La mala educación

Vorrei condividere la fresca e sobria playlist sparata per strada a volumi criminali come allegra colonna sonora di un carnevale per bambini, presso il quale ho avuto il piacere di trascorrere qualche ora della mia domenica pomeriggio.
 
zio paperonepoldoChe poi,  il casereccio ma onesto intrattenimento visivo, coi carri e l’animazione, era anche gradevole (e il divertimento di tutti quei piccoli mocciosi mi ha fatto quasi tenerezza, AIUTO!…per citare i redivivi Righeira, sto forse diventando grande anche se non mi va?)…
 
 

balena 
…Però, signori miei, come li tiriamo su musicalmente questi figlioli? Assordandoli con:

Aqua – Doctor Jones
Claudio CecchettoGioca Jouer
Bob Sinclar – Rock This Party (Everybody Dance Now)
Two Man SoundDisco Samba (…poteva forse mancare?)
Il can-can.

Un nastrone con solo queste 5 qui, e al massimo un altro paio di brani di pari raffinatezza di cui non mi sovviene il titolo (e no, non c’erano i Cartoons). Ripetute senza sosta per TUTTO il pomeriggio.

Ah, a un certo punto qualcuno si deve essere infiltrato in consolle ed è partita Jump di Madonna. Ma è stata rimossa dopo 20 secondi. Troppo avanti?

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7 Responses to La mala educación

  1. Binzi says:

    Pam Pam di Cecilia Gayle avrebbe dato quel tocco non plus ultra… Pam pam

  2. Disorder79 says:

    Eh sì. Una delle canzoni di cui non conoscevo il titolo aveva un ritornello che faceva “tanto pe’cantaaaa….tanto pe’sonaaaar”, in una versione tamarro/latineggiante stile disco-samba. Una cosa trashissima che non sentivo dall’infanzia, credo (dubbio atroce: ma non è che è il finale dello stesso discosamba?).

  3. peppé peppepeppé peppé peppepeppé peppé……

  4. Kekule says:

    Questi bimbi, iniziamoli invece al gggiovane rito “primodisco-indie/secondodisco-ripetizione/terzodisco-mainstream” acui tanto bene siamo avvezzi.
    Senza stancarsi mai. Senza capire mai. Mangiando mercato in continuazione, ma negandolo per gustarlo meglio.

  5. Disorder79 says:

    Kekule: no, insegniamo subito loro che indie e mainstream non esistono più da mo’ :)

    Chiarisco comunque che, scherzi a parte, non era poi così fuoriluogo quella musica tamarra ad un carnevale (nessuno tocchi il Disco Samba!). Però magari abbassare leggermente il volume e portare la playlist ad almeno 20 canzoni diverse avrebbe giovato….

  6. Kekule says:

    …che indie e mainstream non esistono più da mo’…
    No magari quelli insegnamolo prima ai blogger bolognesi studenti in scienza del brodino, che vedo che ancora ci si marcia, senza imparare mai dalla reiterazione (in fondo fa comodo).
    I mitici treppassi. E immercato è cattifo. E bellushgoni pure!

  7. Disorder79 says:

    “studenti in scienza del brodino”
    …sei davvero perfido :D

    Comunque, se proprio di tre passi dobbiamo parlare, secondo me attualmente sono
    – Primo demo/primi Ep: indie
    – Primo album: meno indie, mantiene le promesse con meno freschezza ma maggiore maturità
    – Secondo album: mainstream e fa già cagare

    (il terzo album ormai non viene proprio più recensito)

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