«You’ve got to love to learn to live»

Necessità di leggerezza e consapevolezza allo stesso tempo, in preparazione a un anno che dovrà vedere un maggiore impegno sul fonte personale e non.

Si è all’uopo rivelata un’ottima colonna sonora di inizio anno Fundamental, ultimo album dei Pet Shop Boys su cui ho messo le mani con quasi un anno di ritardo di ritardo sull’uscita (maggio 2006).
 


 
Mi sembra inutile mettermi a tessere le lodi del duo Neil Tennant/Chris Lowe, cercare di toglier loro l’etichetta di "musica gay" (che peraltro in Italia non dovrebbero affatto avere, visto che nelle nostre disco di un certo tipo non se li fila nessuno a favore delle varie paolecchiare e bionsè), difenderli dalla perenne sotto-valutazione che li vede come un plasticoso sottoprodotto degli anni 80 (quando invece sono tra i gruppi che rappresentano l’essenza della miglior produzione pop del periodo) o ancora contraddire chi pur apprezzando il loro repertorio classico li ritiene ormai finiti…
O li amate, o vi perdete parecchio: stop.

Aggiungo, per un’idea di quello che possono rappresentare per chi li segue, la segnalazione di questo post in cui Matteo B.Bianchi racconta della loro esibizione come headliner di un festival spagnolo: un vero bagno di folla che in Italia non riscuoterebbero mai, visto che viene riservato solo alle tardone altezzose che rubano i bambini del Malawi.

Poi è chiaro che Fundamental non è Very, come livello complessivo. Ma di canzoni che hanno qualcosa da dire ne ha diverse, ovviamente per chi ama la voce flautata di Tennant e la loro elettronica – con tanto zucchero, tanta melodia e tanta sapienza pop.
Si nota anche un certo impegno "politico" (sempre in chiave ironica e mai forzata) nei testi di un album che comunque mira al pop (e alla dance) di qualità e di ampia accessibilità, raggiungendo sostanzialmente lo scopo (e con esso l’ampia sufficienza).

Su questa pagina di Wikipedia altri dettagli sui testi che non avevo colto neanche io: vi si ricorda anche che l’album nelle note di copertina è dedicato a Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni, i due teenager iraniani impiccati nel 2005 a causa della loro omosessualità.

E ora qualche parere sui pezzi, più che mai mollichianamente perchè qui ai PSB si vuole bene.
Psychological non è proprio irresistibile come inizio (anzi, è forse il pezzo più trascurabile dell’intero disco). E’ quasi più una canzone da Depeche Mode degli ultimi anni, di quelle che non decollano mai, ma che si reggono sul ritmo, gli effetti elettronici e un cantato sussurrato e monocorde, salvo qualche (breve) apertura melodica.

Il vero grandioso inizio dell’album è con The Sodom And Gomorrah Show, preceduta da un tenebroso speaker che tuona "Sun, sex, sin, divine intervention, death and distruction…ladies and gentlemen, welcome to the Sodom and Gomorrah show!". E parte un tappeto di synth e tastiere strepitoso, per una canzone innodica un po’ sulla scia di New York City Boy, anche se forse non raggiunge la sua catchyness e non entrerà tra gli evergreen del gruppo.
Secondo me ha tutte le caratteristiche di un’ottima party-song. Ma magari ok, mi limiterò a ballarla da solo in camera.

I Made My Excuses And Left è la prima ballata e pure la più bella di tutte. Peccato forse per la intro lunghissima clacson+archi, che serve sì a creare l’atmosfera (quando inizia la canzone vera e propria, la voce irrompe subito), ma insomma quei quasi due minuti a volte non passano mai.
La melodia è dolcissima, il testo davvero straziante e farà tremare chi si è trovato in passato in situazioni simili. Trattasi del momento della scoperta del tradimento. O meglio, dell’avvenuta consapevolezza, al di là di prove fumanti, di essere stati rimpiazzati.

I walked into the room
imagine my surprise
you were sitting close to him
staring in each other’s eyes

Each of you looked up
but no one said a word
I felt I should apologize
for what I hadn’t heard

A silence filled the room
awkward as an elephant
In the crowded court of your love
I was now a supplicant

And clumsy as I felt
at stumbling on this theft
to save further embarassment
I made my excuses and left

Così, tanto per servire chi sottovaluta la capacità compositiva di Tennant.
Da magone. Comunque nel finale c’è un certo riscatto:

So long ago
I felt like such a fool for crying
All that I know
is when you feel inside you’re dying
it all begins again
defying your excuses.

Si prosegue con la più discotecara Minimal, dal testo piuttosto nonsense e dal ritornello tutto basato sullo spelling del titolo (robotici M-I-N-I-M-A-L a go-go…). Non esalta come le hit storiche, ma è un ascolto assai piacevole.

Numb è un’altra splendida ballata, che se la batte con I Made My Excuses And Left. Ho indicato quella come la migliore perchè questa, nonostante valorizzi al meglio le doti di interprete di Neil Tennant e vanti un signor arrangiamento (dimenticavo, il produttore del disco è Trevor Horn), è l’unico brano a firma non-PSB. L’autrice è infatti Diane "I don’t wanna miss a hit" Warren, che a quanto ho capito basta pagare e sforna pezzoni per chiunque, dagli Aerosmith a Celine Dion, senza farsi troppi problemi.
Ed è ottima anche questa Numb, col suo arrangiamento orchestrale strappacore, anche se il testo (pur efficace) è rispetto all’altro pezzo un po’ meno ficcante e un po’ più "già sentito" (in breve: non vojo più sta’mmale, fermate il mondo voglio scendere, lassateme sta’ che non vojo più provare nullaaa). In compenso è più immediata e ha una maggior potenziale commerciale (mi risulta essere il terzo singolo estratto dopo I’m With Stupid e Minimal).

God Willing è un bell’intermezzo strumentale che dà l’illusione di essere l’intro di un pezzo più movimentato. Invece dopo 1′ e 17” di crescendo finisce lì, per cedere il passo a un altro lento di gran classe, Luna Park. Inizio un po’ alla Lucy In The Sky With Diamonds; poi le varie strofe descrivono poeticamente tutte le attrazioni di un lunapark che si capisce ben presto essere la metafora della vita, e forse dell’attuale mondo consumista che distratto da panem et circenses poco si preoccupa del futuro e delle vere urgenze. Il tutto su un sottofondo di grande atmosfera.

E’ poi il turno del geniale singolo apripista, I’m With Stupid. Che sembra a un ascolto superficiale una canzonetta su un amante deluso, che porta avanti una relazione che per entrambe le parti è ormai solo apparenza ("love comes / love grows…" "have you made a fool of me / are you not Mr.Right?").
In realtà si fa presto a identificare in Tony Blair il soggetto cantante e indovinate un po’ in chi lo Stupido.
 
see you on the tv, call you every day
fly across the ocean just to let you get your way
no one understand me where I’m coming from
why would I be with someone who’s obviously su dumb…

…before we ever met I thought like everybody did
you were just a moron, a billion-dollar kid

Musicalmente, comunque, avrei sperato in qualcosa di più riuscito e anthemic per trascinare l’album.

Della ballad pianistica in crescendo e un po’ stucchevole Casanova In Hell, la traccia successiva, esiste una versione (contenuta in Concrete, l’album live uscito lo scorso novembre e registrato con la BBC Concert Orchestra) in cui alle Lead Vocals c’è Rufus Wainwright; in effetti la canzone sembra scritta apposta per lui, come stile.
[Update: e infatti, come mi segnala il
noto groupie rufesco Antonio, Tennant sta co-producendo il nuovo album di Wainwright in uscita a maggio]

In Twentieth Century Tennant intona un testo vagamente impegnato (after one hundred years of inhumanity / the lesson that I learned was this / sometimes the solution / is worse than the problem) su una spensierata e tranquilla base electro mid-tempo.

Indefinite Leave To Remain è una dolcissima dichiarazione d’amore ("dammi il permesso illimitato di restare", con un gioco di parole sul militaresco "congedo illimitato"). Da lucciconi.
[la suddetta pagina di wikipedia suggerisce un sottotesto di tutt’altro genere].

Il disco finisce poi con la più inquietante (per il testo di nuovo politicheggiante, che stavolta se la prende con il controllo delle masse) Integral, un altro chiassoso pezzo da club in classico stile PSB (ma inferiore a Sodom).

Insomma, le canzoni per ballare ci sono e sono come sempre una garanzia, mentre nei lenti il duo inglese con l’età è diventato più continuo.
Anche a chi non è appassionato consiglio di sc*ricare e ascoltarsi almeno le tracce 2-3-4-5-7-11.

Per chi ha ancor più fretta, questi i tre video ufficiali (così mi dite anche come sono, che io mica me li posso vedere tutti):
I’m With Stupid
Minimal
Numb

– – –

Fundamentalism

L’edizione doppia di cui sono in possesso, forse ormai difficilmente reperibile, si avvale poi di un artwork bellissimo: cartonato esterno con copertina davanti e tracklist dei due dischi dietro; elegante jewel box completamente nero lucente; booklet patinatissimo e con tutti i testi (vabbè, quello suppongo ci sia anche nell’edizione scempia).
E che c’è in questo secondo cd di remix, intitolato "Fundamentalism"?
Innanzitutto 5 remix di canzoni dell’album stesso. TSAGS è presente in due versioni, Sodom (Trentemøller Remix), più lunga e tirata, e Gomorrah (Dettinger Remix), decisamente più "ambient" e con la parte vocale in primo piano (e che contiene pure il bridge!). Entrambe dignitose, ma a mio gusto nessuna delle due ha comunque il potenziale da pista dell’originale, se quello era lo scopo.
Psychological (Alter Ego Remix) allunga il brodo di una canzone di per sè già non esaltante per 7 minuti. Le sonorità elettroniche comunque sembrano interessanti (magari per i cultori del genere).
I’m With Stupid (Melnyk Heavy Petting Mix) (complimenti per il nome scelto per il remix!) è una curiosa versione alternativa, che si ascolta volentieri.
Minimal (Lobe Remix) è un’apprezzabile versione un po’ più house di un pezzo che già nasceva soprattutto per far ballare.

E poi altre 3 canzoni.
C’è Flamboyant (Michael Mayer Kompakt Mix), una nuova versione di uno dei due inediti dalla raccoltona definitiva Pop Art (preferisco l’originale).
Fugitive (Richard X Extended Mix), che apre il disco, è quello che annuncia il titolo: più che un remix, l’extended mix (con la lunga intro, i classici intermezzi, ecc.) di una canzone
(carina, tra l’altro) che ignoro se fosse già stata pubblicata in altre versioni.

Infine, il duetto con Elton John In Private (Stuart Crichton Club Mix).
Questa canzone fu
originariamente incisa da Dusty Springfield, scritta e prodotta dai PSB stessi.
Per descrivere l’atmosfera di questa versione (che ha una base house-melodica bella pompata), immaginatevi la discoteca di Queer As Folk strapiena, con sul palco i Pet Shop Boys ed Elton John a cantare mentre Ru Paul, Jack McFarland e le drag di Priscilla improvvisano coreografie. La sobrietà al potere, insomma.

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4 Responses to «You’ve got to love to learn to live»

  1. FrancescoV says:

    Bellissimo blog…Complimenti…^__^

    Francesco.

  2. utente anonimo says:

    Giusto per rimanere sempre in costante disaccordo con te, il mio brano preferito di quel disco (che non ho amato molto) è proprio il primo. Poi le versioni di Sodom&Gomorrah e di Casanova messe sul live sono superiori. E Numb la trovo intollerabile.

    Gnè, gnè, gnè.

    A.30mo

  3. Disorder79 says:

    Francesco: thanx :)

    Antonio: è perchè ti cala la soglia dell’attenzione nell’ascolto degli album (gnè a te! ;-P)
    …no, scherzi a parte, non è che Psychological non abbia il suo perchè, anzi. Mi sono già pentito di aver scritto che è il pezzo più trascurabile. Diciamo che non prende mai troppo; però neanche annoia dopo tanti ascolti (il rischio che corre invece Numb, che ha una melodia e un testo entrambi troppo “facili”, che restano in testa subito ma…).
    Neanche io “amo” questo disco, intendiamoci: però mi piacciono i PSB e queste canzoni si ascoltano volentieri.
    Il pezzo forse peggiore è Casanova In Hell, che come avevo già scritto è molto più da Rufinho (ma quella notizia che Tennant è al lavoro sul suo album è sicura? verrebbe fuori una frociata melò da far tremar le vene ai polsi :D )

    PS. e intanto è uscito pure il singolo She’s Madonna di Robbie Williams, sempre coi PSB dietro (Robbie davanti e dietro tutti quanti)
    …insomma, Neil rulez :)

  4. utente anonimo says:

    Et voilà.
    http://www.nme.com/news/rufus-wainwright/25446

    Produttore esecutivo, per la precisione.
    A.30mo

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