Tanto tuonò che piovve. Best 20s of 2006 (+Extras)

Buon ultimo, arrivo anche io con l’inutile e interminabile classificone degli album di fine anno, il giochetto segaiolo preferito dai blogger che si interessano di musica.
La top ten la troverete aggregata anche nel Disco Bravo 2006 di Gecco.


IL BUGIARDINO DEL CLASSIFICONE


– Rispetto all’anno scorso valgono le stesse premesse (niente banda larga e sc*ricamento quasi nullo): ma non del tutto, grazie a benemeriti pusher musicali che mi hanno fatto scoprire un tot di musica interessante e meno conosciuta a livello di massa (tutta roba già ben nota nel microcosmo della blogosfera-musicale-che-conta, comunque).

– Se avessi dovuto basarmi soltanto sui dischi acquistati (che sono stati come mio solito tanti/troppi), stavolta avrei avuto una certa difficoltà ad arrivare a metterne in fila 10 meritevoli di segnalazione. Un po’ perchè tra questi gli album di inediti datati 2006 (escludendo quindi le raccolte) erano pochi più di 10 (a differenza dell’anno scorso). Un po’, forse, perchè è stato un anno meno interessante per i generi di musica che piacciono a me (o sono diventato più critico ed esigente io, il che è più o meno la stessa cosa).
In compenso, i titoli di provenienza digitale di cui sopra erano tanti e di qualità media alta. E alla fine unendo il tutto 10 posizioni non bastavano. Perciò, che top 20 sia.

Criterio come al solito misto: mi sono basato in parte sull’effettiva qualità degli album (imho), in parte su quanto li ho "vissuti" interiormente, in parte sulla quantità materiale di ascolti e di tempo loro dedicato (questo è il motivo per cui dischi obiettivamente indegni ma che hanno monopolizzato il mio stereo per mesi stanno sopra a cose ottime che però non ho fatto ancora del tutto mie; ogni riferimento ai Killers non è casuale). Per esprimermi meglio, dovrei stilare questa classifica a metà 2007. Ma il giochetto ha le sue dure regole, che pongono la fine dell’anno come termine più o meno perentorio.

Italiani: Presenti l’anno scorso in 2 posizioni su 10 (e sarebbero state 3 se non avessi ascoltato in ritardo La Malavita dei Baustelle), quest’anno brillano per la loro assenza. Ho anche ascoltato poca roba, va detto. Qualcosa di gradevole c’era, ma niente che mi abbia davvero conquistato.
Mi sembra però che anche prescindendo dai miei gusti personali non ci siano stati grandi "fenomeni" emergenti a livello di rock/musica indipendente. E tra quei pochi, sempre di più hanno il cantato in inglese (vedi i 6 finalisti del Rock Contest fiorentino, tutte proposte anglofone): il che non è sempre un male, ma insomma neanche fa gioire troppo.
Vedremo come andrà nel 2007: magari, anche se nessun nome nuovo è "esploso" in maniera evidente agli occhi di un non addetto ai lavori come me, la scena musicale italiana gode di ottima salute…

– Per quanto riguarda tracklist, etichette e recensioni, vedasi i post che ho scritto durante l’anno (che non sto a ri-linkare, sennò muoio), o cercasi sull’enciclopedico Allmusic e sulle webzine italiane indicate nella solita colonna a lato.
Niente indicazione dei brani migliori, forse seguirà playlist in un post a parte, ma anche no.

E ora si parte, a ritroso che fa più classifica seria (ahahah).

POSIZIONI 20-11


20) The Dresden Dolls – Yes, Virginia
Sempre sul pezzo io: ho scoperto solo quest’anno il debutto del 2003 dello stralunato duo cabaret-punk-vaudeville-toriamos-pop, oltre a questo nuovo. E’ una musica che si adatta a certi situazioni o stati d’animo, e in quei casi mi esalta. In altri invece mi risulta irritante proprio come quando l’ho ascoltata la prima volta.

19) Junior Boys – So This Is Goodbye
In un anno senza nuove uscite di Depeche Mode e New Order (e nemmeno Soulwax), il secondo album dei Junior Boys è stato un ottimo succedaneo per fornire la necessaria dose di synth a un ottantofilo come me.

18) The Knife – Silent Shout
Quest’album potrebbe avere lo stesso impatto music-mediatico di un Debut di Bjork, e lo sta in parte già avendo (anche se solo a livello indipendente, per ora). Tra elettropop, techno melodica e brani lenti più sperimentali, con una voce che richiama appunto Bjork ma anche Kate Bush. Se mi avessero convinto solo un paio di brani in più starebbe tra i primi 10.

17) The Hidden Cameras – AWOO
Delirante, vario, caotico, forse troppo. Non credevo avrei così apprezzato un disco così ultra indie, lo-fi e "da cameretta". Sarà quell’adorabile voce alla "Michael Stipe goes to Gay Pride" che il deus ex machina dell’ensemble canadese Joel Gibb sfoggia in diversi brani.

16) TV On The Radio – Return To Cookie Mountain
Starebbe ai primi posti per gli ascolti che gli ho dedicato. Tanti. Perchè è un disco che musicalmente mi ha spiazzato e impressionato, e speravo che prima o poi mi conquistassero anche le sue canzoni. Obiettivo per lo più fallito, peccato.

15) Band Of Horses – Everything All The Time
Stilisticamente (simili ad Arcade Fire, Coldplay e a un tot di gruppi da colonna sonora di O.C., andando proprio con l’accetta) avrebbero tutte le carte in regola per piacermi molto. Invece, li trovo carini ma mediamente non esaltanti. Sarò io troppo poco emo(zionabile).

14) The Killers – Sam’s Town
Di questo ne ho già parlato diffusamente. Anche qui molti ascolti, limitata soddisfazione e parziale delusione delle aspettative.

13) Hot Chip – The Warning
Non sta in cima alla classifica perchè questo genere di elettronica dannatamente fighetta non mi scalda il corazon, ma è solo un problema mio. Tutti i consensi ottenuti dagli Hot Chip sono meritati, perchè i pezzi ottimi – sia da canticchiare che da ballicchiare – qui sono tanti.

12) Jarvis Cocker – Jarvis
A 4 anni dallo scioglimento dei Pulp arriva il primo album solista di Cocker a suo nome. La classe non è acqua, e nelle ballate si esprime al meglio.

11) The Decemberists – The Crane Wife
Il già pittoresco e sovrabbondante indiepop dei Decemberists e si arricchisce qui addirittura di tinte prog, funk o hardrock (!). Troppa carne al fuoco? Comunque la voce melliflua di di Colin Meloy strega sempre.

LA TOP TEN


10) Pearl Jam – s.t.
Ormai vanno avanti col mestiere, ma i tempi poco ispirati di Binaural sono lontani e anche quest’album (come il precedente Riot Act) si difende bene.
I vecchi classici sono un’altra cosa, ma avercene di nuove leve così nel rock. Dal vivo, poi.

9) Belle And Sebastian – The Life Pursuit
Il fatto che siano diventati più pop e meno minimal che in passato non avrà esaltato tutti i sostenitori di vecchia data degli scozzesi, ma ha ampliato il loro pubblico. Io sono tra le new entry che li hanno conosciuti da relativamente poco tempo.

8) The Fiery Furnaces – Bitter Tea
I fratelli Matthew ed Eleanor Friedberger, da Chicago, sono due pazzi scatenati. Dal 2003 questo è il loro quinto album, comprendendo l’ep di b-sides dell’anno scorso (l’album precedente invece, sempre del 2005, era una rock-opera cantata insieme con la loro nonna ultraottantenne e incentrata sulla di lei vita!). Bitter Tea è un incrocio malsano ma geniale tra indie-pop, psichedelia, prog, i Beatles del White Album e i Residents. Conquista già dai primi ascolti (sia come singoli brani che come flusso sonoro), ma si fa riascoltare sempre più volentieri.

7) Placebo – Meds
Non mi vergogno di mettere in alto i Placebo. Anche quest’ultimo disco è stracommerciale, strasentito, strasimile ai precedenti (vedi post relativo). Però ci sono quelle 4-5 canzoni riuscitissime che me lo hanno fatto ascoltare e godere a ripetizione.

6) The Dears – Gang Of Losers
Sono tornati piuttosto in sordina e nessuno se li è filati più di tanto, nè tra i recensori al momento dell’uscita nè nelle classifiche di fine anno. Io avevo adorato il precedente No Cities Left e devo ammettere che quel livello di raffinatezza negli arrangiamenti e nella composizione forse non si raggiunge. Inoltre, se diminuiscono i richiami a Smiths e Pulp (comunque sempre presenti), ce n’è qualcuno di troppo ai Muse (che non ci piace: non i Muse in sè, ma l’imitarli) e ai Manics più bolliti. Nel complesso però, può darsi che il suono sia più personale e più vicino a quello autentico della band (ovvero quello proposto dal vivo).
Va fatto passare ancora del tempo per un giudizio più definitivo, ma intanto è comunque consigliato.

5) I Love You But I’ve Chosen Darkness – Fear Is On Our Side
Pure di loro ho già parlato. Album un po’ tanto derivativo rispetto a un certo suono anni 80 (primi New Order, primi Cure, ecc), ma con maggior rigore filologico di tanti altri emuli di oggi giorno. In più le canzoni sono buone, il genere è il mio prediletto, e dal vivo li ho promossi.

4) Built To Spill – You In Reverse
Ecco, ascoltare un album del genere e poi scoprire che il gruppo dell’Idaho è in giro da tredici anni senza che avessi mai ascoltato niente di loro non ha fatto molto bene alla mia autostima. Per descriverli in due righe, potrei dire che assomigliano ai Foo Fighters più acustici ed ispirati (di cui hanno la sensibilità pop, in senso lato), ma sono anche meglio. Non mancano poi i pezzi più adrenalinici, nè degli spiazzanti cambi di tempo che sono invece estranei allo stile di Grohl, nè degli assoli che ricordano addirittura i Pumpkins d’annata. Trascinanti.

3) Scissor Sisters – Ta-Dah
Il mio lato più pop e danzereccio quest’anno si è esaltato al massimo con loro. E tra un balletto e un coretto idiota ci sono Land Of A Thousand Words e The Other Side, due "lenti" killer.

2) Morrissey – Ringleader Of The Tormentors
Ne ho già parlato anche troppo su questo blog.
Certo, tirando le somme non è una delle sue cose migliori, e gli preferisco You Are The Quarry. Ma un anno con un nuovo disco del Moz è un anno migliore. E come dice Marina, "un mondo in cui l’ex leader della mia band preferita di tutti i tempi è innamorato, vive nella mia nazione, cita Piazza Cavour e mangia il gelato davanti a una scritta anti-Bush non può che essere il migliore dei mondi possibili. Quello in cui voglio vivere".

1) The Organ – Grab That Gun
Quando hai davanti quello che sarà il tuo disco dell’anno, diventi consapevole della cosa già dopo pochi ascolti. Anche se poi gli ascolti saranno molti, e ti accompagneranno in momenti di disperazione e/o di adrenalico ottimismo che gli assocerai probabilmente anche in futuro.
Vi siete sciolte. Perchè. Vi odio.

BONUS TRACKS

FUORI DI POCO, MA GRADITI:

The Pipettes – We Are The Pipettes (bubble-gum pop senza pretese, estivo e divertente)
Thom Yorke – The Eraser
(l’ho bollato come inascoltabile all’inizio, poi è cresciuto con gli ascolti: ma non abbastanza, diversi brani restano irrisolti)
The Whitest Boy Alive – Dreams
(gradevole manciata di brani elettro-acustici per il progetto parallelo di Erlend Oye dei Kings Of Convenience)
Camera Obscura – Let’s Get Out Of This Country
(voce femminile, Belle And Sebastian come modello evidente, singolo che spicca – Lloyd, I’m Ready To Be Heartbroken – e il resto gradevole)
The Divine Comedy – Victory For The Comic Muse
(fra brit pop e cantautorato chic, con diverse spruzzate glam)
The Flaming Lips – At War With The Mystics
(non tutto immediato come il delirante singolo-bomba The Yeah Yeah Yeah Song, ma è comunque un’esperienza, tra psichedelia e geniali intuizioni pop; a sentire i racconti, essersi persi i loro concerti è stato un peccato).

FUORI CONCORSO:
Beatles – Love

Non aveva senso inserirlo nella classifica. Anche perchè è in parte una compilation (alcuni brani cambiano davvero di poco rispetto all’originale). Nel confronto con tutto il resto (non solo di quest’anno!), la sua scaletta, i mesciàp e alcune delle sue memorabili versioni alternative lo avrebbero fatto stravincere ingiustamente. Fermato all’antidoping, insomma.


SOOOOO 2005:
Baustelle – La Malavita
Death Cab For Cutie – Plans
Maximo Park – A Certain Trigger

Tre splendidi dischi esclusi dal Best of 2005 solo perchè li ho ascoltati (e adorati, e consumati) quest’anno.

SOOOOO 2006 (MA ORMAI LI ASCOLTERO’ NEL 2007):
Muse – Black Holes And Revelations
The Mars Volta – Amputechture
The Rapture – Pieces Of The People We Love
The Long Blondes – Someone To Drive You Home
Infadels – We Are Not The Infadels

Grazie alla scelta sciagurata del primo singolo, il nuovo dei Muse (che ho sempre seguito e apprezzato) è finito in fondo alla lista degli acquisti. Stesso destino per i Mars Volta (li considero in parabola discendente, ma forse gli darò una chance) e i Rapture (loro per puro caso).
Da recuperare con calma nel 2007 (insieme ai debut album di Long Blondes e Infadels, di cui quel che ho sentito mi ha piacevolmente impressionato), intanto stanno fuori.

MIGLIOR CONCERTO:
1) Pearl Jam, Pistoia
2) Morrissey, Imola
3) Depeche Mode, Imola
(pur sempre la mia prima volta con loro)

MIGLIORI CONCERTI PERSI, FANCULO:
Organ
(conosciute subito dopo la loro data italiana di inizio anno), Dears (scoperto del tour un mese dopo che erano stati in Italia, per loro mi sarei mosso anche da solo), Hidden Cameras (mi avevano offerto pure il passaggio in auto, mi sono perso un delirio, mannaggia).

PICCOLA SEZIONE WORST OF


PREMIO SPECIALE "GLI ULTIMI SARANNO I PRIMI":
Arctic Monkeys – Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not
Io un certo NME-new-rock’n’roll l’ho sempre consumato con piacere…ma dopo Strokes, Hives, Franz Ferdinand, Kaiser Chiefs, Maximo Park, Libertines, Babyshambles e relativi MILLE epigoni, un po’ la misura sarebbe colma anche qui.
Inoltre, di tutti i gruppi suddetti gli AM somigliano moltissimo proprio agli ultimi due, quelli che meno gradisco. E invece, saranno i blog, sarà il web 2.0, saranno i Clash che si sono reincarnati in loro e non me ne sono accorto, i Monkeys hanno fatto il botto a livello di vendite (convincendo in parte anche la critica) e potrebbero superare il successo di tutti quanti. Ma anche no, è il mio auspicio.
[Non che non sia un ascolto passabile-gradevole-divertente. Ma ad esempio io trovo letteralmente imballabili i due singoli "ballabili": e visto il genere proposto, questa mi sembra già una mancanza grave]

PREMIO SPECIALE "OPERAZIONE PIU’ INUTILE":
Charlotte Gainsbourg – 5:55
Ma che senso ha mettere insieme la musica degli Air, i testi di Jarvis Cocker e di Neil Hannon e la produzione di Nigel Godrich e sprecare il tutto per la voce insignificante della Gainsbourg, che si differenzia da una Carla Bruni qualsiasi solo per l’hype da genitori famosi (S.Gainsbourg e J.Birkin) e non apporta nessun valore aggiunto?
Un bellissimo sottofondo e niente più (poi magari sono io che non l’ho capita).
E poi, se la moda prende piede, cos’avrà in serbo il 2007?
Un album di Asia Argento musicato da Morgan ed Antony dei Johnsons, per i testi di Peaches?
Un album di Violante "Viola" Placido composto da Stuart Murdoch e suonato dai Dresden Dolls?
Un album intero (dopo i vari duetti incisi in passato) di Kate Moss, scritto e prodotto da sappiamo chi?
Paura.

PREMIO SPECIALE "PEGGIOR DUETTO DELL’ANNO":
A pari merito:
gli U2 insieme a Mary J Blige per il criminale rifacimento di One (lo so che l’album è 2005, ma come singolo è uscito quest’anno)
gli U2 insieme ai Gren Day per The Saints Are Coming

PREMIO SPECIALE "SOPPRIMETELI PRIMA CHE FACCIANO USCIRE UN’ULTERIORE RACCOLTA":

Ex aequo U2 (mattatori del worst of!), Depeche Mode e Vasco.
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13 Responses to Tanto tuonò che piovve. Best 20s of 2006 (+Extras)

  1. Franfiorini says:

    Gran post.
    Ci avrei da aggiunger nulla, ma ultimamente mi danno fastidio i commenti brevi :P
    E comunque, ti dissi: a fronte di un singolo scioccante (come definirla la versione studio di smbh?) l’album invece vale. Tanti pezzi Muse in mezzo a un take a bow che ricorda i Muse solo negli arpeggi di fondo alla tastiera [ma tutto sommato godibile, eppoi è un inno antibush e quindi ben venga] e Supermassive Black Hole son le uniche fuori album. Starlight è un ottimo singolo, migliore di Hysteria se lo giudichi proprio radiofonicamente.
    Poi dopo l’ascolto son bene accetti i fanculizzamenti eh :P

    P.s. Yorke ha fatto un album buono a metà, Bono non lo reggo più, per i Maximo Park attendo con ansia il nuovo e magari la data italiana (vidi uno streaming di un loro concerto su xfm e mi esaltai non poco)

  2. Tesoro, meraviglioso post-fiume-recensione. Molti dei nomi che hai fatto non li conosco, a parte i The Knife e i Placebo e altri ovviamente più noti. Quest’anno a parte alcune cosine, una scoperta recente ‘Amalia Gre’ una specie di Vanoni coolissima e attualissima, che pare, venda di brutto in UK
    Baci

    Kafkahigh

  3. simbax says:

    Amalia Grè è molto brava.
    Molte cose neanche io le conosco. Cmq white colour boy dei Belle and Sebastian è un grande pezzo come anche black holes and the revelations dei Muse!
    Il mio preferito dell’anno è Born in the Uk di Badly drawn boy!Ma mi è piaciuto anche Tutto su eva di Carmen Consoli.
    Complimenti per il bel post, gli altri che hai segnalato ora li cerco.

  4. Disorder79 says:

    Fran: :)

    Kafkahigh: mi ricordo qualche canzone di Amalia Grè, non proprio il mio genere. Che vende in Uk è una vera sorpresa! (chissà contenta Elisa, che in inglese non se l’è mai filata nessuno e le è toccato cantare canzoni stracciapalle in italiano)

    Fran CI SEI CASCATA EH?
    Bono ha fatto troppi soldi e non vuole fermarsi più; i Maximo Park in effetti li ho visti anch’io in tv dal vivo e sembra spacchino come i Franz Ferdinand (mentre molti altri gruppetti del genere sul palco si sgonfiano…); Starlight in effetti è molto bella, all’inizio sembra banale e già sentita ma col tempo mi migliora….(tranquilla, se lo comprerò non sarà per i tuoi consigli carampani ma perchè gli dò fiducia in base ai dischi passati!)

    simbax: non si chiamava Eva Contro Eva l’album della Consoli? L’ultimo di Badly Drawn Boy non l’ho sentito, non sono mai stato un suo gran cultore, ma diversi suoi singoli passati mi piacquero.

  5. simbax says:

    Si hai ragione su Carmen tutto su eva è il nuovo singolo!

  6. kAy979 says:

    la tua classifica, con tutti i commenti vari prima e dopo mi piace un sacco.
    e poi ci hai messo i dresden dolls :)
    e poi le organ al primo posto :)

  7. 10,000 days, tool?
    e del 2005 le iene degli afterhours?
    il loop in questi giorni Live at the Grand Olympic Auditorium dei RATM e i feel you dei depeche (i danni della disintossicazione, dave non canterà mai più così).
    baci belluomo, parti per capodanno?
    stee

  8. Disorder79 says:

    Kay: eh, le Organ….:(

    stee: i Tool non li ho ascoltati. Gli Afterhours erano in classifica nel 2005 ai primi posti, perchè li ho ascoltati appena usciti!
    Non parlarmi del Capodanno e dei Depeche, soprattutto insieme…che potrei finire in un posto dove suona la relativa, pessima cover band…

  9. utente anonimo says:

    ma che bello leggerti. ahahahhaha!!! diosanto, è proprio bello:)))!!!!
    lucia rehab

  10. Disorder79 says:

    grazie (non è che tutti questi punti esclamativi nascondono ironia eh?) :)

  11. Franfiorini says:

    Rotfl, più che altro mi pareva strano (oh, bene che è per il passato. Perché metti che non ti piace e me lo tiri dietro dopo è brutto :P)

  12. djdona says:

    ah! finalmente uno che la pensa piu’ o meno come me sugli arctic monkeys!
    inoltre anche io adoro i maximo park…
    mi piacerebbe avere un tuo parere su questo post:
    http://djdona.splinder.com/post/10317857/Riassuntino+%28ino…+ino…%29

  13. Disorder79 says:

    Fran: ahah ma figurati, le blogger non si toccano neanche con un fiore, figurati con un cd!

    djdona: ho letto, e ho detto la mia!

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