No pasaran

ovvero, Contro lo sdoganamento indie delle (per me) schifezze.

In realtà dal punto di vista musicale sono forse più conservatore di quanto sembra. Un esempio è la mia avversione, già manifestata più volte, verso rnb, hip-hop e tutto quel melting pot che ci gira intorno, tanto pubblicizzato da Mtv. Sono anche capace di ballicchiarne, se capita, quattro "canzoni" in croce, ma l’ambito di pop che considero degno di ascolto proprio non comprende questi generi, che se avessi potere su palinsesti e gusti altrui abolirei del tutto (e invece, de gustibus).

Un altro indizio di conservatorismo potrebbe essere (ma non ne sono sicuro) la mia intransigenza verso certi personaggi, che nella loro carriera hanno raggiunto immediatamente un successo di massa grazie ad operazioni a tavolino o comunque a quella promozione discografica massificante che tanto ha reso antipatico il termine major.
Capita che personaggi del genere, partiti facendo musica bubble-gum, trash o da supermercato, cerchino di riposizionarsi nel mercato e nella scena musicale. Eccoli quindi adottare logiche diverse di promozione, assoldare i produttori più innovativi, impegnarsi in collaborazioni con i musicisti più osannati dalla critica.

Questi tentativi mi vedono sempre sospettoso. E pure irritato, quando scoppiano manie collettive tra gli appassionati e la critica meno commerciale (o underground, o indie, o come la volete chiamare) e comincia la santificazione e la riverginificazione (si dirà?) a suon di "ha un groove che fa impazzire", "dimenticatevi gli esordi", "sorprendente la sua trasformazione".

Non so se mi sto spiegando bene. Sono il primo a manifestare apprezzamento senza troppo imbarazzo, quando riescono in un bel pezzo, per cantanti da superclassifica (o da esselunga, o da ballandosottolestelle). Qualche esempio più o meno recente: Toxic di Britney Spears, Sorry di Madonna, Slow di Kylie Minogue, Vamos A Bailar di Paola & Chiara ("…tornate insieme, vi ricordate di quell’epoca che fu"). Ma in questi casi, a ben vedere, cantanti, autori e produttori hanno semplicemente trovato la giusta miscela con gli stessi ingredienti di sempre, imbroccando il pezzo super-orecchiabile che mette d’accordo tutti.
Quando invece ad esempio il teen idol si trasforma a stretto giro di posta in cantante dai suoni "sofisticati", che fa "tendenza" e viene incensato da tutti per la sua crescita artistica, generalmente mi indispongo. Specie se già non lo sopportavo nella prima versione. Costui mi fa più rabbia di chi continua a puntare dichiaratamente alla topten e con coerenza mantiene il suo stile sempliciotto.

La lunga premessa era per chiarire il mio atteggiamento verso alcuni personaggi, che non mi avranno mai. Tipo:

1) Justin Timberlake
Proprio lui, l’ex *NSYNC (ho scritto giusto?), anche se nessuno sembra ricordarsi più l’imbarazzante (e PURE esteticamente inguardabile, oltretutto!) teen band in cui militava. Non mi interessa se la produzione è del "genio" Timbaland
o dei vari Gorillaz e Pharrell (un cheppalle per tutti). Anzi, così il mio odio verso la sua inutile voce da gallinaccio stonato si unisce alla suddetta allergia all’hiphop.
Vero è che Justin con la crescita è diventato meno insignificante come *pezzo di carne* (e ora esordirà pure da attore). Ma basta con questa sopravvalutazione: i suoi singoli non mi fanno venire voglia di ballare, non hanno uno straccio di linea melodica, sono pallosi, sono insopportabili. Se Pitchfork dice che la linea di basso è evoluta, questo non cambia le cose.
Ah, e un suo album intero non lo ascolto manco morto. Mi tengo i miei pregiudizi, grazie.

Piuttosto mi tengo Robbie Williams, che ha almeno una voce graziosa e in passato durante il connubio con Guy Chambers ha realizzato fior di onesti brani di british pop commerciale, per cui gli perdono (pur senza sostenerlo) le ultime scelte un  po’ altalenanti.

2) Nelly Furtado
Sulla donna niente da dire: è proprio una bonazza.
Musicalmente, già la trovavo assai sciapa negli esordi da interprete di "pop raffinato", quando era una versione un po’ più etnica di Dido.
Adesso per rilanciare la carriera un po’ stagnante si è buttata anche lei sulla musica (e sul pelo) che tira ed è diventata la J.Lo dagli occhi chiari, con tanto di rappate, featuring e video mignottari con cosce all’aria & macchinoni. E c’è pure riuscita a rilanciarsi, ahimè.
(stessa trasformazione pop>hiphop e stessa disistima c’è stata in passato per Mariah Carey, Whitney Houston e tante altre…l’unica che godrei a vedere in versione hiphop è Celine Dion ahah)

3) Cesare Cremonini
Ed ecco un esponente di casa nostra. Se i Lunapop erano plasticosi e derivativi, in versione solistica (ma sempre con Ballo tra le balle) a me Cremonini non è mai piaciuto. Non mi piace la sua voce nè il suo stile. E invece ultimamente è tutto uno sdoganamento, una lode di quel pezzo tanto indovinato e via così rivalutando.
Per me può fare il cantautore impegnato quanto vuole. Qui non passa.

Apprezzo di più Le (oggi vituperatissime) Vibrazioni, che seguono una diversa strategia. Raggiunto il successo di massa quasi subito, continuano a restare con caparbietà – finchè contratti e vendite glielo permettono – nei circuiti di distribuzione e promozione major, facendo il loro percorso (che piaccia o meno, a me non entusiasma) senza voler apparire indiependenti.

Forse questo riportare varie antipatie a un discorso organico (quasi per cercare una copertura intellettuale a like & dislike che alla fine dipendono solo dai gusti personali) lascia il tempo che trova.
In ogni caso, se nei commenti qualcuno vuol far seguire dibattito o segnalare casi simili, si accomodi pure. Astenersi carampane/i, anzi benvenut* pure loro.

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7 Responses to No pasaran

  1. Ti adoro anche solo per il “Ballo fra le balle”. Ma come ti è venuta?
    Per quanto riguarda Justin, personalmente non ho mai capito che genere di musica faccia, anche perchè quando passano i suoi video bado a ben altre cose!!

  2. Disorder79 says:

    Eh sì, non sarai certo l’unic* a concentrarti su quello (‘sta cosa degli asterischi deve finire…).
    Però, che venga allora trattato come una Spears o Hilton qualunque.

  3. utente anonimo says:

    Le Vibrazioni mi fanno venire L’Allergia (alla Vita).
    A.30mo

  4. Disorder79 says:

    Come ora ho specificato, non è che mi piacciano, Le Vibrazioni. Ma mi danno molto meno fastidio (musicalmente, soprattutto) di Cremonini. Poi vabbè la loro ultima trasformazione nelle Orme è incommentabile…

  5. simbax says:

    Justin e nelly mi piacciono molto. Cremonini al rogo!

  6. doblondoro says:

    …l’esperienza mi insegna che non bisogna mai essere certi di niente! Certi motivetti striscianti puoi ritrovarti a canticchiarli…e magari ad accorgerti con orrore che ti piacciono!

  7. Disorder79 says:

    @doblondoro: un buon rimedio è tenersi al riparo da certe radio e programmi tv. Per esempio riconosco un paio di singoli di Furtado e Timberlake solo per averne visto i video un paio di volte in un pub, altrimenti mi sarebbero estranei.

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