«Piazze piene, urne vuote»

[E ora sono davvero incazzato]

Tralasciamo per un attimo la ricerca del colpevole. I due senatori comunisti duri e puri? L’influenza che ha messo k.o. Scalfaro? L’imprudenza e arroganza politica del solito D’Alema (già al secondo governo Prodi abbattuto, complimenti)? Il complotto Vaticano-USA-Confindustria a mezzo dei due senatori a vita voltagabbana?
Chi se ne frega. Sarebbe potuto capitare anche prima, con questa maggioraza al Senato.
Andiamo direttamente a parlare della prima, unica vittima sicura (prima ancora di sapere come si risolverà la crisi).

Ho fatto bene ad aspettare i giorni del voto in Parlamento per parlare più a fondo dei Di.Co nel dettaglio. Mi sono risparmiato un po’ di fatica.
Ovviamente infatti nei "dodici punti non negoziabili" imposti da Prodi all’Unione e su cui si cercherà di imbarcare qualche centrista per un eventuale "Prodi 3"
(tutti punti tratti dal programma) non rientra la normativa per le coppie di fatto, che diventa "materia parlamentare". Una pietra tombale sul ddl Bindi-Pollastrini.

Ora, siamo realisti: dal punto di vista concreto non cambia molto. Al Senato, i di.co non avevano i numeri per passare prima come ddl sostenuto dal governo e non ce l’avranno adesso che dall’iniziativa governativa sono svincolati.

Dal punto di vista politico però il messaggio è chiaro: fra le priorità dell’Unione ci sono, in ordine sparso: il risanamento dei conti pubblici, la Tav, il mantenimento degli impegni presi con l’ONU e la NATO, le liberalizzazioni, la riforma pensionistica, il Mezzogggiorno (con tante g per riempirsi la bocca, mi raccomando), i rigassificatori e le fonti rinnovabili.
I froci, a mare.

I diritti civili (sparito anche ogni accenno al testamento biologico) non sono tra le priorità sottoscritte dai partiti del centrosinistra (a proposito, l’unico provvedimento preso in materia in questa legislatura potrebbe restare il ddl Mastella sulle discriminazioni. Ve lo ricordate? …peccato che non sia ancora legge e ora può finire a puttane anch’esso, se i De Gregorio e i Lombardo di turno non lo gradiranno).
Bene, a questo punto il centro-sinistra, e il voto, non saranno più una mia priorità.

Per i diritti glbt è finito il tempo della lotta politica parlamentare. In Parlamento non c’è spazio per questi temi, e nemmeno nei partiti.

Che fare? Quali scenari sono possibili? Quali le forme di lotta che restano, per quelli che (ancora) non emigrano in un paese più civile?

1. La piazza, SUBITO.

Per cominciare:
Roma, sabato 10 marzo, Piazza Farnese, ore 15.
Nel sito, la piattaforma e le prime info per arrivare in gruppo. Sperando che quanto successo rinvigorisca la manifestazione, nonostante l’allontanarsi delle possibilità di approvazione di una legge.

Personalmente ho sempre meno voglia di lamentarmi su un blog e sempre più di scendere in piazza, di gridare la mia rabbia, di picchettare tutti i palazzi romani di quel potere che discrimina apertamente una minoranza di propri cittadini (a cui poi però chiede voti). Basta.
Ah, ho anche voglia di mandare affanculo chi tra "noi" non la pensa così, quindi se qualcuno volesse manifestare il suo diverso punto di vista è avvertito.
Cominciare ad organizzarsi. Non è possibile che tutti i gay italiani riempiano i cinema nel primo weekend di programmazione del FroCinePanettone di Ozpetec e queste manifestazioni vadano sempre deserte perché c’è di meglio a cui pensare.

E per gli eterosessuali, se ne esiste qualcuno che ha qualcosa in contrario rispetto a quest’apartheid del XXI secolo sarebbero anch’essi benvenuti (al di là del fatto che le unioni civili siano per tutti: per i gay sono l’unica tutela, e già di serie C, ricordiamolo).

2. L’astensione di massa.

E’ acclarato da tempo, non è possibile che tutti i cittadini non eterosessuali facciano lobby facendo convergere i voti su un singolo partito. Non è possibile perchè – giustamente – su tutti gli altri temi dell’agenda politica ognuno ha le sue idee (e anche sulle stesse richieste per i gay le strategie sono differenti).
Quello che ritengo possibile e necessario é, nelle prossime occasioni elettorali, abbandonare a se stesso il centrosinistra dei Fassino, dei Bertinotti, dei Rutelli (e anche dei Veltroni, non mi aspetto di meglio da "giovani" come lui).
Abbandonarli sia come singoli cittadini, sia come associazioni.
Basta con le loro promesse, i loro equilibrismi, le loro bugie.

Dice: ma se vincesse la destra grazie al nostro mancato appoggio? A parte che la destra alle prossime elezioni e anche alle successive stravincerà comunque, perchè i delusi dall’unione sono in tanti. A parte questo, la mia risposta varia dal "chi se ne frega" al "ne sarei fiero". Muoiano (di berlusconismo) i froci con tutti i prodiani.

3. Basta con gli specchietti per le allodole.

Per quanto riguarda gli eletti in "quota rainbow" nei partiti del centrosinistra (i vari Luxuria, De Simone, Silvestri, Grillini), non mi sentirei certo di chiedere, in caso di proseguimento di *questa* legislatura, lo loro dimissioni o l’abbandono della maggioranza – cosa che rappresenterebbe il tradimento dell’intero elettorato dell’Unione che li ha votati alle scorse elezioni.

Ma per il futuro il discorso è diverso. Fanculo il politicamente corretto, le ospitate a Porta a Porta, le commistioni coi partiti. Voglio rappresentanti gay di lotta e non di governo (anzi di opposizione, vista la prossima certa vittoria della destra): non avrò più alcun rispetto per chi proseguirà in questo collateralismo con i partiti che non porta alcun frutto diverso dalla visibilità mediatica personale. Sui partiti si faccia pressione solo da fuori d’ora in poi, visti i patetici risultati ottenuti da dentro.

4. Disobbedienza civile.

– Outing di massa dei politici gay velati di qualunque schieramento che non sostengano le nostre battaglie (quindi, di tutti).
– Sonore contestazioni ai comizi di capi e capetti del centrosinistra (soprattuto dei partiti più ipocriti, ovvero i laici a parole Ds, Rc, PdCi, Verdi, ecc…).
– Obiezione di coscienza (organizzata e ove possibile) nei propri impieghi e professioni, alla maniera dei fondamentalisti cattolici.
– Obiezione fiscale di massa. Pari tasse solo per pari diritti.
– Ricorsi nelle sedi giudiziarie interne ma soprattutto internazionali contro le discriminazioni e le plurime disparità di trattamento nella legislazione italiana.
Critical mass in piazza San Pietro e davanti ai luoghi dove formalmente risiede il potere legislativo e di governo.
Anyone else?

(Mi riservo di modificare/ampliare questo post, e per il momento si passa ad altro: ma a questo si continua a pensare)

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19 Responses to «Piazze piene, urne vuote»

  1. Abboriggeno says:

    La vedo un po’ dura la tua battaglia.
    In ogni caso secondo me il primo da colpire -ben prima dei tanti politici succubi della Chiesa- è Camillo Ruini. Un mancato politico.
    Il concordato non si toccherà mai, ma sono contento che socialisti e radicali (che non sopporto) se non altro abbiano tirato fuori l’argomento.

    Ah, postilla: se col ddl mastella ti riferivi a quello che condanna penalmente chi nega la shoa io sono abbastanza contrario. Condannare per un pensiero o una parola che si esprime, per quando grave o disgustosa, è un passo pericoloso.
    Devo forse citarti Voltaire?…

  2. Disorder79 says:

    Contro i mulini a vento, direi. Ma non ci si può arrendere prima di aver fatto tutto il casino possibile.

    No, gli obiettivi primi della contestazione devono essere il Concordato, Napolitano e i leader di stato e del centrosinistra che Ruini lo ascoltano senza zitirlo.

    Con l’accenno al ddl Mastella (la questione dei limiti alla libertà di pensiero nei casi limite del razzismo è in effetti molto complessa) mi riferivo a una norma in esso contenuta – di cui parlavo nel post linkato – che includeva finalmente anche la discriminazione per orientamento sessuale o identità di genere tra quelle che aggravano certi reati comuni (solo l’Italia mancava ancora di una protezione del genere).
    I cosiddetti “hate crimes”: se picchi qualcuno con la motivazione che è ebreo/straniero/nero, hai l’aggravante. Se picchi un gay, una lesbica o un transessuale perchè tali, l’aggravante non c’è.

  3. Boia.
    Tutto questo per la minestrina Di.Co? Dio bono.
    Ma non si sapeva prima che le priorità di questo governo erano i padroni, e tutto ciò che ne segue (finanziarie, infrastrutture, liberalizzazioni, riformina delle pensioni e riformina del lavoro – come a dire “hai visto, anche noi ci sta a cuore che lo prendiate nel culo!” -, guerre e ammazzamenti travisate da operazioni di “pìs chiping”)?
    Mi meraviglio di te. Ti facevo MENO ‘gnorante.
    g

    PS: ma no, vladimir luxuria no. Da quando è stato/a eletto/a ha ragionato di:
    a) cessi per transgender;
    b) lùc della santanchè;
    c) una volta a allmusic ha detto “sinistra”;
    d) complimenti ricevuti perchè ha gambe più belle delle vere donne.
    Non poco, direi.
    (E’ più o meno il programma politico che mi aspettavo da uno/a che fino a pochi anni fa faceva i “cammei” in “tutti giù per terra”, nella parte indovina un po’ di che …).
    Disorderino mio, i tempi so’grami.

  4. utente anonimo says:

    l’avevo pensato anch’io che i gay dovrebbero attuare una massiccia obiezione fiscale. secondo me ne hanno il sacrosanto diritto

    yoshi

  5. kAy979 says:

    le persone come te dovrebbero fare solo una cosa, se ci tengono davvero a fare il possibile perchè questo mondo cambi: entrare in politica. finchè tutto sarà delegato ad incapaci, non ci possiamo nemmeno lamentare :(

  6. io sono etero…però nonostante questo mio terribile difetto ti appoggio in pieno! E come me ce ne sono a pacchi, ti assicuro! Anch’io sono indignata per la storia dei DICO, anch’io sono delusa, per la duecentesima volta da questi cazzoni della sinistra odierna che da una parte non sanno fare opposizione e che dall’altra non sono capaci di governare, perchè troppo impegnati a baciare le braghe di chiunque. Quando sarà il momento di votare nuovamente sarò in seria difficoltà, non perchè sia tentata di votare a destra, che piuttosto mi taglio la mano, ma perchè questa sinistra mi fa altrettanto vomitare. Ci sarà pure qualcuno in Italia che abbia i coglioni di portare avanti due idee chiare!? Se si…ti prego fatti avanti!
    Per quanto riguarda Ruini e la Chiesa…bè…meglio che non mi pronunci perchè altrimenti rischierei di essere incenerita qui sulla sedia!
    Silvia.

  7. senhal says:

    Secondo me la chiesa è sopravvalutata. Non perché io la difenda (ho lo spumante pronto x quando un certo individuo già avanti con gli anni ci lascerà…) ma perché c’è gente laica e atea (parlo x esperienza diretta) che considera i gay macchiette di cui ridere indipendentemente da quello che la chiesa dice. Quello che è successo qui non è responsabilità di joseppina (che pure ha le sue colpe così come la divisa della gioventù hitleriana nell’armadio) ma della solita Italia. Un paese di pecoroni incivili, come insegna la storia. Sarebbe serio cambiare il programma così? Come ho detto nel mio post, questo sarebbe rispetto dell’elettorato? E (giusto x dirne uno) quel frocione di pecoraro scanio che sembra sempre + simile al neonato etero renato zero? A cosa serve? A difendere i gay e impedire la tav, che giusto ieri ha giodicato opera ecologica buona e giusta? L’Italia è questa. E qui, mi dispiace dirlo, ma non si farà mai nulla.
    La chiesa può essere l’alibi e avere le sue enormi colpe ma le palle quando mancano mancano. E non è certo ruini che le ha tagliate.

  8. Disorder79 says:

    g.: tutto questo non per gli osceni Di.Co (che comunque é purtroppo un traguardo aver solo presentato sfidando il veto vaticano), ma per la PARITA’, il MATRIMONIO, il RISPETTO non di facciata nei nostri confronti – che un trattamento paritario da parte della legge produrrebbe nella gran parte della popolazione.
    A me non sembra una minestrina.

    ….su Luxuria se abbastanza preparato, ma ti sei dimenticato
    e) l’ultima polemica con Mara “costituzionalmente sterili” Carfagna, in cui le ha rinfacciato l’eventuale coinvolgimento nella soap-opera di Arcore…
    E inoltre i cammeo “sempre nella stessa parte” li ha fatti in miriadi di film: l’ultimo è Mater Natura, ad esempio. E ricordo anche un ter-ri-bi-le “Come tu mi vuoi”, o qualcosa del genere, in cui rubava il fidanzato Vincent Cassel a un’ancora grezza Bellucci (!).

    Yoshi: però andrebbe organizzata.

    Kay: e invece io sono buono solo a lamentarmi e -magari- a suggerire, insieme con altri. Per la politica proprio non sono portato caratterialmente e culturalmente (purtroppo o per fortuna?).

    Silvia: poi in realtà io, nonostante questo post sfogo, decido davvero se e chi votare solo all’ultimo, quindi non è il caso di prendere già posizioni definitive, non si sa quando si rivoterà (e con che sistema, oltretutto). Però le cose gravi (così come le parole) non me le scordo di certo, e queste pesano come non mai.

  9. senhal says:

    mi hai saltata… :(

    ;)

  10. Disorder79 says:

    senhal: no, infatti, non è solo il Vaticano, che sfrutta un’ignoranza che c’è già.
    Quella di chi ad esempio commenta il film di Ozpetec non dicendo che è bello oppure una cagata dal punto di vista cinematografico, ma con un “no i froci che si baciano non me li fate vedere”. Questa è circa mezza Italia: e nell’altra mezza solo una piccola parte è disposta ad aprire bocca per zittire questi cretini.

  11. Disorder79 says:

    (Letta dopo! Ah, e concordo su Alfonso Pecoraro Zero – magari tra qualche anno entra nella Margherita pure lui, come l’ex “pupillo” di Pannella)

  12. Questo mi pare il post più incazzato che mi sia capitato di leggere riguardo alla faccenda dei DicoDicevoDirò. Aggiungo anche che ne condivido totalmente lo spirito. Quando cerco di spiegare tutta questa storia qui a Londra la gente non mi capisce. Per fortuna loro, si intende.

  13. Carissimo, approvo e sottoscrivo. Ci sono tutta una serie di iniziative di lotta che si potranno prendere da qui in avanti ma quello che non si può più fare è delegare ad altri la difesa dei NOSTRI diritti. PS: sono d’accordo sull’inutilità dei froci politici attuali, cmq in “Come mi vuoi” non è luxuria a fare il travestito, ma il bel più succoso Enrico Lo Verso…^_^

  14. AnelliDiFumo says:

    L’obiezione fiscale. E’ l’unica cosa che i gay potrebbero fare in massa.

  15. utente anonimo says:

    Saturno Contro…visto ieri sera…amato subito!!! Andate a vederlo se non l’avete fatto…ti riconciglia con l’anima!!!

    Silvia

  16. Disorder79 says:

    Heraclitus: eh,ci credo che noncapiscono. Almeno, stando là, dopo puoi cambiare argomento e non pensarci per un po’…

    Kafka: ecco, vedi cosa succede ad andare a memoria? In effetti sì, era il ben più femminile e in parte Lo Verso. Luxuria c’era pure lui, ma in una particina.

    Anelli: e perchè non parte nessuna campagna da parte delle associazioni? Certo, finchè sono legate a doppio filo coi partiti in Parlamento la cosa esporrebbe le une e gli altri a critiche anche maggiori.

    Silvia: visto! piaciucchiato, senza esagerare.

  17. utente anonimo says:

    Senhal ha centrato in pieno il bersaglio, non è possibile aspettarsi cambiamenti radicali dai politici attuali perché rappresentano benissimo l’Italia attuale.

    In Spagna hanno fatto i matrimoni gay perché avevano il sostegno della maggioranza della popolazione, non perché Zapatero e soci si sono imposti a mo’ di dittatorelli socialisti come vorrebbe far credere certa destra filovaticana nostrana.

    L’Italia non è la Spagna. E’ un Paese vecchio, stantio, arretrato, ignorante, conformista, bigotto e ipocrita e senza etica. Vige la ‘morale’ cattolica del si fa ma non si dice anche per chi cattolico non è. Anche i preti vanno a puttane e travestiti e poi in chiesa predicano i valori della famiglia tradizionale. Quelli di destra vanno a puttane e travestiti poi votano Mastella. Il Vaticano perdona i mafiosi e gli assassini ma chi si incula pacificamente no, giammai. Si da’ spazio sui giornali a gente ridicola come Sgarbi che in qualsiasi altro Paese europeo manco al bar di paese riuscirebbe ad uscire incolume dopo aver aperto la bocca per sproloqui così banalmente rozzi e incivili, invece da noi passa per intellettuale.

    Certo la relazione tra massa e politici non è una strada a senso unico, e idealmente spetta anche alla ‘classe dirigente’ orientare ed educare una popolazione ma il potere in Italia è troppo una questione di clan e accattarsi voti resta l’unico principio. Togliamo privilegi inutili e costosi ai politici, tagliamogli gli stipendi, eliminiamo le lussuose pensioni a vita che si beccano anche le vallette che si presentano in parlamento due volte in due anni, privatizziamo la rai (dopo l’urgente intervento per “salvare sanremo!” dovrebbe essere chiarissimo che è puro masochismo continuare a sostenere una rete pubblica già completamente dominata da pubblicità e sponsor e criteri commerciali di bassissimo livello), smezziamo i dipendenti pubblici, insomma sfrondiamo via tutti i canali di raccomandazione e appiovramento, magari così qualche piccolo effetto di risanamento… purtroppo tutto questo è ancora più utopia che non i pari diritti ai gay.

    E l’obiezione fiscale di massa? ahah, in un Paese civile dove le tasse si pagassero regolarmente magari farebbe anche differenza…

  18. Disorder79 says:

    Ahimè, anonimo, purtroppo le tue considerazioni sono quelle che faccio anch’io nei momenti di pessimismo (quasi sempre). Se ne esce?

  19. utente anonimo says:

    credo che l’astensionismo sia l’unica maniera x mettere un pò di paura. Ma Ho una splendida idea! Visto che Alle prox elezioni il governo non vincerà,E che un pò di voti in meno potrebbero non significare niente, Che ne dite di prendere tutti i nostri certificati elettorali e di mandarli a napolitano? Solo così possiamo far tremare un pò le poltrone ancora calde! J

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