Però si è visto anche Marc Almond a torso nudo su Raidue

E’ andata in onda fino a poco fa una controversa puntata di Anno Zero.
Michele Santoro, a cui in realtà della causa gay non gliene può fregar di meno, annusa la polemica nell’aria e come servizio portante della puntata sull’omosessualità non trova di meglio che riciclare addirittura un lunghissimo servizio  sul World Pride del 2000, mandato in onda in più spezzoni subito dopo una breve e toccante intervista con un ottimo Antonio D’Amico (il "vedovo" Versace: che lezione di classe e di umanità che ha dato a certi altri stilistucoli provocatori).

2000 > 2007: roba fresca, insomma (tra gli inviati di Santoro al Pride c’era ancora la Botteri!).
D’altra parte gli ascolti e il clima da rissa erano il primo obiettivo dell’Ossigenato, quindi perché non indugiare in apertura per quasi mezzora su drag queen e gente nuda in giro per Roma (inquadrato anche Sgarbi che discetta tra le trans. Sì, lo stesso Sgarbi delle battute omofobe di qualche giorno fa).

Santoro giustifica la sua scelta argomentando che anche il colore e il divertimento del mondo gay devono essere accettati. Discorso giusto in teoria, lui non mi convince però della sua sincerità.
Temo che soprattutto a causa del tono disgustoso e per forza di cose datato del servizio e delle voci fuori campo (siamo dalle parti di Lucignolo, come linguaggio) moltissimi abbiano cambiato canale e si siano così persi altri momenti invece interessanti della trasmissione, come:

– la lettera aperta di Marco Travaglio ad Andreotti in risposta alle sue recenti dichiarazioni (niente di nuovo per chi legge blog e quotidiani. Travaglio ha ricordato la sentenza definitiva di prescrizione in relazione ai reati di associazione mafiosa commessi da Andreotti, ha snocciolato dati sulla pedofilia nella Chiesa e ha letto passi di Dante, per mostrare la contraddittorietà delle uscite del Gobbo sulla Divina Commedia e sui cinemini); [UPDATE: Tom segnala che potete vedere il pezzo qui]

– il confronto di un imbarazzante Mastella con Matteo, giovane militante gay di cui ammiro il sangue freddo di fronte alle arroganti sparate del primo sulla "famiglia naturale";

Mastella che, ormai messo nell’angolo anche da Santoro e senza più argomentazioni, si alza e se ne va mentre Vauro lo apostrofa come "Madre Mastella di Calcutta";

Santoro che fa un assolo strappa applauso in reazione alla fuga di Mastella (qualcosa come "non ne possiamo più dell’arroganza dei politici"), fastidiosamente demagogico in sè ma che in quel momento ci stava troppo bene;

– soprattutto, l’intervento di una lesbica francese, madre insieme alla sua compagna grazie alla fecondazione assistita svolta in un ospedale pubblico belga, che ha parlato di omogenitorialità in modo assai lucido, responsabile e illuminante su come il resto dell’Europa sia anni luce avanti a noi (nonostante l’italiano non spedito, se l’uomo di Ceppaloni non se ne fosse già andato lei lo avrebbe probabilmente annichilito con una sola frase).

Insomma, luci e ombre, come spesso capita con Santoro.
Il coraggio di affrontare argomenti poco trattati in prima serata e soprattutto di ribattere alle risposte preconfezionate degli ospiti (la famosa "seconda domanda"), ma anche la demagogia e lo sberleffo, alla ricerca della rissa con l’ospite.
La lodevole iniziativa di dare voce a settori della società a cui non viene dato mai spazio sulla tv pubblica, ma anche il forte sospetto che il primo obiettivo del conduttore sia ottenere gli strali del centrodestra sui giornali del giorno dopo.

E soprattutto, quasi nessun accenno alla manifestazione di sabato (minuti e minuti di immagini del Pride, quando quello di sabato sarà invece un comizio/sit-in).
Agli ascolti della nuova serie di Anno Zero tutto questo ha fatto sicuramente bene; alle fortune dell’appuntamento di sabato e soprattutto del dibattito sulla legge per le unioni civili, non so.

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5 Responses to Però si è visto anche Marc Almond a torso nudo su Raidue

  1. ok, lo dico subito: non sono daccordo :)
    santoro è discutibile quanto vuoi, questo lo ammetto, ed è fazioso e di parte ma una cosa è certa non lascia nulla di non detto, ed a Madre Mastella di Calcutta ne ha dette più di una giustamente…
    parliamoci chiaro, il discorso della “famiglia naturale” non se lo beve più nessuno perche sappiamo tutti che non è la famiglia ad esser naturale bensì l’istnto di avere un partner,, chiunque sia, mentre la famiglia è una costruzione degli uomini e pertanto soggetta a mutamenti ed errori di valutazione… ci vorrebbero invece piu spesso lezioni di stile come quella di ieri a Mastella & Co., che imparino ad ascoltare ed in silezio quando qualcun altro sta esprimendo un concetto, soprattutto se diverso dal proprio.
    In merito alle immagini del Pride, se è vero che ha mostrato trans e baracconate, ha anche mostrato tanti froci comuni, normali, standard… quelli che si alzano al mattino e – come tutti – in giacca e cravatta vanno a lavorare. E’ vero, concordo in pieno che i/le trans devono esserci e devono esser rispettate, il problema del video però non è imputabile a loro…
    Per sabato c’è stato qualche accenno, forse poteva dire di più, forse potevano approfittarne gli ospiti (leggi Matteo Pegoraro e la francese napoletanizzata), ma è grande la scelta del forum col quale si poò interagire in diretta….

    Io do un bel 10 e lode alla trasmissione di ieri.

    ;)
    FM

  2. megbr says:

    si tutto vero però… nella foga dell’attenzione sui contenuti hai tralasciato il fatto che Santoro NON è più ossigenato…
    nova tempora currunt??
    :-)

  3. Disorder79 says:

    Fireman: hai ragione, anche io ho apprezzato tutto il resto della trasmissione (gli darei almeno 8, se non proprio 10). Però quell’inizio proprio non l’ho digerito. Siamo nel 2007, capperi. Non puoi tornare al 2000. Capisco che da allora in Italia non ci sono state manifestazioni gay con quell’enorme affluenza (ma perché é stato ignorato il Torino Pride dell’anno scorso, ad esempio?), ma mi sembra che si sia voluto troppo evidenziare l’aspetto di provocazione, soprattutto quella nei confronti della Chiesa (sebbene siano state mostrate tutte le componenti del Pride, anche quelle “standard”). Tutto questo alla vigilia di una manifestazione che più che far sfilare carri vuole proporre la richiesta di diritti concreti.
    Senza per questo polemizzare con la presenza di trans e drag: quello che non mi è piaciuto sono stati il montaggio e il commento al servizio, che riflettevano un linguaggio davvero antiquato e pruriginoso (aggiungerei: antiquato già nel 2000, quando immagino quelle immagini fossero già state mandate in onda).

    megbr: non ci ho proprio fatto caso! Ero troppo coinvolto/sconvolto dai contenuti, sì :)

  4. AnelliDiFumo says:

    Io non mi capacito proprio di tutto questo astio nei confronti di una trasmissione che ha semplicemente fatto la storia della tv. Non era MAI successo prima, in Italia, che all’omofobo di turno (mastella) venisse contrapposto non un deputato della Margherita leggermente meno omofobo oppure il sempreterno Grillini, bensì un rappresentante della comunità GLBT. Non rendersi conto dell’importanza politica di questo è essere miopi.

    In quanto al reportage iniziale: di certo troppo lungo, ma occorre non cadere nell’errore di rinnegare che il movimento e la cultura GLBT SONO ANCHE QUESTO. Non c’era niente di antico nelle parole d’ordine del WGP del 2000, semplicemente perché i nostri nemici principali sono ancora lì, in Vaticano, e dettano legge + di quanto riuscissero a fare nel 2000.

    Il servizio poteva saltare le scene di sesso in discoteca, che hanno fatto storcere il naso a tutti coloro che non sono finocchi, su questo sono d’accordo, ma i punti a favore di questa trasmissione sono milioni.

  5. Disorder79 says:

    Ma appunto, Anelli, é proprio il montaggio e commento del servizio iniziale quello su cui ho puntato il dito (più che essere astioso, diciamo che gli ho fatto le pulci: stimo Santoro ma per me non è un Santino…) e che ha distolto l’attenzione dal resto della trasmissione, che é stato come dici te rivoluzionario (per il giornalismo italiano) oltre che interessantissimo.
    Nessuna critica al fondamentale (sotto TUTTI gli aspetti) Pride del 2000.
    Ah, ti rubo pure il link alla trasmissione di venerdì (sperando sia intera, non posso controllare):

    http://www.rai.it/mpmediapopup/0,,RaiDue-Annozero%5E20153,0.html

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