Disgusti di inizio settimana (post a punti e lungo)

1) Il post precedente voleva solo ironizzare su alcune coincidenze, non sminuire la vicenda milanese, che al di là delle battute alla Alvaro Vitali resta grave e ingiustificabile.
Avrei comunque qualcosa da ridire anche sul comportamento degli insegnanti di un’altra scuola: sempre a Milano [Update del 15-11: No, è una scuola di Torino], sempre salita alla ribalta delle cronache in questi giorni (è un caso che in Italia notizie di cronaca con ambientazione o tipo di protagonisti in comune saltino sempre fuori negli stessi giorni? forse in questo caso sì).

Com’è possibile che in una classe possano essere filmati allegramente (per poi venir messi su internet) botte e insulti a un ragazzo down, lanci di oggetti verso lo stesso e scritte naziste alla lavagna? Com’è possibile che nessuno tra i compagni presenti reagisca, e che nessun professore o genitore se ne accorga? Ripugnante.

Non posso che allinearmi al suo commento:

Se questi sono i giovani italiani, direi che il futuro del Paese si annuncia, incredibilmente, peggiore del suo presente.

– – –

2) E il presente dell’Italia è (anche) quello che, in assenza di una informazione decente da parte di tg patinati e quotidiani marchettari, ci mostra ogni domenica Report.
La puntata di ieri, Gli esternalizzati, mostrava le meraviglie del sistema sanitario della Regione Lazio, senza sconti a nessuno: governi, cooperative, sindacati.
Consiglio a chi se la fosse persa di recuperarla dal sito della trasmissione, in versione scritta o video.
Ma attenzione: roba dura da digerire.

– – –

3) Del resto, se piccoli nazisti crescono in paesi dalla cultura democratica assai più evoluta, è inevitabile che ciò avvenga da noi, dove riesce a entrare in Parlamento e governare una classe politica che esprime i vari Tremaglia, Buttiglione, Mussolini e Calderoli.

E qui passo a Prodi, che oggi si rende conto che la frammentarietà della sua maggioranza è (anche) conseguenza dell’attuale legge elettorale, regalo avvelenato del centrodestra. Bravo, se n’è accorto anche lui alla fine.

Il leader del centrodestra, quello che era al governo fino a pochi mesi fa e sta già aspettando di tornarvi, ha saputo coagulare e tenere uniti attorno a sè conservatori,  signori delle tessere e delle clientele, ultraliberisti e clericali di ogni risma, e in aggiunta a ciò ha sdoganato le culture politiche ( e le politiche culturali) del fascismo e del leghismo.
Tutto ciò solo grazie al suo (indubbio) fiuto e carisma? Sì, ma anche e soprattutto grazie al proprio impero mediatico, di cui era venuto in possesso in modo più o meno lecito.

Senza stare infatti a rivangare la storia dello stalliere di Arcore e della non limpidissima provenienza dei finanziamenti che fecero la fortuna del primo Berlusconi imprenditore, una cosa è certa e provata: il gruppo Mediaset (la "risorsa del paese" secondo i vertici Ds) è stato da lui acquisito e ampliato negli anni 80 de facto, con la creazione a suo piacimento e secondo il suo tornaconto delle regole di un mercato (quello delle tv private nazionali) che ancora non esisteva.
Poi qualche amico politico, futuro "esule" tunisino, è arrivato e ha semplicemente avallato quelle regole con decreto (anche negli anni a venire, ogni sentenza della Corte Costituzionale che obbligasse a rispettare le regole della concorrenza sarebbe rimasta inapplicata e resa vana da decreti ad hoc)

Anni dopo, la storia si ripete con l’ingresso in politica. Anch’esso avviene nell’illegalità: Berlusconi non sarebbe stato neanche candidabile, a norma di legge (in quanto titolare di una concessione pubblica). Ma naturalmente, la legge basta non applicarla, o cambiarla con la forza.

Saltiamo ancora un po’ di anni, saltiamo pure tutte le leggi vergogna e i processi aggiustati dai propri avvocati di mattina/parlamentari di pomeriggio. Siamo all’autunno 2005: dopo oltre 4 anni di disastri, la CDL è sicura di perdere le elezioni della successiva primavera.
Ma trova ancora una volta una soluzione cambiando le regole a suo piacimento. La Cdl approva infatti una legge elettorale che toglierà al successivo governo la maggioranza solida di deputati che era stata invece a sè assicurata dalla legge elettorale precedente. Con un duplice risultato: a) impedire il cancellamento di anche una sola delle tante leggi ad personam, e b) deteriorare rapidamente la variopinta coalizione avversaria, che dopo qualche mese/anno di scarsi risultati e magre figuracce si sarebbe presentata
alle inevitabili nuove elezioni in stato disastroso e le avrebbe riconsegnato il paese, di nuovo voglioso di azzurro.

All’ingresso di Berlusconi nel mercato televisivo nessuno reagì alla scorrettezza e al ribaltamento delle regole. Ma ci poteva anche stare, per una volta.
Al suo ingresso in politica, di nuovo le regole vengono aggirate. Ma ad oggi nessuna legge sul conflitto di interessi è mai stata approvata o sostenuta con forza dal centrosinistra.
Al termine del Quinquennio, infine, un nuovo ribaltamento preventivo e unilaterale delle regole, con la "porcata" calderoliana. E tre.

E oggi si deve sentire Prodi che critica la legge elettorale. Ovviamente non si parla mica di cambiarla, questa legge elettorale.

I monopoli inconcepibili in ogni paese occidentale restano, i conflitti di interessi inconcepibili in ogni paese occidentale restano.
Le priorità evidentemente sono altre, per questo centrosinistra. Ma quali sono?
Con(tro) questo sistema mediatico è chiaro che l’Unione le prossime (e probabilmente non troppo lontane) elezioni le perderà, che faccia o no qualche importante riforma in altri campi.
Se aggiungiamo che nessuna importante riforma è in vista, nè voluta, nè possibile, in nessun campo (laicità? vere liberalizzazioni delle professioni e dei servizi? nuovo welfare contro la precarietà? giustizia? certo,certo…), c’è da concludere che la prossima sconfitta ve la meriterete tutta, caro Romano.

4) Che poi ci si indigna e si infervora sulle violazioni palesi delle regole di correttezza politica, e si considera sempre così poco la possibilità che ce ne siano di occulte e ancora più gravi (la storia del nostro paese invece dovrebbe trasformarci sempre tutti in piccoli Fox Mulder).
Leggete questi dati (da un documentario di Diario) sulle schede bianche alle ultime politiche, su come sono diminuite in modo anomalo rispetto al 2001 e su certe corrispondenze con gli errori sulle percentuali assegnate a certi partiti dagli exit poll.
Vi porrete una serie di
domande inquietanti , tanti "E Se…?" destinati probabilmente a non avere mai risposta. Tanto per cambiare.

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5 Responses to Disgusti di inizio settimana (post a punti e lungo)

  1. AnelliDiFumo says:

    E se tu mi sposassi e venissi a vivere in Canada e adottassimo tanti bambini, non sarebbe una soluzione possibile a tutto ciò? ;-)

  2. Alex_Vr says:

    Report l’ho visto anch’io, ma mi devo fare violenza, perché dopo averlo visto mi incazzo, mi viene il nervoso e sono di pessimo umore…
    :-)

  3. Disorder79 says:

    Anelli: potrei pensarci seriamente, se mi offri di fare il mantenuto.
    …Naaa, poi dovrei stare a casa coi pargoli e non sono il tipo ;P

    Alex: il pessimo umore è una reazione collettiva, mi sa.

  4. AnelliDiFumo says:

    E chi l’ha detto che staresti a casa sempre tu? ;-) Mantenuto? Perché, le braccine per lavorare mamma natura non te le ha fatte? :-D

  5. Disorder79 says:

    Veramente al momento ho ancora all’attivo un solo braccio nelle piene funzioni ;) (v.post di lunedì)

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