Exit light, enter night

La vita è un sogno o i sogni aiutano a postare meglio?


Può esservi argomento meno interessante per i lettori della propria attività onirica (per lo meno: quel che se ne ricorda al risveglio)? Credo di no.
(Ma scriverci sopra post è gratis, a differenza del consulto di terapisti e psicologi vari, e quindi lo faccio).

Anche per aprire un dibattito, se vi va.
A volte mi chiedo infatti se anche agli altri succede di ritrovarsi così spesso, una volta tra le braccia di Morfeo, in situazioni standard che si ripetono negli anni, con piccole variazioni ogni volta; e di sentirsi come i protagonisti di tanti film di genere, in cui si sa già dove si andrà a parare (a volte ci si rende addirittura conto di essere dentro a un sogno, in pieno stile Nightmare).

Vediamo un po’ se riesco a ricordarmeli tutti, questi sogni ricorrenti dai canovacci neanche troppo originali.
Le possibili motivazioni inconscie e cause scatenanti sono spesso evidenti. Se comunque la psicologa di Marzullo passasse di qui e volesse illuminarmi, è ben accetta.

Non fatevi spaventare da quelle di questa prima (?) tornata: in realtà ormai mi muovo all’interno di queste trame con una certa disinvoltura (è chiaro poi che i sogni più tranquilli difficilmente restano impressi nella memoria come quelli agitati).

1) Panic Room

Forse la più inquietante (anche al risveglio) tra le situazioni-incubo.
La location infatti non è un luogo immaginario e avventuroso, bensì la vostra casa, la cameretta in cui vi sentivate tanto al sicuro, un luogo di lavoro. Uno spazio intimo e sicuro, che improvvisamente viene violato.

Sapete che i ladri sono lì fuori; anche se non si vede o sente nessuno, percepite la loro presenza. E per quanto possiate sprangare porte e terrazze, loro troveranno una qualche apertura da cui passare.
Non sapete chi sono, cosa vogliono, se intendono anche farvi del male o se si limiteranno a portare via tutto. Quel che è certo è che provate rabbia, spavento, angoscia.
Vi sentirete abbandonati da vicini e forze dell’ordine, che non intervengono. Anzi vi ignorano. Oppure semplicemente nel cast di questo sogno non esistono proprio.

Se foste un imprenditore padano leghista (dev’essere un sogno a loro familiare questo) avreste già la soluzione a portata di mano, sotto forma di carabina. Invece le soluzioni a vostra disposizione sono soltanto: a) scappare via, abbandonando tutto; b) portare in salvo i vostri familiari e gli effetti personali più cari; c) adottare soluzioni geniali come rinchiudere i felloni dentro una stanza e poi gridare aiuto. Più forte possibile.

1-bis) Variante-Esorcista

Il pericolo non è costituito da persone, ma da una fonte sovrannaturale di vario genere.
Situazione ancor più drammatica: servono nervi saldi, forse potete sconfiggere Il Male con la sola vostra forza interiore.
Altrimenti, cercate di ricordarvi tutti gli horror visti in passato, per trarre frutto dall’esperienza di spettatore.

2) La catastrofe naturale

Dimenticate i film estivi di Canale 5, con i loro ridicoli effetti speciali e quelle trame di contorno talmente sempre uguali a se stesse che il riderne spezza la tensione (genitori e figli che si riavvicinano, eroi che rischiano la pelle per salvare la propria bella, scienziati nerd che strillano del pericolo dall’inizio del film come novelle Cassandre e che nessuno si fila, fino all’irreparabile).

Dimenticate tutto questo. Quel maremoto che sta per abbattersi sulla città in cui vi trovate (o sul mondo intero, perchè no?), quei crateri che si aprono nel terreno, quel tornado che sta per spazzare via anche voi sono VERI. E senza pause pubblicitarie a salvarvi.
It’s the end of the world as we know it!

3) Il Labirinto

Il prototipo del sogno di avventura.
Chi da piccolo ha letto troppi libro-game capiterà spesso in questa situazione.
Per qualche misterioso motivo è necessario introdursi in uno di questi luoghi inespugnabili (antichi palazzi o castelli, caverne, fortezze, grattacieli); in alternativa, siete prigionieri dentro e dovete uscirne.

Gli ostacoli lungo il percorso sono assemblati in maniera random: in una stanza dovrete sconfiggere classici mostri della tradizione fantasy; in un’altra superare un antifurto a raggi infrarossi o aprire una cassaforte, neanche foste Diabolik; in un’altra dovrete interagire con qualcuno.
Immancabili le pareti su cui arrampicarsi, i bivi su cui andare in crisi, le stanze buie stile "galleria dell’orrore al luna-park".
La variante soprannaturale di cui al punto #1-bis può naturalmente presentarsi anche qui.

La caratteristica principale di questa situazione è che generalmente, oltre che costituire il sogno principale, può presentarsi abbinata ad altra tipologia di sogno, precedendola o seguendola.
E devo confessare che, crescendo, l’adrenalina che il momento-labirinto provoca è quasi piacevole (è quasi un gioco di ruolo dal vivo, in fondo).

4) Il Fuggitivo

Altra situazione altamente adrenalinica. Generalmente è il sequel delle situazioni #1 o #3.
Dovete scappare da qualcuno in particolare (una volta abbandonata la Casa o il Labirinto), ma molto più spesso dovete nascondervi da TUTTI, perchè ricercati, braccati: siete voi il pericolo pubblico numero uno.
I mezzi a disposizione però sono pochi. Soldi in tasca non ne avete, quindi pedalare, anzi correre, ché manco la bici avete!
Generalmente l’ambientazione del sogno-fuga può essere in spazi aperti (campi, foreste, montagne) o in città.
Nel primo caso vi muoverete sicuramente in un ambiente sconosciuto, e ci saranno da macinare diversi chilometri (ma non preoccupatevi: in sogno non si fatica nè si suda).
Nel secondo caso, è possibile che possiate contare su una conoscenza del territorio maggiore di quella del nemico.

Un consiglio: raggiungere un posto in cui rifugiarvi per far calmare le acque, come la casa di qualche conoscente fidato. O una casa qualsiasi, basta riuscire a introdursi. E basta che all’interno non si riveli poi un Labirinto, sennò finite diritti al punto #3 e vi incasinate ancora di più.

4-bis) Variante-Visitors

Chi vuole stanarvi non sono le autorità ufficiali, ma degli indegni invasori/usurpatori di vario tipo.
Unitevi a qualche cellula di resistenza e fate trionfare il bene!

5) Rallenty

Si tratta di un drammatico momento che può presentarsi a complicare ognuna delle 4 situazioni di cui sopra.
Dovete correre, volete correre per scappare da qualcosa o raggiungere qualcos’altro, ma niente da fare: le gambe non reggono, non avete forza.

Ma non è che cadrete in terra esanimi: la corsa proseguirà al rallentatore, come nella ripresa dello sprint finale di uno sportivo.
Manca solo Chariots Of Fire in sottofondo.
L’incubo a più alto tasso di frustrazione, senza dubbio.

6) Mi chiamo Kent. Clark Kent

A chiudere la sezione dedicata ai sogni d’azione, uno fighissimo: SI VOLA!
Oh, a me questo sogno capita spesso – non ho mai negato di avere la testa fra le nuvole.
Ormai ho anche affinato la tecnica: mentre le prime volte ero spaesato e non riuscivo a controllare il mio potere, adesso riesco a salire e scendere di altezza, cambiare direzione e regolare la velocità di crociera con la massima disinvoltura.
Vi potrei spiegare il tutto nei dettagli, ma mica sono scemo.

Inutile dire che la comparsa di questo potere speciale è una vera manna dal cielo (per l’appunto) nelle situazioni #2 e #4.


(1 – Continua, forse)
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8 Responses to Exit light, enter night

  1. Ari says:

    oh! che bello! non sono l’unica ad avere un’attività onirica devastante…

  2. utente anonimo says:

    Che strano….pensa che io invece, più che sulle ambientazioni, mi soffermo sempre sui personaggi dei miei sogni e spesso mi capita di sognare anche persone che non vedo da anni. Non penso che la psicanalisi possa aiutare molto, non è ancora stato spiegato del tutto il perchè si sogna…. diciamo che quello che può avere sicuramente un senso è come ricordiamo i nostri sogni e quali particolari ci colpiscono di più. (Che dici, mando il curriculum da Marzullo?)
    Illegally Blonde

  3. Carissimo, guarda io per anni ho avuto incubi in cui ero perseguitato dagli Zombi (con situazioni molto simili a quelle da te descritte: paranoia, claustrofobia, la sensazione di essere braccato ecc ecc) Alla fine ho risolto comprandomi un paio di videogiochi di zombi e facendone fuori un quantitativo industriale.
    Un abbraccio

    Kafkahigh

  4. Disorder79 says:

    Ari: chiarisco, non è che negli ultimi tempi stia sognando in modo eccessivo. Questo è solo un riepilogo dei sogni ricorrenti nella mia vita (e sarei curioso di sapere quanti li condividono con me).
    Credo in fondo di sognare (e ricordare i miei sogni) come una persona media, sia quantitativamente che qualitativamente…

    Illegally Blonde: ma guarda che questa è solo la PRIMA PARTE. Ho diviso le categorie per affinità, presto arriverano pure i sogni (altrettanto temibili!) con le relazioni interpersonali. E non mancano neanche a me le apparizioni di personaggi del passato, vedrai….

    KafkaHigh: vedi sopra. Zombi non mi sembra di ricordarne (eppure le letture di Dylan Dog avrebbero potuto provocarne la visione), ma mostri di vario tipo sì :)

  5. meija says:

    il mio sogno-fastidio ricorrente (per fortuna non troppo): mi cadono gli incisivi inferiori, come fossero piccoli denti da latte.
    In effetti, perdere i dentini da latte per me è stato un trauma infantile indelebile e mi sa che questi incubi ne siano la prova…altro che monetina sotto il cuscino, a questo punto sarei miliardaria!

  6. Ari says:

    io sogno troppo. davvero troppo.

  7. aelred says:

    Disorder, quanto al punto #6, di solito sognare di volare viene interpretato come desiderio sessuale ;)

  8. Disorder79 says:

    meija: ma è terribile!

    Ari: …quel che conta comunque, come insegnano al commento #2, non è quanto si sogna, ma quanto e cosa si ricorda del sogno!

    aelred: noooo..pure quello? Pensavo fosse semplice voglia di libertà :)
    …perchè oltretutto i sogni palesemente zozzi mica mi mancano ;)

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