Non deglutirò questa amarissima aranciata

Visto che a questo giro salterò il turno con la discesa fiorentina di Elio & Le Storie Tese (domani sera alle Cascine: loro sono una sicurezza, però insomma, 12 euri per l’ennesimo live senza materiale nuovo…), ieri sera avevo pensato di rifarmi parzialmente andandomi a sentire un altro concerto, quello degli Amari: sicuramente meno interessante per i miei gusti ma se non altro gratuito – e di un gruppo che non avevo ancora mai visto dal vivo.

Sono arrivato solo qualche mese fa ad ascoltare le canzoni dell’apprezzato Grand Master Mogol, il più recente album degli Amari, con il consueto ritardo (è del 2005; pare tra l’altro che il suo successore non si farà attendere ancora per molto).
Devo ammettere che nonostante si tratti di un pop accessibile con radici e cantato (più o meno) rap – genere a me ben poco familiare e solitamente indigesto – non siamo affatto davanti agli Zeroassoluto indie.
Le basi così ballabili ed eighties, il gusto melodico delle composizioni e l’impeccabile produzione mi rendono anzi l’ascolto delle canzoni del gruppo friulano abbastanza gradevole. E in fondo pure i testi, a parte un certo giovanilismo insito nel genere e qualche posa baustellosa di troppo ogni tanto (come in Tremendamente Belli), non sono niente male e trascinano quanto serve (anche se non li ho mai ascoltati interamente con attenzione: il rap ha TROPPO testo da assimilare).

Dal vivo mi immaginavo che quelle canzoni fossero proposte in modo più energico ed "elettrico". E in effetti decisamente energico lo è stato, il set di ieri sera sul palco del Marea di Fucecchio: la cosa ha un po’ contrariato i soliti allergici alle chitarrone, ma a me non è dispiaciuta troppo.
Certo, in alcuni pezzi avrei preferito anch’io più ordine e meno schitarrate Finley-esque, ma in altri (specie nel finale) il melting pot sonoro degli Amari tra funk, elettronica, synth-pop, rap e citazioni varie faceva se non altro battere volentieri il piedino senza cadere nello scontato.

Poi, certo, ci sono alcune cose che ci si può permettere di fare e altre che invece no. Ad esempio, arricchire un brano con la base di Blue Monday dei New Order, si può; citare nella coda dello stesso pezzo anche Yeah di James Murphy, si può; riproporre in un medley il tormentone anni 90 From Disco To Disco, si può. E’ tutto divertente e funzionale all’atmosfera-party.

…invece distruggere Some Girls Are Bigger Than Others in quel modo, senza lasciare niente dell’originale degli Smiths, non si può. Punto. Sarò un integralista del cazzo, ma quel fare a pezzi il gioiellino marr-iano (il ritornello rappato! i loop! ommioddio!) creando coi suoi brandelli una canzone completamente diversa in stile Daft Punk, a me non è andato giù ed è parso privo di alcun senso. Sembra che nel repertorio live degli Amari questa cover sia un numero fisso: ma perchè non coverizzare qualche altro classico più vicino alle proprie atmosfere musicali? Vabbè, de gustibus.

Mettendo da parte l’incidente smithsiano, il mio giudizio finale è abbastanza benevolo, anche se non troppo entusiasta (ma l’ho detto all’inizio, il genere non è il mio). Probabilmente, per la generazione dei teenager di oggi cresciuti a pane e hip-hop, gli Amari potrebbero diventare i nuovi Subsonica. C’è la stessa intelligente contaminazione (già su disco) con le ultime tendenze musicali che ormai una decina di anni orsono portò attenzione sul gruppo di Casacci & soci; la stessa provenienza e lenta-ma-non-troppo emersione dalla scena indipendente; la stessa grinta nella resa dei pezzi dal vivo (almeno per chi apprezza la contaminazione della cassa col rock; mentre i puristi dell’elettronica probabilmente sono rimasti un po’ delusi per il troppo chiasso). Anche se probabilente quella di ieri non era una delle serate migliori del gruppo, che presentava tra l’altro uno dei due cantanti mezzo azzoppato.

Minore, rispetto ai primi Subsonica, è per ora il seguito di pubblico: sotto il palco medio-grande del Marea la gente non era troppa, nè particolarmente calorosa. Ma forse mi sbaglio io e il pubblico presente ha apprezzato, ma essendo molto indie non lo manifestava…

Vista la musica che "va" oggi, se col prossimo album indovineranno la giusta hit anche per gli Amari potrebbe arrivare il grande successo (le varie Conoscere Gente Sul Treno, Bolognina Revolution, La Prima Volta, Venere Non Ritorna, Love Management – tutte canzoni sentite anche ieri – sono sì carine e orecchiabili, ma nessuna mi fa personalmente sobbalzare).

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3 Responses to Non deglutirò questa amarissima aranciata

  1. utente anonimo says:

    I subsonica in autunno usciranno con il nuovo album: sei pronto a recensirli?
    Hanno già messo fuori il piano concerti sul sito: http://www.subsonica.it

    ciao silvia

  2. AnelliDiFumo says:

    Prendiamo sempre appunti, diligentemente.

  3. Disorder79 says:

    Silvia: mi sa che non sono troppo pronto, troppi dischi usciti ultimamente! Comunque mi incuriosice il loro ritorno: vedremo se la pausa gli ha fatto bene (e spero che sia finita l’epoca delle compilation della vecchia e nuova casa discografica che escono l’una dopo l’altra per speculare sul loro successo, a mo’ di Litfiba anni 90…)

    Anelli: però sul genere degli Amari io non sono il più indicato per dare consigli eh :) …ma del resto l’ho già detto nel post.

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