«Sembra di suonare a San Vittore»

L’Anfiteatro del Museo Pecci sta proprio dietro l’omonimo museo pratese. Fino a ieri sera non avevo mai avuto occasione di visitare il primo, nè il secondo.
Il concerto degli Afterhours ha colmato una delle due lacune.

Avevo deciso di andare a scatola chiusa (Agnelli & soci sono una sicurezza), senza riflettere assolutamente sulla location e su quello che avrebbe implicato.
Una volta entrato mi sono reso conto che avrei assistito a un concerto rock, presumibilmente tirato e "fisico" visti i precedenti, da seduto (e da piuttosto lontano, visto che ho preso posto molto in alto sulle gradinate).

Come previsto, niente canzoni in inglese. E’ una scaletta greatest hits, più o meno.
Sono però trascurati i primi due album italiani (di cui hanno suonato rispettivamente 1 e 3 pezzi). Chissà il perchè di questa scelta: forse, dopo che nel tour invernale hanno dovuto blandire un pubblico poco entusiasta delle Ballads inondandolo di classici, si vogliono riappropriare degli ultimi 3 album.
Resta il fatto che è il mio primo concerto degli Afterhours (e ormai con gli anni viaggio verso la decina di presenze) in cui non sento Male Di Miele e Germi.

Non sapevo bene se aspettarmi un gruppo in forma. Delle ultime date avevo letto recensioni positive ma anche no.
 
Manuel non ha voce stasera. Si salva su pezzi che non richiedono grande impegno vocale (la monocorde Varanasi Baby, più godibile del previsto), quando viene sovrastato dal coro (Sui Giovani D’Oggi Ci Scatarro Su) o quando riesce a rilassarsi (la delicata Icebox).
Grandi sofferenze invece su La Sottile Linea Bianca, Ballata Per La Mia Piccola Iena, Dentro Marilyn (quest’ultima eseguita all’inizio: diciamocelo, il rito di tenerla in fondo aveva stufato).

Capitolo acustica. Sulla prima canzone non mi sembrava che "suonasse" tutto a dovere, ma forse ero soltanto io che dovevo abituare l’orecchio (e poi l’ho fatto) a un tipo di suono differente.
Perchè differente da tutti gli altri è stato questo concerto. E non in meglio.
Questo brutto anfiteatro di asfalto, con l’enorme mole del museo di arte moderna (si era capito che non ci vado molto d’accordo?) a far da unico sfondo, con il gruppo così distante dagli spettatori seduti e le transenne a tenerlo lontano anche da quei pochi temerari in piedi a bordo palco….no, non va.
In una situazione del genere si possono forse ascoltare Robert Fripp, i Radiohead o i Sigur Ros.
Gli Afterhours vanno sudati, saltati, sofferti, gridati. Penso che anche Manuel si sia reso conto della situazione straniante (vedi la frase del titolo, le prime parole che ha pronunciato al suo arrivo).

Ma al di là dell’imbarazzo (anche divertente in fondo) nel seguire da seduti (!) il ritmo forsennato di Non Si Esce Vivi Dagli Anni 80 o di Non Sono Immaginario (energiche come al solito), il problema è un altro.
Quello che è mancato all’appello (e un grazie per questo agli organizzatori) non sono state singole canzoni, ma le emozioni.
Magari ho apprezzato certi passaggi musicali più attentamente che in altre occasioni, ma mentre una scaletta del genere, ascoltata vicino al palco (sotto il palco), avrebbe prodotto uno stillicidio di momenti catartici, così soltanto la solita Quello Che Non C’è è riuscita a smuovermi davvero. Dentro.

Curiosità


– Atti isterici di Agnelli: non pervenuti. Anche se in qualche momento abbiamo temuto di.

– Il polistrumentista Enrico Gabrielli sempre più gigione: notevole lo straziante assolo di clarinetto sul tema "la morte della iena" prima della quasi omonima canzone.

– Altro che riappropriarsi: i ben 5 brani scelti da "Non E’ Per Sempre" acquistano un senso in più quando mi accorgo che quell’album è l’unico disponibile al banchetto all’uscita… un caso?
Ah, quante copie devono essere rimaste tuttora invendute, a distanza di anni!

Scaletta

E’ La Fine La Più Importante
La Vedova Bianca
La Sottile Linea Bianca
Sulle Labbra
Sangue Di Giuda
Dentro Marilyn
Non E’ Per Sempre
Ballata Per La Mia Piccola Iena
Milano Circonvallazione Esterna
Varanasi Baby
Non Sono Immaginario
Come Vorrei
1.9.9.6.
Sui Giovani D’Oggi Ci Scatarro Su
Icebox
Oceano Di Gomma

Cose Semplici E Banali
Quello Che Non C’è
Carne Fresca
Non Si Esce Vivi Dagli Anni 80
Bye Bye Bombay

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12 Responses to «Sembra di suonare a San Vittore»

  1. kAy979 says:

    male di miele a ferrara l’hanno fatta. di certo è stato uno dei concerti più sofferti, il mio. non mi pareva così entusiastica la mia recensione, ma vabbè.
    vorrei andare a prendere un caffè con enrico gabrielli per capire se ci fa o ci è.

  2. Disorder79 says:

    Ho corretto, in effetti la tua me la ricordavo più calorosa per il discorso della bella scaletta. E poi almeno tu, per quanto distante, l’avrai seguito in piedi,come si deve :)

    PS. quindi Gabrielli ha dato spettacolo anche a Ferrara?

  3. utente anonimo says:

    quale è la canzone che preferisci?
    sangue di giuda, per me.
    stee (oggi, inguaribile ottimista)

  4. Alex_Vr says:

    In quali momenti “avete temuto di”?
    ;-)

  5. Disorder79 says:

    stee: dell’ultimo album? sì, quella è una delle più belle. Anche “La sottile linea bianca” però. E non male “Ci sono molti modi”.

    Alex_Vr: niente, qualche gesto di stizza, quasi impercettibile, per qualche rumore del pubblico nel momento sbagliato o per i problemi tecnici non risolti al volo.
    E’ che quando hai visto lo stesso cantante spaccare una chitarra per la rabbia (mtv day di qualche anno fa) e sai che di recente è sceso dal palco per mettere le mani addosso a un contestatore, hai sempre un po’ paura che la situazione degeneri ;)

  6. utente anonimo says:

    Uuuh. E non mi avevi detto nulla?
    Bashtardo.
    Piango.
    Come hai potuto non portarmi.
    A.30mo

  7. Disorder79 says:

    Vero, mi ero scordato di dirtelo. E dire che saresti corso a vederlo sicuramente!

  8. yorunoken says:

    fantastico! ho rivissuto tutto questo a distanza di due settimane!!!

  9. Disorder79 says:

    Eh, però ho letto da te che hai avuto più fortuna con la voce di Agnelli…

  10. Fatabugiarda says:

    ma c’ero anche io!!!

  11. Fatabugiarda says:

    a me sinceramente questo concerto mi è piaciuto un bel po.. e ho fatto anche belle foto..

  12. Disorder79 says:

    Beh, dal punto di vista scenografico valeva sicuramente. E non è stato neanche sgradevole, solo meno coinvolgente del solito (ma magari è solo che si cresce e subentra l’assuefazione a tutto…)

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