Porno quando non sei intorno

Dopo il post precedente non era mia intenzione far prendere a questo blog una deriva sessuocentrica, ma sarebbe difficile evitare l’argomento accingendosi a parlare di Shortbus di John Cameron Mitchell (aveva esordito col musical trangender/rock Hedwig, che ancora non ho recuperato).
La citazione del titolo (applauso a chi la coglie per prim* senza gùgol), lo dico subito, è scherzosa. Nonostante le mie basse aspettative ("massì, andiamo a vedere ‘sto pornazzo, che al massimo ci facciamo due risate e poi lo stronco sul blog") il film mi è piaciuto, e NON è un un porno-chic come sospettavo (siamo lontani dalla volgarità di linguaggio di Brass, dal warholismo da gay-festival di La Bruce, dal trash di Breillat+RoccòSiffredì). Anche se la strategia promozionale ha puntato tutto, con un certo successo, proprio sull’elemento "scandalo".
Io non mi sono eccitato e trovo assai più disturbante quel che mostrano molti altri film (non VM18 come questo).

Certo, le scene di sesso esplicito ci sono. Ed è soprattutto nella parte iniziale che sono abbondanti e girate in modo crudo (sesso reale-ora-crudo-live-tutto-vero-wow!, con tanto di autofellatio e orge a volontà). Poi quello di Mitchell prosegue semplicemente come un film che – tra qualche intuizione geniale e qualche evitabile banalità – parla della vita nel mondo occidentale di oggi, dell’arte, dell’amore, della ricerca del piacere, della solitudine, delle ansie e preoccupazioni delle persone e di molto altro: il tutto a partire dal sesso e dal corpo. Non certo una novità questa, diranno i cinefili (io che non lo sono evito di addentrarmi in citazioni).

Nel locale semiclandestino e freak il cui nome dà il titolo al film (incrocio tra la Factory degli anni 70, un salotto letterario, un indie-club e una darkroom) e nelle case di una New York splendidamente stilizzata col pongo (effetto di computer-grafica, I suppose) si intrecciano i destini di vari personaggi.
In ordine sparso e cercando di evitare lo spoileraggio, abbiamo:
– una persona immatura, a cui facilmente si perdona l’ingenuo narcisismo;
– una pronta a condividere con altri l’amore della sua vita, pur di non perderlo;
– una poco sensibile ai bisogni fisici ed emozionali del partner;
– una incapace strutturalmente di darsi e di stabilire un rapporto sano con gli altri;
– una che cerca di aiutare gli altri a lasciarsi andare, senza riuscirci essa stessa;
– un’anima solitaria che ammira la felicità degli altri dal buco della serratura e non vuole rovinarla, perchè è tutto quello che ha;
– una vittima della depressione che non trova più senso in niente e si rende conto di essere ancora ferma ai desideri e alle speranze della preadolescenza.

Mi fermo qui, non voglio fare l’emulo di Mollica come al solito (è colpa mia se ho la fortuna di scegliermi sempre pellicole che imho superano la sufficienza?) e soprattutto ci sarebbero troppe cose di cui parlare a partire dalla visione di questo film, che senza essere un capolavoro dà vari spunti di discussione con gli altri e di riflessione interiore. E non su quali posizioni/combinazioni ci piacerebbe sperimentare.

Aneddotica extra-cinematografica: ci può essere momento più imbarazzante della scena dell’uovo telecomandato per ricevere una telefonata al cellulare che ci si è dimenticati di spegnere?

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9 Responses to Porno quando non sei intorno

  1. Alex_Vr says:

    ma com’è che lo fanno ovunque nell’universo mondo, tranne che qua da me?
    :-(

  2. Disorder79 says:

    Beh, le copie preparate erano un centinaio, quelle che i gestori meno schifiltosi hanno accettato di proiettare solo una sessantina, mi sembra….a Firenze (dove ci sono molte sale più o meno d’essai) è in 2 cinema. Nelle città non capoluogo o con meno cinema credo ci siano più problemi a trovarlo…

  3. utente anonimo says:

    ti ho raggiunto mediante una fonte google che riportava un “karen o.” blablabla “ma riesce solo a sempbrare una courtney love atomica”. di chi parlavi?
    sorry I’m drunk

    lucia rehab

  4. AnelliDiFumo says:

    Contento ti sia piaciuto.

  5. Ari says:

    mi incuriosisce molto, questo film. non vedo l’ora di andarlo a vedere.

  6. Disorder79 says:

    lucia: figurati, le incursioni in internet per smaltire le sbronze le conosco. Mi riferivo alla cantante di uno dei gruppi finalisti del concorso fiorentino “rockcontest”, vedi post di qualche giorno fa sugli Arab Strap.

    Anellidifumo: ero prevenutissimo, ora invece capisco cosa è piaciuto a quelli che lo avevano lodato.

    Ari: mi raccomando però, vai preparata a vedere la gente ignuda :)

  7. utente anonimo says:

    ok, ora me lo rileggo da lucida;)!
    lucia rehab

  8. utente anonimo says:

    mi sa che erano i fresh air of hiroshima…

  9. Disorder79 says:

    (Sempre sull’OffTopic:
    Sì certo, erano loro. I nomi dei vari gruppi li ricordavo benissimo, ma mi pareva brutto e poco corretto (visto anche l’ascolto non troppo attento ed esperto) fare cattiva pubblicità a gente più o meno agli inizi.)

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