At the Drive-In

Una delle cose di cui più mi vergogno nella mia vita è di essermi divertito, quando negli anni 80 ero piccolo e stupido come tutti i bambini (unica mia giustificazione), guardando Drive In.
Se penso all’accozzaglia di "comici" che conteneva, mi viene il vomito. Così come se li rivedo adesso: nessun effetto nostalgia, sono contrario allo sdoganamento revisionista per tutti quanti, senza eccezioni.
C’erano, tutti insieme, Zuzzurro e Gaspare, Sergio Vastano, Enrico Beruschi, i Trettrè
(i peggiori in assoluto), Francesco Salvi, Giorgio Faletti.

E poi c’era Gianfranco D’Angelo, quello che mi faceva più ridere (sigh), soprattutto con Has Fidanken, il Tenerone e una tristissima imitazione della Carrà che al confronto le attuali performance en travesti del Bagaglino sono da Oscar.

E poi lo sciagurato Ezio Greggio (avete presente l’attuale simpaticissimo tormentone di Striscia "speteguless"? ecco, risale ad allora ed era contenuto in uno dei suoi già pessimi sketch insieme all’arcinoto "chi ha cuccato la Cuccarini?").

E poi la Del Santo, la Russo, la Cansino e le mille altre tettone fatte con lo stampino, che recitavano la loro battuta maliziosa di fronte al porcone di turno e ai telespettatori arrapati dell’italia pre-berlusconiana.

E infine Enzo Braschi, letteralmente scomparso dalla circolazione dopo il momento di gloria avuto all’epoca col suo Paninaro ("Tranquilli, son sempre ioooo, il Paninaro!!!").
Ecco, l’occasione di questo post è la scoperta che Faletti non è l’unico tra tutti questi comici falliti ad essersi riciclato scrittore "serio".
Proprio Enzo Braschi è appena uscito con Di terra e di luce, 400 e passa pagine di "sapiente trama" che mescola storie drammatiche e riscoperta delle tradizioni degli indiani d’America.

Attraverso un duro apprendistato James ritroverà Sarah, reincarnatasi in un’altra donna, e finirà per entrare in contatto con gli emissari del "Popolo delle Stelle", gli "antenati" di cui parlano le tradizioni dei popoli originari del Nord America, dai quali apprenderà "chi siamo e da dove veniamo".

 
Oltretutto ignoravo che la trasformazione di Braschi in novello Robbie Robertson non è troppo recente: ecco qui i titoli delle opere precedenti, tutte in tema (si va da "Il popolo del Grande Spirito" a "Il cerchio senza fine. Fai rivivere l’indiano che è in te").
Mah.

….ripensandoci, se consideriamo gli ascolti milionari che oggi fanno Zelig e soprattutto Striscia La Notizia (OGNI giorno uguale a se stessa da…quanti anni ormai?), c’è poco da vergognarsi: l’Italia è sempre la stessa. Io, spero un po’ meno.

9 Responses to At the Drive-In

  1. utente anonimo says:

    ahahahahhaha!!!! non ci credo. non bastava faletti (peraltro ormai il clone di peter gabriel) e le sue storiacce di successo… pure braschi in crisi metempsicotica ci dobbiamo beccare!!!! comunque, per inciso, odio (e ho sempre odiato) poche cose come i tormentoni di ezio greggio. lucia rehab

  2. senhal says:

    a me non piaceva drive in. preferivo la carrà.
    quando natura chiama…

  3. Disorder79 says:

    lucia: odio Greggio con tutto me stesso, infatti.

    senhal: eh, io invece lo guardavo e ridevo pure. Cretino. Solo molto tempo dopo ho capito quanto fosse OLTRE la Carrà (che allora amavo soprattutto per la “Ballo Ballo” inclusa a tradimento tra le sigle dei cartoni nel “Bimbo Mix”….)

  4. Caro sottoscrittore della lettera/petizione “Pro Brokeback Mountain”, vogliamo augurarti uno strepitoso e laico 2007, confidando che potrà essere tale anche grazie al tuo impegno su questa battaglia di cultura e civiltà.
    A presto e non perdere di vista gli sviluppi nei commenti del blog. ;-)

  5. PIPPO, PIPPO, PIPPO, PIPPO!!!
    E mi ricordo anche della sigla finale con l’ormai compianto Benny Hill!!!

  6. E c’era pure tal Giorgio Faletti, tra gli altri.

    Una fucina di talenti per un programma che rappresenta in pieno gli edonistici ’80

  7. Disorder79 says:

    I.B.: ecco, invece Benny Hill mi faceva ridere poco…meno del Tenerone :D

    neroinchiostro: see, proprio una fucina di talenti…mancava giusto Frassica per avere tutti i comici anni 80 che non sopporto.
    In realtà per l’epoca erano evidentemente adatti, come dici te. La volgarità stava in quella cultura (televisiva e non) e da quella passava nelle loro battute..
    Mentre gli sketch della tv anni 60 e 70, seppur datati, fanno ancora sorridere quando passati in tv, quelli proprio non sopporto di rivederli…

  8. utente anonimo says:

    grandissimo! mi hai tolto le parole dalle dita! confermo e approvo tutto quello che hai detto, appena ho visto quel deficiente di greggio alla Tv ho digitato “odio greggio” quasi senza volerlo sulla tastiera e ho beccato il tuo magnifico commento

    ciao
    Piolobud

  9. Dis0rder says:

    ahah, son soddisfazioni apparire alla ricerca “odio Greggio” :D

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