Mancava solo lei!

In realtà ho aspettato oggi per scrivere il post precedente solo perchè aspettavo l’ispirazione che mi avrebbe portato questo giorno fausto: oggi 18 giugno infatti compie gli anni Raffaella Carrà!
Se si fosse presentata sul palco del Pride, credo che il delirio sarebbe stato totale.

Facciamo tutti gli auguri virtuali alla Raffa nazionale!

…e per festeggiare l’icona gay italiana (e spagnola, e non solo) per eccellenza, invece del solito recente tributo di Tiziano Ferro, consiglio a grandi e piccini di recuperare la vecchia sigla televisiva di cui sotto, uno dei suoi super-classici.

Notare, verso la fine, su quale monumento la Nostra si sdraia mentre pronuncia la frase topica "e se ti lascia lo sai che si fa / trovi un altro più bello che problemi non ha"…in un video che andava probabilmente in onda in prima serata su Raiuno ogni settimana.
Proprio altri tempi.

Raffaella Carrà – Tanti Auguri

– – –

PS. e per terminare in bellezza con le frociate, segnalo la ricchissima selezione di mp3 a tema "Gay Pride" di Ugo. Selezione a cui – ehm – ha contribuito anche il qui presente tenutario.
Affrettatevi, prima che scadano i link!

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8 Responses to Mancava solo lei!

  1. federicoAS says:

    Gran video.
    Una volta c’era più apertura. Basta vedere Renato Zero che andava a Domenica In truccato e vestito con piume e paillettes. Bei tempi.
    Mi sarebbe piaciuto essere al Pride. Finalmente una manifestazione “per” e non “contro”. E soprattutto per qualcosa di molto molto importante.

  2. concordo pienamente…e poi che meraviglia di selezione musicale…un applauso speciale per smalltown boy dei bronski beat…
    sariti

  3. Ho visto il video senza audio dall’universita’ (esperienza surreale, Raffaella Carra’ senza audio tra una cinese che guarda il suo Facebook e una nordica che studia gender theory) e tenendo il conto della canzone un po’ appoggiandomi alla memoria dei Pride passati, un po’ guardando il labiale. Immagino tu ti riferisca al finalone su San Pietro – ma anche quella *vagamente allusiva* Mole Antonelliana ha i suoi perche’ e percome…

  4. Totentanz says:

    La selezione di mp3 mi capita come il cacio sui maccheroni, visto che mi è stata data l’incombenza di compilare una playlist che più frocia non si può.
    Non so proprio come ringraziarti.

  5. Disorder79 says:

    federico: sì, e oltre alla causa importante, devo dire che i tempi morti passavano in modo più allegro rispetto alle solite manifestazioni :)

    sariti: grazie! le scelte non sono tutte merito mio, però, e comunque la fatica di cercare ed uploadare tutto l’ha fatta Brugo. Io ho solo messo un po’ di memoria storica :D

    RdM: esatto, mi riferivo a San Pietro :)
    Peccato, di canzoni della Carrà al Pride ne ho sentite poche: dovrebbero mandarle a ciclo continuo :-D
    Il bello dei suoi testi è che sono TUTTI allusivi!

    Totentanz: vedi sopra, giro i ringraziamenti anche all’autore del post :)

  6. utente anonimo says:

    @Federico
    Non so, è facile cadere nel pericoloso vortice del “si stava meglio quando si stava peggio”.
    Era davvero meglio? Negli anni ’70 (poi soprattutto in italia dove le cose arrivano in ritardo) c’era ancora qualche rimasuglio delle rivoluzioni storiche di fine anni 60 dei figli dei fiori e dell’amore libero. Musicalmente parlando il personaggio androgino l’ha ideato Bowie, secondo me, Zero che lo facesse volontariamente o meno stava solo copiando la corrente iniziata da lui e da altri.
    Per quanto sia facilissimo, se visti con gli occhi di oggi, etichettare quelle cose come “finocchie” (e la cosa è ancora + facile, visto che i finocchi sono perennemente alla ricerca di “simboli” da etichettare come tali, anche una cosa che a volte è semplicemente “ambigua” viene definita finocchia), penso che inseriti nel giusto contesto socioculturaltemporale avessero un significato diverso, e in particolare totalmente a-sessuale, era piuttosto un’espressione di bizzarria e androginia, che non il feromone di Zero che cercava di sfuggire alla sua prigione materializzandosi in piume di struzzo o qualche tinta di cipria di troppo :)

    Ipse dixit! E un saluto al mio Pipo smacchete :*

  7. Disorder79 says:

    Zero negli anni 70 era un misto tra una copia di Bowie e la repressa che aspetta tutto l’anno il Carnevale per vestirsi liberamente da donna: però aveva in più una manciata di canzoni azzeccate ed effettivamente nuove per l’Italia dell’epoca.
    La sincerità e onestà intellettuale dell’artista la si è vista dopo, da come si è comportato una volta fatti i soldi e conquistato il pubblico generalista.

  8. utente anonimo says:

    dis, mio dolce dis!

    :)

    ugo

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