Disarmarti con un sorriso

[Warning: post lungo e più diaristico di quel che sembra]

Pick your pockets full of sorrow
and run away with me tomorrow
june…


Gli Smashing Pumpkins sono forse stati l’unico gruppo che abbia mai considerato IL mio gruppo preferito, per un breve periodo. Un periodo piuttosto lontano, nel quale per giunta ero ai primi – tardivi – approcci con la musica in generale e con il rock in particolare.
Dopo il consumarsi di quella passione viscerale per Corgan e soci – passione che lasciava spazio ad altri ascolti, ma con gerarchie ben chiare – ci sono stati negli anni successivi altri periodi di "fissa", con conseguente ascolto monografico, per R.E.M., Pearl Jam, Cure, Smiths e altri. E non posso dire che l’intensità con cui abbia amato questi gruppi sia minore. Ero io però ad essere cresciuto e cambiato (più la seconda che la prima, per la verità): il mio tragico momento da adolescente emo (per usare una terminologia oggi di moda) la avevo trascorso con le Zucche, sparate a tutto volume nella cameretta d’ordinanza.

 


Ma direi di stoppare questa necessaria e patetica intro per venire subito al dunque e a quello che considero il miglior album in assoluto dei Pumpkins: quel Siamese Dream del 1993 che da un mesetto – a fine 2006! – mi capita di ascoltare e riascoltare in loop senza stancarmi. 

No, non sottovaluto Mellon Collie And The Infinite Sadness, lo straripante doppio album del ’95 che li ha fatti conoscere a milioni di persone – me compreso – e che contiene un bel gruzzolo di canzoni memorabili. Però il precedente e secondo lavoro del gruppo di Chicago vince (di poco) il confronto, sia da un punto di vista freddamente "critico" (maggiore omogeneità e più alto livello medio: il che è normale trattandosi di disco singolo contrapposto a uno doppio), sia basandosi sul responso del "cuore".

Facciamo un passo indietro e un po’ di introduzione seria. I Pumpkins venivano dal buon successo di critica dell’esordio Gish, in cui presentavano il loro spettacolare mix di hard rock simil-grunge (I Am One, Siva, Bury Me), strambi bozzetti acustici (Crush, Daydream) e lunghi crescendo psichedelici (Rhinoceros, Window Paine).
La risposta era stata discreta anche a livello di pubblico, per un’etichetta indipendente (la Caroline, in realtà sussidiaria della major Virgin). Peccato che in quello stesso 1991 Butch Vig, solo qualche mese dopo aver prodotto Gish, avrebbe messo le sue magiche manine su un certo Nevermind. Il successo folgorante dei Nirvana – oltre a segnare l’esplosione del fenomeno grunge/Seattle, con annessi e connessi – oscurò quello dell’album di debutto dei nostri.

Se poi aggiungiamo a ciò un tour con effetti disastrosi (il chitarrista James Iha e la bassista D’Arcy che si lasciano, il batterista tossico Jimmy Chamberlin che comincia la sua lunga serie di disavventure con alcool e droga, l’ego di Billy Corgan esasperato e i litigi conseguenti) e le pressioni della Hut/Virgin (sotto il cui marchio sarebbe uscito il disco in preparazione), la situazione non doveva essere esattamente rosea, così come il morale del (non ancora pelato) deus ex machina della band.

Dicheno le biografie ufficiali che il blocco dello scrittore di Billy Corgan [il primo che rivanga di nuovo la leggenda metropolitana che lo vuole ex-bambino di Super Vicky verrà bannato: QUI  l’ennesima e spero definitiva smentita] si sarebbe dissolto dopo il successo della canzone Drown (che riprende le stesse sonorità del primo album, con meno originalità), prestata nel 1992 alla colonna sonora del celeberrimo film-manifesto sul grunge e la "X-Generation" Singles.


Dicheno anche che Corgan  avrebbe registrato quasi tutte le (innumerevoli) parti di chitarra e basso di Siamese Dream da solo, insieme al fido Butch Vig pre-Garbage anche stavolta alla produzione (al mixaggio è invece chiamato Alan Moulder, reduce dal lavoro coi My Bloody Valentine).

cuore pumpkinsEppure da un casino del genere sarebbe venuto fuori un disco meraviglioso, grazie al quale la band è poi decollata per diventare una delle più acclamate degli anni ’90 (la notizia del loro prossimo ritorno, non si sa in quale formazione, non mi esalta invece particolarmente¹).
Adrenalina a mille alternata a momenti introspettivi, lyrics azzecate (il salto qualitativo da Gish è notevole) e melodie affascinanti.

Le assonanze con i Pearl Jam & simili e gli altri elementi derivativi che palesavano le influenze musicali del giovane Corgan si sono quasi persi, il suono Smashing Pumpkins si è evoluto e personalizzato.
Il drumming secco e potente; quelle mille tracce di chitarra accumulate nei riff e negli assoli; quelle canzoni dalla classica struttura pop ma mai banali, nella ricerca melodica (molto più varietà che in Gish) e nei raffinati arrangiamenti; e infine la voce di Corgan calda e ispirata più che mai, che svaria dai toni bassi agli acuti lamentosi che sono il suo marchio di fabbrica e che tanto lo fanno amare od odiare in egual misura (de gustibus).

Tutto questo c’è già in Cherub Rock, che apre il disco – e fu anche il primo singolo.
Un inizio strumentale bastardo, il ritmo che si carica sempre di più con un riff micidiale, l’arrivo a un ritornello gridato a tutto fiato:

who wants the honey
as long as there’s some money…

E poi il magico assolo pastoso che a risentirlo non stanca mai, e la disperazione finale di quel

Let me out…


Quiet inizia ancor più cattiva e grungettona; poi l’apertura melodica, solo per un attimo

Be ashamed
of the mess you made….

Su uno schema ripetitivo si inseriscono variazioni interessanti ad evitare l’effetto noia, fino al post-chorus finale che stende

Behind me
the grace of falling snow
Cover up everything you know
Come save me from the awful sound
of nothing


Senza sosta, parte Today. Con quella dolce tastierina, presto coperta dall’ingresso in scena del muro di chitarre a ripetere lo stesso malinconico e irresistibile tema – che resterà in sottofondo per tutta la canzone.
La voce di Corgan, dolcissima e straziante, intona un testo disperato

Today is the greatest day I’ve ever known
Cant’live for tomorrow
tomorrow’s much too long
I’ll burn my eyes out
Before I get Out

I wanted more
than life could ever grant me

…e via così macerandosi allegramente nello spleen adolescenziale.

Se Today sconvolge emotivamente, la successiva Hummer è una vera goduria sonica. Quasi sette minuti che passano senza che te ne accorga, tanto riesce a variare e sorprendere.
L’inizio è finto orientaleggiante, poi arrivano le chitarrone, poi la precaria tranquillità delle prime strofe; il tema melodico cambierà più volte fino alla fine, dal momento in cui irrompono alcuni versi (finalmente!) di speranza

When you decide
that your life is a prize
Renew and revive
It’s alright honey..it’s alright yeah….

Happiness will make you wonder
Will I feel OK?
It scares the disenchanted
far away


Hummer si spegne dolcemente ed ecco l’inizio travolgente (ancora una volta il muro di chitarre) di Rocket, altro gioiellino pop di ordinaria disperazione a tutto volume. Il tema è la voglia di fuggire, come il razzo del titolo

The moon is out, the stars invite
I think I’ll leave tonight
[…]
I shall be free
I shall be free
Free of those voices inside me

Il pezzo termina in un assordante crescendo, come un razzo che parte. Finalmente libero.


E che dire di Disarm?

Disarm you with a smile
And cut you like you want me to
cut that little child
insiede of me and such a part of you
The years burn…

Non si può descrivere il magone che gli archi, lo scampanìo a tradimento e certi versi apparentemente ingenui possono provocare.

I used to be a little boy
so old in my shoes

Perchè, mi chiedo, One degli U2 la conoscono tutti e questa no?² Il consiglio è di scaric*rla/ascoltarla e abbandonarsi ad essa, punto e basta.

I send this smile over to you…


I vostri occhi sono ancora perfettamente asciutti? Per piegare anche i più insensibili ci saranno altri due pezzi da qui alla fine. Uno subito, ed è la splendida Soma.
Una canzone che non colpisce troppo al primo ascolto, ma si fa apprezzare col tempo. Anzitutto nella delicatezza delle strofe iniziali.

…close your eyes and sleep
don’t wait on for me
hush now don’t you speak
to me
[…]
one last kiss for me…yeah
one last kiss good night

Sembra una dark-ballad pianistica. Sembra. Perchè dopo 3 minuti e mezzo ingrana improvviamente la marcia. Si scatenano gli amplificatori insieme con la disperazione e la rabbia per essere stati illusi, abbandonati, trascinati a fondo.

So let the sadness come again
[…]
And I’m all by myself
as I always felt
And I’ll betray myself
To anyone


Dopo l’angosciante e funereo coretto che chiude Soma, torna il ritmo cattivo cattivo con Geek U.S.A., forse il pezzo più simile a quelli di Gish nella sua struttura più basica (e anche il progenitore delle tracce più dure del Mellon Collie, che aggiungeranno all’impasto sonoro l’ulteriore ingrediente-Flood).
Corgan e soci però non si negano a metà strada un sognante intermezzo, a spezzare la tensione

In a dream we are connected
Siamese twins at the wrist


Ed eccoci arrivati all’altro momento che (mi) mette a dura prova. Ogni volta.
E’ proprio Mayonaise, trovata per caso e magno cum gaudio nella collezione di mp3 di un amico e subito riascoltata da entrambi in un comune silenzio adorante, la causa del ritorno di quest’album nella mia personale heavy rotation dopo anni.
Vale lo stesso discorso fatto sopra per Disarm: questa epica cavalcata sonora intrisa di tristezza va ascoltata e basta. Anche se può essere un’esperienza dura.
Evito di andare oltre le citazioni, che dicono, forse, già troppo.

Mother weep the years I’m missing
All our time can’t be given back
Shut my mouth and strike the demons
That cursed you and your reasons
Out of hand and out of season
Out of love and out of feeling
so bad
[…]
No more promise no more sorrow
no longer will I follow
Can anybody hear me?
I just want to be…me

(Tra parentesi, Soma e Mayonaise sono gli unici due pezzi firmati anche da Iha).

Il culmine è stato raggiunto: il resto del disco è un degno congedo, a cominciare da Spaceboy, ballata gradevole anche se dalla melodia forse un po’ retorica.

Silverfuck è una dura, lunghissima jam in cui è ripetuto più volte (troppe?) il giochino voce nuda/casino totale, con testo provocatorio e molto grunge (troppo?)

Bang bang you’re dead
hole in your head

(Circa un anno dopo, qualcuno di molto famoso la prenderà in parola…)


La scheggia acustica Sweet Sweet (quasi un anagramma di twee twee, e in effetti è tweeissima) è deliziosa nella sua brevità (1:38).

Sweet, sweet, sweet,
sweet little agony…


A chiudere tornano gli archi, ma stavolta non c’è melodramma.

What moonsongs
do you sing your babies?

Luna è una ballata romantica, notturna e rilassante lasciata a chiudere le danze; il prototipo (come atmosfera) di varie canzoni che affolleranno la parte finale del Mellon Collie (Beautiful, By Starlight).

Le conclusioni.
Non saprei valutare quanto bene questo disco sia invecchiato, dal punto di vista musicale.
Non saprei dire quanto possano comunicare oggi queste canzoni, e a chi (gli adolescenti di oggi? gli adolescenti di ieri? gli eterni adolescenti? i disillusi?).
Ed è vero che nell’analisi di un disco che ho così vissuto il mio senso critico è ottenebrato ancor più del solito.
Detto questo, Siamese Dream è assolutamente consigliato a tutti coloro che hanno amato il più famoso Mellon Collie.
E secondo me contiene molte canzoni che piaceranno anche a chi Mellon Collie non lo apprezza.
Quindi, un occhio allo scaffale del vostro negozio di fiducia (da comprare tas-sa-ti-va-men-te se lo trovate a special price) e un altro al Mulo/altro animale virtuale, per qualche illuminante assaggio – a cominciare da dove ho più insistito, se vi pare.

[Uff, temevo di scrivere ANCORA DI PIU’]

¹ Che tristezza, il loro sito rimanda per tutto al MySpace come una band esordiente qualsiasi…Non c’è più religione.

² Certo se poi Mary J Blige deve rifare anche questa, allora no, grazie.

Annunci

16 Responses to Disarmarti con un sorriso

  1. bonyfingers says:

    bellissima analisi Disorder :)
    l’ho letta tutta d’un fiato.

    Siamese Dream tutta la vita! ma senza dubbio proprio…
    e non perchè Mellon Collie non mi piaccia, semplicemente mi ci ritrovo di più nella rabbia gridata nel secondo album. per me perfetto. anche nella struttura e ordine delle canzoni.

    i pumpkins resteranno sempre i primi nel mio cuore…fin’ora non ho trovato nessun gruppo che fosse alla loro altezza.nessuno. sono sempre stati i migliori…
    certo, come hai detto te, ora, con questa reunion (di chi, non si sa) temo un po’.
    perchè questa volta non sono gli Zwan, o Billy Corgan, sono gli SP …e insomma, quel nome fa paura….se le cose non dovessero andare bene…..
    ma magari, invece, potrebbe essere una spinta in più per billy per ripigliarsi -_-‘.

    (una piccola e inutile testimonianza di una passione in comune):

    a suck suck kiss,a suck suck smile.
    mi verrebbe da dirti :)

  2. Disorder79 says:

    The Aeroplane Flies High!!! Che bello!
    Ovviamente celo: lo presi appena uscì svenandomi (convinto che fosse in edizione limitata – ovviamente si trova ancora in quasi tutte le vetrine eheh)

    Macchè inutile, grazie mille per quell’immagine, che dire che col post ci va a nozze è poco. Evidentemente non ha toccato poche persone quella canzone….

    Hai pure Let It Come Down, l’album solista di James Iha? E’ abbastanza carino, tutto acustico e tranquillo.

    Per quanto riguarda la prossima versione degli SP, immagino che Chamberlin (con cui Corgan ha sempre mantenuto un ottimo rapporto, se lo era ripreso anche negli Zwan) ci sarà di sicuro, se in questo momento è fuori dalla clinica di riabilitazione…
    D’Arcy sicuramente no, si è ritirata dalla musica. Ci fosse la Auf Der Maur mi farebe piacere, ma non può dirsi reunion seria se manca Iha.

  3. bonyfingers says:

    la penso come te, se non c’è iha non ha senso definirla “reunion” e quindi utilizzare il nome originale della band.

    tra d’arcy e melissa, preferisco -chiaramente- la prima, ma se ci dovesse essere melissa, va bene uguale. nell’ultimo tour ha avuto un gran coraggio a colmare il vuoto che lasciò d’arcy con la sua forte personalità (e talento).

    l’album dello jappo non ho mai avuto coraggio di scaricarlo/comprarlo. prima o poi verrà il tempo anche per quello. :p

  4. AnelliDiFumo says:

    Questo tuo post lenzuolo, che ovviamente non ho letto per intero, mi fa porre delle domande:

    1) A grandi linee, tu e io siamo passati e abbiamo ancora tracce nel sangue, per e degli stessi gusti musicali; questo vorrà dire qualcosa, oltre al fatto che siamo due vecchie carampane?

    2) Ho amato Mellon Collie al punto che, una abbondante dozzina d’anni fa, quando ancora si affittavano i CD e io ero un bimbo povero che li poteva giusto affittare, il nastro sul quale li avevo registrati (di primissima qualità, per altro) si è logorato dopo aver raggiunto la decimillesima ascoltata;

    3) Proprio una settimana fa ho comprato il CD doppio originale di Mellon Collie e ora è qui sul davanzale della finestra che mi guarda. Mo’ me lo metto.

    4) Sono stato lì lì per comprare Siamese Dream almeno tre volte nella vita. Ma poi, avendo preso anche altri CD, quello l’ho sempre evitato. Ora penso che lo comprerò.

    5) Ma tu come fai a scrivere dei post così lunghi tutti i giorni? Non lavori? O meglio, dove lavori? Ci voglio venire anche io, devo curare AnelliDiFumo di più.

    6) Guarda il mio avatar.

  5. kAy979 says:

    uhahuahuau anche tu con l’emo.
    la parrucchiera mi ha tagliato un ciuffo molto emo, se faccio l’espressione triste quasi quasi ci sono. peccato che sono troppo cresciuta!

    (bella la parete di bonyfingers!)

  6. bella pagina! complimenti! e di “pisces iscariot” che mi dici? per me è bellissimo, con la gemma “obscured”, veramente da tagliarsi le vene dalla tristezza mentre piangi per la sua bellezza! ciao da quello che ha riconosciuto la tshirt “zero” al covo per gli “i love you but..” aka donzaucher

  7. utente anonimo says:

    Magno cum gaudio.
    Ahhh. (sospiro)
    A.30mo

  8. Disorder79 says:

    bonyfingers: Melissa c’ha pure una bella vocetta (ma anche D’Arcy se la cavava, almeno su disco- vedi Daydream). Pensa che io gli SP dal vivo li ho visti solo con Melissa, sigh…

    AdF:
    1) non siamo i soli, come vedi! (pensa che metà dei blogger musicali impazzisce in questi giorni per il cofanetto TUTTO di canzoni natalizie di Sufjan Stevens….in confronto coi Pumpkins abbiamo gusti molto più mainstream)
    2) mi sa che quando si potevano affittare i cd non ascoltavo ancora musica (e comunque non avevo il lettore)!
    3), 4) ascolta bene Mellon Collie e poi compra l’altro…
    5) il tuo blog va benissimo così! Guarda che mi sa che post lunghi come questo mettono in fuga la maggior parte dei lettori eh :)

    Kay: ma infatti, l’emo è adolescenziale per natura. Poi si passa alla perenne e placida disillusione con gli Smiths :)

    donzaucher: anche sul cd di Pisces Iscariot ovviamente ci sono i solchi…per essere bsides e outtakes sono di un livello altissimo. Io impazzivo pure per gli ultimi 11 minuti di Starla, figurati!

    Antò aka colui che ha causato indirettamente questo post: ….ho sbagliato il latinismo?
    (Ri-sospiro)

  9. bonyfingers says:

    e pensa che c’è gente che live, non li ha mai nemmeno visti -_-‘.

    (ho cominciato ad ascoltarli qualche mese prima dello scioglimento).

  10. utente anonimo says:

    con lo “spleen adolescenziale” mi hai definitivamente conquistata:). ti ho memorizzato tra i preferiti.
    lucia rehab

  11. Disorder79 says:

    lucia rehab: grazie. Ovviamente quella frase è detta con l’ironia bonaria che porta con sè il passare del tempo :)

    bonyfingers: beh anche io li ho potuti vedere solo nel tour di Machina, non certo il migliore… Ti dirò, a parte l’emozione nel vederli e nel sentire certi pezzi non è stato tra i migliori concerti in assoluto della mia vita…(non ricordo se ai tempi di Mellon Collie o ancor prima vennero in Italia)

  12. bonyfingers says:

    ‘a voja se sono venuti -_-
    appunto è per questo il rosicamento totale che provo.

    /me che ha in VHS la loro prima apparizione in italia Festa De L’Unità in quel di Bologna-?1994? (dove billy, su Silverfuck si è beccato dei cioccolatini in faccia, ricambiati, prontamente con un bicchiere di birra in faccia al poveraccio in questione. figata :D

    soooooooooommmeeewheeereee over the raaaaaaainbowwww way uuuup hiiiiiigh
    tthere’s a laaaaaand thaaaat i heard of
    oooonce in a lullaaaaaaaby ….IIIII HEAAAAAAAAAAAR WHAT YOU WAAAAAAAAAANT AND I FEEEEEL THAAAT WAAAAAAAAAAYYYYY

  13. AnelliDiFumo says:

    Ma sull’avatar vecchio di zecca, manco una parola? Per tacere delle altre domande a cui hai glissato. Ma i glissatori li rispetto :-)

  14. Disorder79 says:

    Adf: e io adoro pure il verbo glissare :)
    (questa cosa degli avatar da ricaricare di nuovo senza che splinder avverta comunque non mi va giu…cosa costava mandare a tutti gli user un messaggino di splinder o una mail automatica che avverte di doverlo fare?)

    bonyfingers: non so se sono meglio i cioccolatini in faccia o Over The Rainbow infilata nel mezzo di Silverfuck (ma che davero?)

  15. loon says:

    Siamese Dream…il primo mi si è fuso insieme al mio caro lettore cd ancestrale, il secondo sano e salvo ancora non ho smesso di ascoltarlo..che meraviglia!(ma il mio preferito resta Adore)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: