – The Skin Of My Yellow Country Teeth


E finalmente ho ascoltato (più o meno con un anno di ritardo, credo) la canzone che ha dato internettiana notorietà al gruppo più amato, idolatrato, ballato, odiato dai blogger(s?) di mezzo mondo.
Che ne penso? Per chi gusti danzerecci come i miei è sicuramente un ascolto molto piacevole. Voce che ricorda David Byrne & tutti gli emuli che ha avuto nei secoli dei secoli, bel ritmo, begli effettini. Niente di stra-eccezionale comunque, e con i suoi 5’45” è un po’ lunga (e a rischio noia) per l’ascolto scisso dal ballo.

The Radio Dept – The Worst Taste In Music


Altro gruppo che del passaparola fra blogger ha fatto la sua fortuna. Un pezzo elettronico lento, introspettivo e rasserenante (o no?).

The Organ – Memorize The City


Ci sono canzoni carine e canzoni fantastiche che ti fanno innamorare di un gruppo a scatola chiusa.
Questo è il secondo caso: urge procurarsi SUBITO l’album di esordio delle Organ!
Deborah Harry è viva, lotta in mezzo a noi e si è messa a cantare negli Smiths imitando Morrissey.

Le Sport – Tell No One About Tonight


Aspettando di aver l’occasione di sentire il nuovo Pet Shop Boys, ecco i loro figlioletti spirituali pseudo-indie. In realtà la loro elettronica è molto più minimale e "analogica". Insomma, possono sfrociare molto di più se si impegnano.

Tiga – High School/Jamaican Box


Applausi per Tiga! (quant’era che la volevo dire!). Qui invece siamo sulla dance più sfacciata, ma quella che sposa la tamarraggine alla lezione del technopop di qualità.

Rettore – Eroe


Ultimamente di Rettore sto facendo indigestione.
E guai a chi definisce trash i suoi dischi storici. La signora ha gran voce e un’inventiva senza pari. Le difetta solo un po’ il senso della misura…ma a chi importa? La si ama anche per questo.

The Pipettes – Pull Shapes


Ne leggo ovunque da un paio di mesi; l’ultima volta è stato qui.
Tutti impazziti per questo trio inglese che rilancia la moda e l’estetica dei gruppi vocali femminili anni 60. Ritornelli catchy, battimani a sfare, pezzi corti ed estivi.
Questo singolo pare essere approdato pure su Radio Deejay. Sono abbastanza accessibili per diventare il nuovo fenomeno alla Gnarls Barkley. Speriamo, anche se come tormentone mi sembra troppo bello per essere vero…

Death Cab For Cutie – Crooked Teeth


Non sarò mai un fanatico dell’indie-pop da cameretta. Però singoli dal suono delicato e melassoso come questo dei Death Cab potrebbero farmi approfondire.
Seth Cohen, istruiscimi tu.

Grandaddy – Elevate Myself


I Grandaddy li conosco relativamente da poco tempo. E quest’anno si sono sciolti, prima di dare alle stampe l’album di cui questa allegra Elevate Myself è il primo singolo.
Uffa.

The Flaming Lips – The Yeah Yeah Yeah Song


Altra band storica che non conosco abbastanza bene. Questa canzone è un delirio interminabile. 5 minuti di montagne russe fra coretti, urletti e versacci. Tutto insopportabilmente carino: piace sempre di più, ascolto dopo ascolto.

Belle And Sebastian – The Blues Are Still Blue


Ok, ci sono mille canzoni più importanti dei B&S, ma questo singolino recente mi mette di buon umore.

Pink Floyd – Lucifer Sam


Forse la mia preferita dall’album di esordio a firma Barrett, rispolverato di recente per i noti motivi. Testi di pura follia su ritmi sghembi (ho sempre desiderato usare questa parola).
Beck chi?

Baustelle – Le Vacanze Dell’Ottantatre


Per gli sfigati come me che scoprono i Baustelle con La Malavita e vanno poi a ritroso, IL pezzo per antonomasia dal primo album. Nel finale, crescendo strumentale da brividi.

Caparezza – Follie Preferenziali


Perchè se proprio si deve ascoltare del rap, c’è poco bisogno delle stupide provocazioni a uso teenager dei vari F.F. e M.M., e molto bisogno – soprattutto di questi tempi – di testi come questo:

Preferisco ammazzare il tempo
Preferisco sparare cazzate
Preferisco fare esplodere una moda
Preferisco morire d’amore
Preferisco caricare la sveglia
Preferisco puntare alla roulette
Preferisco il fuoco di un obiettivo
Preferisco che tu rimanga vivo

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5 Responses to Playlist estiva parziale

  1. kAy979 says:

    l’invidia cattiva è arrivata, ieri mi è caduto il mondo addosso.
    per favore puoi ritrattare mentalmente? :p

  2. Disorder79 says:

    Non mi dire così, che quello mio da te era un commento scherzoso ma ora mi sento in colpa :((
    Ma che è successo?

  3. Io i Baustelle li devo ancora scoprire…

  4. Disorder79 says:

    E che aspetti? Per iniziare recupera subito Sergio, Il Corvo Joe, La Guerra è Finita, Un Romantico A Milano (in tutte le radio in questi giorni), tutti dall’ultimo album.

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