La polemica a margine

E sì, cari lor signori – gay e non – che continuate a sostenere il carattere controproducente del Pride: a San Paolo c’erano fior di drag queen e c’erano pure quelli vestiti da papi & vescovi (orrore!).
Ma c’erano anche altri 3 milioni (TRE MILIONI) di persone: evidentemente cittadini "glbt" e non solo.
 
Nei paesi dove i Pride hanno milioni di partecipanti (tra cui almeno tutti i paesi occidentali che hanno una popolazione pari o superiore a quella italiana), le foto che finiscono sui giornali ritraggono prima di tutto le distese sterminate di persone, non la gente nuda e sculettante.

In quei paesi si dà poi il caso che i politici di ogni schieramento rispettino di più gay-lesbiche-trans, sia con le loro dichiarazioni che nei fatti, con le leggi che propongono.

Invece in Italia l’avete vinta voi, che restate sempre orgogliosamente a casa lasciando sfilare/manifestare poche migliaia di persone. Ed ecco quindi Buttiglione e la Binetti, Fassino e la Bindi, i Lelemora in tv e proposte come i Di.Co in Parlamento (neanche approvate, peraltro).

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21 Responses to La polemica a margine

  1. yoshi. says:

    quando il pride è stato a padova c’ero, eccheccazzo, mica puoi parlarmi così a me eh! :)

  2. Disorder79 says:

    Non eri tra quelli a cui mi riferivo: diciamo che nel finale mi riferivo sopratuttto ai ghei-l-b-eccetera di tutta Italia,che dovrebbero avere almeno il dubbio se andare..mentre per quanto riguarda gli etero equi e solidali, potrebbero venire in massa almeno quelli romani, che mica sono pochi (del resto, dei famosi 3 milioni della manifestazione nella metropoli paulista, meno di mezzo milione erano persone venute da fuori: evidentemente la popolazione cittadina ha aderito in massa alla festa, al di là dei gusti sessuali)

  3. Il Pride fa paura perchè fa percepire agli omofobi un senso di compattezza e un’unione di intenti nella comunità GLBT.
    Uniti si vince, vale in tutti i campi e gli omofobi esorcizzano le loro paure disprezzando e minimizzando.

  4. utente anonimo says:

    Se fosse possibile vorrei dissentire dalla visione del Pride “libera tutti”… inizio con il dire che nn ho nulla contro il gay pride e i dubbi circa l’opportunità di parteciparvi, da parte mia sono sempre stati nutriti, detto questo però nn credo che la gara sui numeri possa essere la soluzione dei problemi della comunità gay anche perchè su questo terreno siamo perdenti, la capacità di mobilitazione del nostro maggior nemico (C.E.I.) è notevolmente superiore quindi forse la strada è la necessità di diventare lobby di potere riuniti in un unica associazione (Arcigay), che con milioni di tessere e locali associati faccia sentire il suo peso nei palazzi della politica…
    Questa è la strada che l’arcigay aveva intrapreso anni fà per poi abbandonarla scegliendo nei Ds il loro unico interlocutore (secondo me sbagliando) una vera lobby vede l’amico solo in colui che di volta in volta consente di raggiungere il proprio scopo e nn rischia di essere scaricata dagli amici diessini…
    Quindi, capisco la rabbia di disorder79 ed evito di chiedergli a quanti gay pride abbia partecipato ( sarebbe un colpo basso ed una domanda logica dopo aver letto il suo post, ma conoscendo la risposta sarebbe scorretto da parte mia) ti invito invece a fare la tessera dell’ Arcigay per entrare con me nei locali ma anche per consentire all’associazione di essere interlocutore di “PESO” con milioni di tesserati e centinaia di locali con partita iva collegate… dopo possiamo andare tutti al gay pride ed essere in anche tre milioni, ma per i mass media sarà sempre una carnevalata e continueranno a mostrare solo trans ed eccessi… Santoro compreso…
    Sono stato lungo e forse confusionario ma spero di aver insinuato dubbi in chi talvolta coltiva certezza…
    Ciao a disorder dal suo “polemico” amico -miky

  5. wittyboy says:

    Continuiamo a parlarci addosso, tutti, su quanto sia carnevalesco il pride e quanto questo possa essere controproducente.
    A parte il fatto che questa è la faccia che mostrano i media, a parte che in effetti in moltissimi lo vivono con un grande party, perchè quelli che desiderano un pride diverso non cominciano a sporcarsi le mani partecipando e manifestando a modo loro?

  6. utente anonimo says:

    D’accordo con Wittyboy, e, vorrei sottolineare che *solo in Italia* si fanno vedere carnevalate, trans e culi.
    In Brasile ci vivo (senza mannaggia potere partecipare al pride, São Paulo è a 3 ore di volo da qui!) e in nessun TG ho visto (solo) trans e culi, ma una quantità enorme di gente comune, ho visto patrocinii importanti (anche politici) e sponsor di peso (Petrobras, compagnia petrolifera nazionale, ad esempio).
    Invece su “Repubblica” online l’occhiello recitava una cosa tipo “anche qualche provocazione: un sosia di Ratzinger col suo ragazo travestito da vescovo”.
    Che piccoli che siamo, in Italia. Che pena…

    Fab.

  7. utente anonimo says:

    Non ho mai detto di volere un pride diverso.. il pride è una festa ed è giusto rappresenti tutte le facce del mondo gay, lesbo trans ecc.
    miky

  8. utente anonimo says:

    Risposto.
    A.30mo

  9. Disorder79 says:

    halkor: il post comunque non era rivolto in primo luogo agli omofobi, bensì a chi nel “mondo gay” o tra i suoi simpatizzanti lo ritiene inutile e controproducente (che i clericals e gli omofobi utilizzino invece questo argomento retorico per screditare la manifestazione è inevitabile e al confronto mi dà quasi meno fastidio).

    miky: certo che è possibile, la polemica è benvenuta…il post era partito con questa intenzione dichiarata del resto :)
    Vado per punti:

    – sulla gara dei numeri: non importa se al Pride vanno (in ipotesi fantascientifica) 2 milioni di persone e poi le associazioni di invasati e i parroci in risposta ne portano in scioltezza 4. I numeri vanno pesati; inoltre il valore degli ipotetici 2 milioni resterebbe inalterato. E le due manifestazioni resterebbero una pro, l’altra contro.

    – il Pride non è la panacea: però nel post facevo la pura constatazione che nei paesi dove in pochi nel “movimento” (e dintorni) si fanno i problemi sul fatto che sia carnevalata o no, nei paesi dove la partecipazione è massiccia e ormai il Pride non è più un problema di ordine pubblico o una fonte di polemiche ma solo un appuntamento annuale di massa come un altro (come potrebbe essere il nostro concerto del primo maggio), ecco in quei paesi CASUALMENTE sui diritti civili si sono fatti progressi (anche con l’iniziativa legislativa e di lobby, certo). Nel nostro NO, e così nei paesi dove il Pride è proibito od ostacolato. Che si possa ottenere qualcosa senza utilizzare anche lo strumento (simbolico) del Pride, va ancora provato: sarà l’Italia a farlo? Dubito.

    – non ho problemi a dire di non essere mai stato a un Pride, e che purtroppo anche quest’anno mi sarà molto difficile, nonostante stavolta proprio non vorrei mancare. Anche io evito comunque di fare ineleganti elenchi di tutte le persone che conosco, che frequentano tranquillamente locali, che sono serene e più o meno dichiarate nel loro orientamento, e che almeno da quando li conosco io al Pride non sono mai andati nè hanno espresso la mezza intenzione di andarci. Non posso dire che *anche* questo non abbia influito sul mio non esserci mai andato: doversi ogni volta sbattere per provare a organizzarsi DA SOLI per andare a un appuntamento che oltre che rivendicazione è anche un momento di festa collettiva (a cui andare insieme agli amici di sempre), con tutte le persone che si conoscono che potrebbero essere in teoria interessate, è piuttosto frustrante.

    – tu giustamente non ti limiti a esprimere dubbi sullo strumento Pride (che però ripeto anche secondo me da solo è inutile), ma parli di lobby. D’accordo sulla strategia sbagliata seguita da Arcigay finora. Per quanto riguarda il futuro sto osservando, in attesa di vedere a quali forme di lotte porterà questa svolta (tutti i vertici usciti dai Ds), nei fatti. Bene comunque l’indipendenza dai partiti che sembra essere nelle intenzioni dei dirigenti AG per il futuro.

    – c’è da dire che comunque i milioni (o quasi) di tessere di Arcigay, che ne farebbero la prima ed enorme associazione rappresentativa della “categoria”, sono per certi versi carta straccia: questo a causa dell’ambiguità di fondo per cui il 90% di queste tessere sono sottoscritte da persone che non sono mai andate a una riunione (e quasi mai a una iniziativa magari), ma la utilizzano solo per andare nelle discoteche e locali-commerciali-più-o meno-scopatoio collegati al circuito unocard in tutta Italia. Quando AG dimostrerà di sapere mobilitare TUTTI i possessori di tessere che ad essa si collegano (non necessariamente in manifestazioni, ma in scioperi, iniziative di protesta civile, ecc), potrà essere un interlocutore credibile e “di peso”. Finora i politici si sono limitati a tenerla buona con due paroline (quelli che non la insultano o delegittimano).
    Mi piacerebbe che si facesse più chiarezza, sul discorso delle tessere. E comunque non mi interessano granché i locali (peraltro quasi inesistenti in Toscana) dove si accede solo con la tessera (vedo più probabile che la faccia in futuro per scelta politica, piuttosto).

  10. Disorder79 says:

    Witty: appunto, il Pride ha una doppia natura, di festa e di manifestazione di visibilità/rivendicazione. Io sono più interessato alla seconda ad esempio, ma non vedo il problema della coesistenza delle due nature (che comunque sono collegate) e della presenza di tutte le facce del mondo queer.

    Fab: ecco, grazie per la testimonianza diretta su quello che è apparso sui media brasiliani.

    A.30mo: ora leggo con calma.
    Intanto ripeto, dal punto di vista politico un Pride non fa raggiungere direttamente un bel niente: MA contribuisce a cambiare un po’ il clima. Quello del 2000 (il più partecipato in Itaia finora) lo dimostra (anche se poi c’è stata l’inevitabile controffensiva, e il movimento nel frattempo aveva buttato tutto alle ortiche)

  11. utente anonimo says:

    Ciao Pipo! Commento doveroso, dopo che mi è stato segnalato questo post da tu-sai-chi (meglio evitare troppi riferimenti alla vita reale che poi la prossima volta che ci becchiamo mi fai due palle così sennò :P)

    Allora, diciamo che apparte la banalità con cui hai sapientemente generalizzato una situazione densa di prolematiche socioculturali (e questa non me l’aspettavo! Di solito i tuoi post son decisamente profondi e ben articolati) ho comunque compreso il “succo” di quello che volevi dire.
    Una polemica, una critica potenzialmente costruttiva rivolta ad un certo target di persone.

    Colgo il tuo intento, e sinceramente lo sottoscrivo al 101% :)

    Tuttavia Pipo sei l’ultima persona su questa terra che può permettersi commenti di questo tipo, visto che fino a poco tempo fa i tuoi ancora non sapevano niente di te (e ancora non lo saprebbero se non l’avessero scoperto per puro caso) e visto che di tutte le manifestazioni avvenute in italia e non sei stato presente solo ad una, all’ultima, oltretutto dopo aver più meno pesantemente infamato le manifestazioni degli anni passati (molti anni passati in verità, evidentemente il tuo “cambiamento” è stato graduale e non repentino).
    Non sei mai stato un acerbo osteggiatore di queste manifestazioni, ma le tue perfide battutine velenose arrivavano comunque in grande quantità.

    Oltretutto dopo aver criticato pesantemente me e chi-sai-tu per non aver partecipato all’ultima manifestazione (altri impegni) quando io sono stato attivo nella scena GLBT fin da quando avevo 19 anni? Ti ricordo che ho partecipato a molteplici manifestazioni, conferenze, discussioni di formazione nelle scuole (della mia città!!!), corsi di formazione prevalentemente al cassero di Bologna (nella mitica vecchia sede) e sono pure stato per svariati anni vicepresidente dell’arcigay della mia città.

    E ***TU*** vieni a fare la ramanzina? Andiamo Pipo :D Apprezzo l’intento, e son ben contento che finalmente tu ti sia “aperto” a questa realtà e che cominci a viverla in modo diverso, e a sentirti finalmente coinvolto dall’enfasi di questa corrente che ti trascina e ti anima di ottimismo e di voglia di cambiare il mondo e gli altri, come tuo amico sono onestamente e sinceramente molto contento di tutto questo!

    Però, lasciami dire, la prossima volta adotta una posizione un po’ meno radicale, perchè una di questo tipo penso ancora tu non te la possa permettere.

    Con tanto amore e tanto smalto fuxia, non mi firmo perchè tanto sai chi sono, con quel nome (che non sopporti!) ti chiamo solo io :P

  12. Disorder79 says:

    Aiutooo! Gli amici della VitaReale mi okkupano il blog! :D

    E’ bellissimo come esordisci con un “meglio evitare troppi riferimenti alla vita reale che poi la prossima volta che ci becchiamo mi fai due palle così sennò :P” e poi nel commento spargi dettagli della vita privata di entrambi a volontà, pensavo che alla fine avresti pure trascritto i rispettivi codici fiscali… :DDD

    Nel merito,
    1) a parte che “profondo e articolato” a chi?, questo piccolo post era nato come una nota al post precedente (che poi ho preferito spostare in un post a parte), senza alcuna pretesa di esame sociologico. In ogni caso è niente di più che una critica-sfogo (sui blog si può fare, sai, mica è giornalismo) contro la teoria/stereotipo “Gay Pride inutile e forse dannoso” (Pride in particolare, non altre manifestazioni o iniziative).
    Una semplice constatazione che dove i Pride sono partecipati, la battaglia per i diritti civili va più o meno avanti, mentre negli altri paesi resta ferma o fa passi indietro (e attenzione, può anche darsi che il Pride poco partecipato sia solo un sintomo/effetto di una situazione generale dello stato dell’opinione pubblica sul tema, e non la causa)

    2) Come vedi ho scritto molto di più nei commenti, rispondendo ad interventi di altri. Potevo farlo nel post e renderlo più chiaro? Sì. Ma evidentemente quando l’ho scritto ero di fretta/non avevo voglia :)

    3) Anche se le mie riflessioni sul Pride si ricollegano *anche* a conversazioni più o meno recenti con amici o conoscenti, non colpevolizzo gli amici perchè capita sempre che non ho con chi (pensare di) andare al Pride; nè volevo attaccare o riferirmi cripticamente a qualcuno in particolare. E poi se qui i Pride non raccolgono la stessa partecipazione che in altri paesi (in rapporto alla sua popolazione) mica in tutta Italia saranno solo i miei amici che non ci vanno! Se ho da dire qualcosa o da esprimere un mio giudizio critico a qualcuno di loro, tra l’altro, non lo faccio certo sul blog, ma in privato. Insomma, mi spiace che qualcuno si sia sentito tirato in ballo.
    Io ho espresso un’opinione su quello che sarebbe utile secondo me per la “causa”, non mi sembra di aver scritto “voialtri siete tutti degli stronzi, non come me che al Pride ci vado ogni anno e sono uno coerente”. Ho parlato delle mie conoscenze personali solo in risposta a un commento che alludeva alla mia mancata partecipazione in passato, se ci fai caso (in ogni caso ho scritto “e che almeno da quando li conosco io al Pride non sono mai andati nè hanno espresso la mezza intenzione di andarci”…questo per risponderti su di te).

    4) sull’essere meno radicale, mi sembra che in giro per blog (ma lo so che tu ne leggi pochi, a parte BeppeGrillo, ahahaha) si leggano cose anche ben più aggressive. A volte la sintesi del mezzo porta a effetto un po’ forti, i commenti servono eventualmente a chiarire.

    Le crisi di coscienza su quanto sono coerente nella mia realtà rispetto alle idee che comunico sul blog ce le ho, come dovrebbero averle forse tutti quelli che scrivono in pubblico, ma restano mie. Siccome da questa paginetta non ci guadagno soldi nè popolarità nè consenso elettorale (ma solo il piacere di sfogarsi e condividere pensieri, in questo caso), concedimelo.

  13. utente anonimo says:

    Sempre io :D L’anonimo sequestri.
    Si in effetti forse c’ho messo troppi riferimenti a rileggere, e dire che pensavo di essere stato generico *_*
    Mi spiace ;_;

    Cooomunque:

    1) & 2) Si lo so che non sei un sociologo (perchè io si scusa?) però oggi ero più acido del solito (sai com’è… forse chi-sai-tu ti ha raccontato del *beep* che mi sto facendo in ‘sti giorni nel tenere quella conferenza) e volevo sparare un po’ di veleno su di te! Sai come siamo noi vipere :DD
    E poi scusa, vuoi mettere quanto fa figo e alternativo dire frasi del tipo “eh… come generalizzi… come sei superficiale… è una questione complessa” così posso andare a nanna sentendomi un intellettuale, sicuro della mia saggezza e profondità nonchè integrità spirituale e morale xD

    3) si lo so che non c’erano riferimenti personali, ma non ho saputo resistere alla tentazione di sputare veleno! xD
    E cmq non è vero che non hai fatto le partaccie a nessuno :P a me e a chi-sai-tu c’hai fatto due cojoni così l’anno scorso :P beh oddio nemmeno poi tanto, però effettivamente all’epoca faceva un po’ ridere che quelle “prediche” venissero da te xD Anche se ripeto, nel lungo termine sono invece contentissimo che stai vivendo quest’esperienza, o che cmq stai vivendo queste cose in questo modo :) Non so, sarà un po’ di malinconia che mi ricorda i miei tempi e quindi rivedo un po’ di me in te, sarà che sono contento come amico che finalmente “condividi” questa cosa che ho vissuto anche io, sarà un po’ tutto insieme non so, ma nel complesso sono decisamente contento :)

    4) Seeee e daje, era una sparata acida :P Si hai fatto un po’ il predicatore, ma in confronto a quello che si legge in giro in mezzo a branche di checche isteriche ed egocentriche (nulla contro le checche eh, non prendete alla lettera, nota scritta per gli amici di Disorder perchè so già che lui non mi fraintende e capisce quello che volevo dire :P) che sentenziano a destra e manca.

    Io come sai ho la mia idea di queste manifestazioni (che non sono assolutamente negative, anzi…) che è bene che ci siano, anche se resta l’amaro in bocca nel vedere come la “policitizzazione” dei gruppi di rappresentanza, abbia portato ad inevitabili contrasti “fra parti” e il tutto alla fine va a ledere nella corsa verso i nostri diritti, e nell’organizzazione di queste manifestazioni.
    Ma poteva essere altrimenti?

    La gente (io stesso fino a qualche tempo fa) si lamenta di come il popolo GLBT non riesca ad essere “unito” e al non combattere nella stessa direzione, tutti insieme (almeno il 10% della popolazione mondiale, ci pensi se tutti insieme facessero un’azione combinata? :)).
    Il problema è che… la realtà è diversa.

    Spontaneamente viene quasi da pensare che siccome siamo omosessuali, anzi… visto che parliamo di GLBT il discorso è ancora più ampio, visto che NON siamo eterosessuali, dovremmo essere tutti uniti.
    Davvero?
    Nel mondo reale “etero” la gente fatica ad andare nella stessa direzione anche fra persone incredibilmente simili, e noi? Quando la nostra similitudine, quello che ci mette nello stesso “insieme logico” è semplicemente che “non siamo eterossessuali”? Insomma… mi sembra una condizione un bel po’ ampia per dire che possiamo sentirci “sulla stessa barca”.

    Generazioni, ceti sociali, idee personali, religioni, approcci, repressione sociale e mentale… 2 miliardi di variabili che ci rendono un “popolo” indiscutibilmente eterogeneo (alla faccia dell’omo!).
    E’ impossibile unire gente così…

    E se poi aggiungi anche la variabile della “politica” con tutti i vantaggi e gli Svantaggi (notare la capital letter) che la cosa comporta, il tutto diventa ancora più complicato…

    Vabbè stiamo andando OT. Tanti baci rossettati e saluti smaltati a Pipo! (tsè! altro che Disorder! Cambia il tuo nick in Pipo97! xD)

  14. utente anonimo says:

    Cacchio, qualcuno che noi ben conosciamo ha sfogato un bel po’ della sua “logorraggine” sul tuo blog :)))) Devo smetterla di segnalargli i tuoi post :P
    Comunque, visto che non c’è mai fine al peggio, dico la mia anch’io.
    Per quanto riguarda il rapporto affluenza ai pride-conquiste sociali è difficile, come anche tu accennavi, stabilire quale sia la causa e quale l’effetto. Personalmente sono stato soltanto al pride del 2000 e nonostante l’iniziale emozione per la bella giornata trascorsa fu una grossa delusione per me vedere nei giorni successivi come stampa e tv smontavano l’evento riportandone immagini che non rispecchiavano decisamente lo spirito e l’aria che io avevo percepito. Con ciò non è che sono diventato contrario ai pride, diciamo solamente che non mi sono più sentito particolarmente motivato ad andarci, visto che nonostante i tanti pride che sono passati mi trovo ancora a dover spiegare nella vita di tutti i giorni che significa e quali implicazioni ha per me essere gay alle persone con cui ho a che fare e che non è poi così strano che io abbia una relazione sentimentale che dura da più di tre anni (la maggior parte delle persone eterosessuali che conosco sono rimaste sistematicamente stupite da ciò e mi fatto i complimenti come se avessi vinto l’oscar -_-‘ . E non è che io frequenti abitualmente focolarini). Detto ciò trovo che, sì fare numero possa esser anche utile, ma è nella vita di tutti i giorni, con le persone con cui uno ha a che fare che la battaglia si fa più ardua e difficile, ma forse può dare risultati più concreti. Per quanto riguarda il creare una lobby….mah sarebbe una buona cosa, ma davvero sarà la Uno Card acquistata in sauna a fare lobby? C’è una qualche possibilità di creare una reale COMUNITA’ gay aldilà dei pride e delle lobby, capace, oltre che di lottare, di creare una rete sociale di sostegno per quelle persone che condividono lo stesso stigma sociale, ma hanno avuto meno risorse per affrontarlo nella vita, e che si adoperi in interventi concreti mettendo d’accordo tutti (gay di sinistra, gay cattolici, gay di destra, gay daltonici….).Si, lo so vivo nel mondo dei sogni e non sono un realista, ma la speranza è l’ultima a morire.

    Illegally Blonde & la mafia della VitaReale di Disorder

  15. utente anonimo says:

    Guarda guarda chi c’è! Mr. chi-sai-tu! Ciao idjino :**

    Non sono d’accordo su quello che dici dei media e del pride del 2000. Anche per me quello è stato il primo, avevo… quanto? 18 anni? 22? Boh, qualcosa del genere. Per me fu… bellissimo, a mostrarmi spavaldo, tranquillo, reggendo gli striscioni ma tremando di timore dentro. Fu davvero bellissimo vedere le vecchiette con i bambini per la strada, che ridevano invece di fare gli schifati. E poi tanti bei culi all’aria! e dire che all’epoca ne avevo visti davvero poooochi! Dal vivo nessuno mi sa.
    Mi ricordo con particolare piacere una coppia di simpatiche lesbichette anziane di San Francisco, che stavano insieme da oltre 50 anni, e lo stesso per una coppia australiana di Sidney, che stavano insieme da quando avevano 19/20 anni. Con il romanticone che ero all’epoca vi potete immaginare… mi sciolsi in un brodo di giuggiole! Poi la realtà è un po’ diversa ma chi se ne frega, fu bellissimo :)

    Ricordo con piacere che mentre tutte le TV mostravano sempre le solite cose, ci fu un canale rai (rai2? rai3?) che organizzò uno speciale dettagliatissimo in 3 serate, con tanti spezzoni in diretta, e fu criticatissimo infatti. Per me resero decisamente onore al pride.

    Roma era un turbinio di omosessualità in quei giorni, per me fu davvero bellissimo, ricordo con gioia infinita quei giorni :)))
    Ai due pride successivi non andò tanto bene ma insomma vabbè, non si può aver tutto (uno a milano, e un altro in una città del nord ma non ricordo assolutamente quale… trento? Trieste? Bolzano? Boh ma che ne so, andammo col pulman lol, non ricordo, anche perchè era organizzato da due circoli, uno dei quali non era affiliato arcigay ma azione gay & lesbica)

    Concordo invece idjino mio quando dici della Lobby e di tutto il resto, sarebbe decisamente positivo, ma ormai penso non sia più possibile percorrere quella strada, troppo tardi.

    E mettere d’accordo tutti i gay, come dicevo prima, sarebbe la cosa migliore, ma è anche impossibile ahimè :)
    Che bello quando tiri fuori queste romanticherie da sognatore idealista, tu che fai sempre il freddo e cinico :P
    hihihihi

    P.S.
    Mi manchi tanto, abbasso il lavoro :(((

    P.P.S.
    Dai dai spalmiamo il blog di Pipo con qualche altra romanticheria così fà la faccina rossa e dice che gli facciamo venire il diabete xDDD

  16. utente anonimo says:

    Si….ora non è che puoi sputtanare i soprannomi di tutti così caro commentatore numero 15 (penso che dopo la figura di merda non commenterò mai più questo blog :P). Scusa per tutti e due Pip… ops! Volevo dire Disorder. Ti abbiamo decisamente invaso il blog, mancano solo i tarallucci e il vino!!
    IllegallyBlonde

    PS: giovedì e venerdì ci sono due seratine a gratisse a cui non puoi dire di no (almeno non a tutte e due!!)

  17. utente anonimo says:

    Hey! Posso partecipare anch’io e sputtanare come in realtà chiamiamo nelle serate Or.. ops, volevo dire Disorder? ;)
    A.30mo

  18. Disorder79 says:

    Qualcuno fermi questo scempio!!! :D

    Commenti diventati ingestibili: amici che trolleggiano (I.B., tienilo lontano d’ora in poi ahah!), carrambate in diretta a tarda sera con scambio di puccipucci (disgusting!), soprannomi vari miei e altrui…in mezzo a tutta ‘sta chat però anche delle riflessioni valide e dei bei ricordi personali (a proposito, dopo Milano credo venne Padova). E’ anche bello così ogni tanto, perdonatemi però se non raccolgo tutti gli spunti.

    [Avvertenza per i lettori occasionali:
    No, le persone che frequentao non sono pazze nella realtà.
    Sì, me le scelgo generalmente logorroiche come me
    ]

  19. utente anonimo says:

    Dopo segnalazione di un amico comune, borghese annoiato, torno a leggere i commenti a questo post… pensavo di essere stato un pò cattivo ma leggendo i commenti successivi il mio intervento è il più tranquillo, un vero dissenso moderato. Invece hai scatenato tempesta che oltre a spettinarti per bene a trascinato in rete un nomignolo molto divertente… la prox volta che ci vediamo mi spieghi l’ origine del nomignolo “pipo” la mia dolce metà oggi per errore lo ha trasformato in “spippo” spero fosse solo un lapsus e nn un’ intuizione geniale… comunque sei circondato di amici che ti vogliono bene… forse anche troppo… domenica voglio il resoconto del tuo sabato al Pride e nn scopare troppo. miky

  20. utente anonimo says:

    ops scusate per qualche errore ma commentare da cellulare è un tantino più difficile.
    miky

  21. Disorder79 says:

    Più che errori, il finale del tuo commento mostra come lo scrivere da cellulare valorizzi il tuo “francese” ;)
    …ma state tutti quanti lì a lurkare i miei post e commenti, pure quegli altri due disgraziati che non hanno scritto? BASTA! Get a life, o fatevi un vostro blog ;-P

    ..per quel soprannome (del resto uno dei tanti che provano a darmi gli amici, approfittando della mia pazienza da Giobbe), magari quando incontrerai il creativo prova a chiederglielo. Io l’ho fatto e non ho avuto alcuna spiegazione: si diverte così,che ci vuoi fare.

    Infine, sul Pride: nel commento #9 avevo già scritto (ma capisco si sia perso nel mare di frasi) “non ho problemi a dire di non essere mai stato a un Pride, e che purtroppo anche quest’anno mi sarà molto difficile“. Non so se riuscirò a organizzarmi in extremis, ma la vedo dura :( (se ne parla in privato, semmai).

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