Say hello, WAVE goodbye

arezzo wave logoLa notizia veniva sparata ieri all’improvviso dai media regionali toscani: Arezzo Wave cambia città?
Il patron Mauro Valenti infatti, con un amaro comunicato ("Il vaso si è rotto") sul sito ufficiale dell’ormai ventennale festival (ormai non più solo) musicale, annuncia l’intenzione di traslocare. Così si conclude ironicamente la nota:

AAA Arezzo Wave cerca casa
Interessante festivalino, famoso in Italia e nel mondo causa crescita del nucleo familiare e dissapori con il vicinato, cerca nuovi ambienti, in spazi urbani di grande affluenza, dotati di parcheggi e campeggio e con allaccio di luce, acqua e servizi igienici.
Offresi visibilità e notorietà da Tokyo a New York, oltre a servizi di accoglienza e svago in allegria.


Non è st
ato proprio idillio evidentemente con il nuovo sindaco aretino di centrosinistra Fanfani, il cui avvento dopo anni di sciagurato (e inquisito) centrodestra faceva sperare in una maggiore sintonia del Comune con il Festival e la Fondazione (e tra le altre cose: in più dindi).

La causa scatenante di questa questa sortita degli organizzatori, per loro stessa ammissione, sarebbe stata la scarsa solidarietà mostrata loro dall’amministrazione e delle forze politiche di maggioranza dopo la trasmissione, lo scorso 24 ottobre, di un servizio scandalistico delle Iene.
Non ho visto quella puntata (la pseudo-denuncia da quattro soldi delle Iene non mi ha tra i suoi spettatori da molto tempo), ma posso immaginare facilmente come fosse confezionato il servizio: tutto concentrato sulla droga circolante all’interno del campeggio, senza nessun riferimento ai tanti eventi e concerti, alle migliaia di persone present
i, alle misure prese negli ultimi anni dagli organizzatori per aumentare la sicurezza in tutte le aree e arginare i fenomeni di degrado.
E sicuramente avrà marciato sopra il morto che purtroppo c’è scappato questa estate (il primo in una una grande manifestazione ventennale, per inciso).

Mentre mi aspetto che adesso i vari Lucignolo Bella Vita e Studio Aperto preparino dei bei reportage sui fiumi di "zafferano" che scorrono nei privè frequentati da veline, tronisti & calciatori (ma qualcosa mi dice che lì il giornalismo d’assalto Mediaset non arriverà), mi chiedo se questa decisione di lasciare Arezzo sia definitiva.
Per il momento preferisco pensare che si tratti di schermaglie mediatiche per ottenere più attenzione dall’amministrazione comunale. Spero che il caso rientri a breve, anche perchè ci sono già notizie preoccupanti di un Leonardo Domenici interessato a portare il Festival a Firenze (e comuni limitrofi, dice lui).

Esilarante questo estratto, in cui il sindaco che ti guarda negli occhi (solo i fiorentini capiranno questo riferimento) conclude:

"…Quindi noi vogliamo sottrarci alle polemiche: nessuno vuol portare via niente ad altri. Si tratta di valutare una interessante opportunità, magari prima che altre grandi città non toscane si facciano avanti"



My two cents: contro il mio interesse (Arezzo per me è molto più lontana, e infatti raramente mi è capitato di andarci), mi auguro che un’operazione del genere non vada in porto.
Non mi preoccupo solo della tradizione del Festival da preservare (un rinnovamento è necessario, ché negli ultimi anni il livello del cartellone principale mi sembra un po’ calato), ma proprio della sua sopravvivenza: mettere Arezzo Wave nelle mani del Comune di Firenze, che non scuce un quattrino per spettacoli musicali da ere geologiche, non sarebbe un grande affare.

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7 Responses to Say hello, WAVE goodbye

  1. utente anonimo says:

    No, sinceramente non me lo immagino un Firenze Wave. Poi visto come è finita con le serate che organizzavano anni fa all’Anfiteatro delle Cascine (…..bei tempi quelli). Ormai da anni, in estate qui a firenze non andiamo più in là della Festa dell’Unità e qualche concertino jazz per le piazze del centro. Uffa, rivoglio l’Anfi!!!!
    Illegally Blonde

  2. Fatabugiarda says:

    io nn sò di chi è colpa.. ma sò che a rimetterci sono io..

    e nn mi piace.

  3. Arezzo senza Wave, o il wave senza la parola Arezzo davanti, ma con Firenze, non avrebbe lo stesso gusto. Nonostante sia di Roma, non riesco ad immaginarmi questo spostamento. beh… nostante tutto il polverone si è alzato su questo festival… speriamo che non venga investita da questa ondata di polvere anche l’idea del festival, che nonostante tante pecche rimane una delle manifestazioni muiscali più importanti della penisola.

  4. Alex_Vr says:

    Il servizio alle Iene l’ho visto e in effetti molto giro di droga e niente eventi musicali
    :-)

  5. Disorder79 says:

    I.Blonde: anch’io rivoglio l’Anfi, e non per la canna libera ma per quell’enorme spazio estivo per i concerti al fresco che poi nessuno ha più ricreato da queste parti. Si parlava poi di lavori di restauro e di riapertura, prima o poi. Ma non se ne dice più nulla da anni. Campa cavallo.

    Fatabugiarda: è vero, tu sei più vicina…Temo che ci rimetterebbero tutti, comunque. E anche se dovesse venirne qualcosa di migliore, non mi piacciono queste manovre di fregare manifestazioni ad altre città perchè non si hanno idee.

    RosaBentivoglio: no appunto, il nome è Arezzo Wave e basta. Tra l’altro , chi la conosce sa che Firenze, come tradizione musicale e locali, è già abbastanza “wave” di suo senza bisogno di dirlo :)

    Alex: che poi ovviamente, nonostante QUALUNQUE megaconcerto o festival, specie se con campeggio o bivacco annesso, pulluli di canne e non solo, non si sceglie certo (ad esempio) lo sponsorizzato HJF di Imola, ma si va a colpire una manifestazione (quasi) gratuita…
    E soprattutto, con poca correttezza: una cosa è l’organizzazione di tutti i palchi e le sezioni del festival che è molto attenta e professionale (sebbene si possa sempre migliorare, chiaro), una cosa il campeggio che è una gestione separata e purtroppo è effettivamente uno schifo, ma perchè preda di idioti che vanno lì una settimana senza guardare nessun concerto e solo per stordirsi di droghe varie…scommetto che tutto questo i pinguini di turno non lo hanno certo chiarito, preferendo far passare tutti gli spettatori dei concerti per “drogati”.

    (OT: e nessuno che nota la citazione dei Soft Cell nel titolo, uffa!)

  6. Fatabugiarda says:

    nella nazione di arezzo di stamani c’è scritto che oggi pomeriggio c’è un incontro dopo le cinque..

    ma credo che servirà solo per formalizzare la dipartenza.

    E NASCE

    BISENZIO WAVE!

  7. Disorder79 says:

    No, BISENZIO WAVE proprio no, pietà!!!

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