C.I.A. is still watching you

[Pronunciare all’inglese per cogliere il fine calembour]

Nei giorni scorsi quotidiani e blog hanno dato ampio risalto a una sentenza della Cassazione che assolveva due studenti torinesi: tutto un gridare al "lecito scaricare musica e film se non c’è lucro".

Ecco, siccome quella sentenza si riferiva a fatti precedenti all’entrata in vigore della legge Urbani, è bene precisare che oggi la situazione non è affatto questa e sc*ricare è ancora illegale.


In questa doppia ma agile paginetta di Punto Informatico si spiega tutto abbastanza bene.

Ma all’epoca dell’allestimento del server "clandestino", elemento soggettivo era lo scopo di lucro, e per gli studenti non si è in alcun caso configurata alcuna attività lucrativa.
Dal 2004, il perno della sentenza della Cassazione, "lo scopo di lucro" è stato sostituito dal ben più restrittivo: trarre profitto dalla duplicazione abusiva del materiale protetto dalla tutela del diritto d’autore (nuova stesura del 171 bis).


La legge Urbani del 2004, insomma, punisce lo scaricamento di materiale coperto da diritto d’autore con sanzione amministrativa e la condivisione addirittura con sanzione penale (!). E il requisito dell’assenza di lucro, come abbiamo visto, è stato sostituito dal semplice vantaggio economico (derivante dal mancato acquisto).

Quindi chi in preda all’entusiasmo era già pronto ad autodenunciare i suoi download selvaggi facendosi beffe della Si*e farebbe bene a pensarci bene.

La speranza è che se non altro il clamore suscitato dalla non-notizia e il generale consenso riscontrato nell’opinione pubblica dalla sentenza contribuiscano a riportare in primo piano il dibattito per una revisione della legge Urbani (revisione a cui, durante la campagna elettorale peer le politiche, si erano dichiarati favorevoli vari esponenti di Verdi e Margherita, se non ricordo male; ma saranno state le solite vuote promesse elettorali…).

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4 Responses to C.I.A. is still watching you

  1. Ari says:

    speriamo che facciano davvero qualcosa.

  2. Disorder79 says:

    Dubito, dubito..intanto c’è qualche bella novità sul fronte delle liberalizzazioni. Per far capire come funziona internet a certi ministri (un nome a caso, Fioroni), forse non è ancora il decennio giusto.

  3. simbax says:

    “Il fatto quindi che scaricare file senza condividere non sia un reato non è dunque una novità: è, e rimane, un illecito.”

    Sbaglio o l’articolista di punto informatico ci ha aggiunto un non di troppo?

    Vorrei capire cmq come fanno ad accusarmi se non ho un server ma mi appoggio ad un server non mio e scaricabile senza problemi!Boh…
    Io lo faccio cmq…

  4. Disorder79 says:

    L’articolista non ha sbagliato: NON è un reato perchè scaricare è un illecito amministrativo (punito con sanzione amministrativa, quella volgarmente chiamata multa).

    Condividere invece è reato penale (!), punibile con multa (in senso tecnico) che è sanzione penale pur se pecuniaria. Pensa al caso del p2p: chi scarica, dal suo pc condivide pure, quindi è passibile di sanzioni penali!
    Non ho capito bene cosa intendi con l’usare un server esterno….in ogni caso si parla sempre in teoria perchè nessuno qui sc*rica nè invita a farlo, naturalmente :)

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