Picture yourself in a boat on a river

E’ stato un po’ come per Marie Antoniette.
Ero andato a vedere l’ultimo della Coppola, sicuro che mi sarebbe piaciuto, e così era stato.
Sono andato a vedere l’ultimo di Gondry sicuro che mi sarebbe piaciuto, e così è stato. Che spettatore noioso (e facile da accontentare) che sono. 

…come chi è Gondry? Ho sentito bene?
Innanzitutto Michel Gondry è colui che ha girato Eternal Sunshine Of The Spotless Mind (criminalmente tradotto Se Mi Lasci Ti Cancello, come tutti sanno), forse il miglior film dell’ultimo lustro e senz’altro uno di quelli che mi ha più emozionato/scaldato/devastato. Nonchè, prima di allora, l’autore di decine di videoclip (qui un elenco) di un livello medio strepitoso. Il francese è senz’altro tra i migliori in assoluto (e più continui) nel genere, se la batte con Corbijn e pochi altri.

Questi sotto, per dire, sono quelli che a me son rimasti più stampati nella mente. E credo non solo a me.

The White Stripes – The Hardest Button To Button (più fantasioso il video del brano)
Björk Bachelorette (l’angoscia e il melodramma fatti clip: praticamente Dancer In The Dark ante litteram, ma in pillola e senza le menate tecniche di Von Trier)
The Chemical Brothers – Star Guitar (splendido ed evocativo il paesaggio in loop visto dal treno)
Björk Jóga (a proposito di paesaggi: senza parole)
Daft Punk – Around The World (il balletto colorato e nonsense è stata un’idea pluri-plagiata negli anni a venire)
Björk Human Behavior (gente, scendete in strada, è arrivata l’arrotina!)
The Chemical Brothers – Let Forever Be (caleidoscopico)
Radiohead – Knives Out (caleidoscopico pure questo ma più cupo, come è d’uopo per Yorke e soci)
Bjork – Army Of Me (il primissimo video di Bj
örk che vidi, un approccio assai inquietante)
Sinéad O’Connor – Fire On Babylon (altra clip e canzone da magone)
Foo Fighters – Everlong (video sensazionale che sdrammatizza un pezzo fin troppo adrenalinico, grazie anche all’istrionismo di Dave Grohl)
Queens Of The Stone Age – No One Knows (la vendetta dell’alce impazzito).

[per vederli, cercare sul solito YouTube, ce la potete fare da soli]

Tutta questa introduzione adorante perchè in realtà su L’Arte Del Sogno (anche qui, partendo dal titolo originale La science des rêves, gli adattatori italiani non hanno risparmiato lo sforzo creativo, per fortuna stavolta con risultati non ridicoli) non c’è molto da dire. Il film è un enorme videoclip, in realtà: chi apprezza lo stile di Gondry, non potrà che gradire lo spettacolo visivo, che inanella una trovata geniale dopo l’altra.

Per quanto riguarda la storia, niente di trascendentale.
Stavolta non c’è il bravissimo Charlie Kaufman a sceneggiare. Gondry fa tutto da solo e fa le cose semplici: trasporta tutte le sue fantasie e la sua personalità su un protagonista giovane, creativo e (troppo) sognatore (interpretato da un Gael García Bernal di una bellezza abbagliante); lo fa innamorare della dirimpettaia di pianerottolo giovane, creativa e (un po’ meno) sognatrice (Charlotte Gainsbourg, qui la perfetta ragazza parigina da stereotipo); e poi trascina tutto fino alla fine del film un po’ così, tra sogno, realtà ancora sogno.

gondry_sleep Lo so, detto così sembra un film un po’ alla Amelì (tra l’altro, io Amelìe neanche l’ho mai visto….ma lo considero il prototipo di un certo genere di film fastidiosamente ameni e sdolcinati: così, per un puro pregiudizio che mi ha sempre fatto fatica sottoporre a verifica guardandolo).
Invece L’Arte Del Sogno si abbandona alla fantasia senza diventare onirico; è romantico senza scadere nello zuccheroso; è ironico e autoironico quanto serve. Ed è un film di un regista francese senza essere un film francese.

Non è un film fatto per piacere a tutti, forse.
Piacerà a quelli che vivono la propria vita sempre un po’ con la testa fra le nuvole e che non riescono mai a concentrarsi su un solo argomento alla volta.
Piacerà a quelli che please don’t spoil my day, I’m miles away and after all I’m only sleeping.
Piacerà a quelli che per immaginarsi una barca su un fiume, alberi di plastilina e cieli di marmellata quando ascoltano certe canzoni non hanno bisogno di assumere alcuna droga.
Piacerà a quelli che vi riconosceranno gli schemi strampalati dei loro sogni abituali.
Piacerà, infine, a quelli a cui basta ammirare per un’ora e mezzo quella meraviglia della natura che è il piccolo Gael (a cui si perdona qualunque look, qualunque cappellino e qualunque stranezza del personaggio che interpreta).

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12 Responses to Picture yourself in a boat on a river

  1. lo trovo anche io di una bellezza da indurre il silenzio, una bocca da prenderci la residenza.
    stee

  2. Ari says:

    anche io l’ho visto. è molto dolce e naif, come film.
    (gael sarà anche alto come il mio gatto, ma ha una presenza scenica devastante).

  3. Franfiorini says:

    Ho un amore così sperticato per Gondry da avergli dedicato una puntata in radio. Come dire, concordo su tutto :)

  4. Disorder79 says:

    Vedo che l’ormone impazza, com’era ovvio :D

    E per l’altezza chi se ne frega, tanto è una celestiale creatura per noi mortali ahimè destinata a rimanere solo virtuale (anche se era venuto a Pitti poche settimane fa per il party di Lapo, mannaggia a ‘sti vip)

    (Fran e Ari, adesso fate “flic & floc”, visto che avete commentato contemporanemanete)

  5. Mi fai pentire di non essere venuto venerdì con te. Mi rifarò con l’homevideo. Per quanto riguarda gli scenari onirici di Gondry nulla da dire (anche a me ha fatto venire il magone Eternal Sunshine of the Spotless Mind), ma se avessero messo in scena i miei avrebbero sicuramente risparmiato molto sui costumi di scena….. di Gael!

  6. kAy979 says:

    io non sono d’accordo sull’affermazione “è un film di un regista francese senza essere un film francese”. C’è molto del popolo più romantico del mondo, in questo film.
    per il resto, condivido anche le virgole.

    ah, vediti amelie, è un ordine! :p

  7. e le manone di everlong dei foo fighters tornano :)

    boss

  8. Disorder79 says:

    IllegallyBlonde: su, un po’ di contegno :) (ovviamente sottoscrivo)

    Kay: io mica li trovo romantici i francesi (non più di qualsiasi altro popolo; se parliamo di Parigi, è diverso). Sarà che la lingua non mi affascina, anzi.
    Su Amelìe, cercherò di essere diligente almeno al prossimo passaggio tv.
    Parlando di “film francese” e non ricomprendendoci LADS, intendevo che, pur essendo un film dal respiro europeo, rimane comunque anche abbastanza pop, e non ha quella pesantezza e lentezza spesso propria di tanti “maestri” dell’essai.

    boss …è vero! :) Ma anche tanti sfondi di cartapesta animati li avevamo già ammirati nei video…

  9. uomo, c’è una splendida canzone dei foo il cui video è la cronaca visiva del disfacimento alcolico di dave e dell’attore di school of rock.
    tu che tutto sai ti ricordi il titolo?
    stee

  10. Disorder79 says:

    Me lo ricordo quel video, fantastico!
    La canzone dovrebbe essere Low, da One By One (cerca conferme sul solito tubo).

  11. ti stimo tantissimo.
    voglio vedere quel video adesso (e voglio scassarmi di alcol anche…oggi è una giornata di aberrazione e tristezza).
    grazie,xxx
    stee

  12. gael è adorabilissimo… il film l’ho visto ieri sera… delizioso, si.

    ConsorzioManzetti.

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