«I wanna run away, I wanna bring you too»

Avevo già visto dal vivo i Liars nel settembre 2006 (così mi dice la mia agendina virtuale: a me sembrava che fosse passato solo qualche mese), ma un bis a ingresso gratuito non mi dispiaceva. Così ieri ho accettato ben volentieri la proposta di una trasferta serale in quel di Castellina Marittima, località collinare sperduta nella Val di Cecina. Più a sud di Livorno, dietro Rosignano: ma in provincia di Pisa.

Il Castellina Festival "Amori Impossibili" (che si conclude stasera se non sbaglio) si svolge in un parco non immenso ma accogliente che sale su per la collina e che per l’occasione straripa di stand. Oltre all’atmosfera piacevole e casereccia da sagra "ignorante", è da sottolineare l’ingresso sempre gratuito, a fronte di un programma piuttosto interessante che quasi ovunque al giorno d’oggi comporterebbe un biglietto da pagare (il nome più grosso è appunto quello della band californiana e da qualche anno berlinese d’adozione). Per non parlare dei prezzi popolari delle bevute e della ristorazione. Meritano una menzione particolare lo stand dei panini "Gola Profonda" (con disegni e scritte oscene in bella vista e musica degli AC-DC a tutto volume che emana dall’interno, ove un gruppo di tipi poco rappresentabili presidia le griglie) e il nome del punto-birreria ("La Fatina Briaa").


I concerti si tengono all’interno di un piccolo semi-anfiteatro ottimale dal punto di vista acustico (la mia forma non strepitosa mi aveva fatto optare per un posto a sedere, ma non me ne dovrò pentire).
I Velvet Score suonano mentre siamo ancora alle prese con la fila per i panini e non riesco a sentirli.
Gli Hot Gossip, penultimo gruppo della serata, col loro punk vs. NME-rock’n’roll un po’ tirato via non mi piacciono per niente per almeno metà concerto. Un po’ meglio il finale, per il quale immagino si fossero tenuti i pezzi migliori (un po’ più personali e con un briciolo di melodia). C’è anche da dire che non sono affatto il genere di gruppo da ascoltare da seduti.

A mezzanotte salgono sul palco i Liars. Sono in 4: oltre al cantante, al batterista e al fondamentale chitarrista-secondavoce-percussionista-uomosynth c’è anche un ulteriore musicista al basso e alla chitarra, che non ricordavo di aver visto l’altra volta (trattasi di Jarrett Silberman degli Young People, scoprirò dal sito).

La musica dei Liars non rientra tra i miei generi di elezione, e non conosco bene il loro repertorio su disco, quindi non mi avventuro troppo in descrizioni tecniche (nè in disamine sull’evoluzione del loro suono).
Di certo dal vivo sono un’esperienza da provare – se si hanno timpani sani [*] e gusto per l’avventura. Un po’ punk-funk (nei pezzi in cui il chitarrista si sposta alle percussioni), ma più cattivi. Un po’ new-wave, ma di quella malata di gruppi come Pop Group e Throbbing Gristle. Anche un po’ no-wave, senz’altro.

La batteria di Julian Gross (che a volte si unisce a quella elettronica) spacca. Il lavoro del chitarrista e seconda voce Aaron Hemphill è fondamentale. E il frontman Angus Andrew si conferma da rinchiudere.
 
liars_fi 
Angus Andrew è il lato oscuro di Nic Offer dei ChkChkChk; una figura inquietante anche quando scherza col pubblico urlando "SILENZIO!" e subito dopo uno spiazzante "ARAGOSTA!" (così, per sfoggiare a caso un po’ di parole italiane imparate).
Stavolta niente travestimenti come lo scorso anno a Firenze
(qui un pezzo di quel live, per farsi un’idea; la foto qui sopra è tratta dallo stesso video), solo un elegante e vistoso completo all-white (ma della giacca si libererà a metà concerto).
Se
la sua "interpretazione" vocale tra sospiri, latrati selvaggi e acuti riverberati difficilmente può emozionare (se escludiamo lo spavento dal novero delle emozioni), è funzionale al genere proposto dalla band. E lui tiene il palco a meraviglia

Il caos sonoro dei Liars atterrisce, eppure se ci si lascia andare viene quasi da ballarli i loro pezzi. Quasi, via.
Vengono proposti anche alcuni pezzi dal loro nuovo e quarto omonimo album in uscita tra un paio di settimane, tra cui il cattivissimo singolo Plaster Casts of Everything (ascoltabile insieme ad altre tracce nuove anche sul myspace della band) e Freak Out.


Quando
il loro live finisce, dopo soli 50 minuti (compresa la pausa per il bis, dopo la quale Angus era tornato rovesciando sul pubblico la birra che aveva in mano, tanto per gradire), mi sento soddisfatto. Una durata maggiore forse avrebbe comportato il rischio noia. Meglio il classico breve-ma-intenso (specie nei concerti a ufo). E poi il successivo djset è aperto da Bizarre Love Triangle dei New Order, cosa che mi metterà di buon umore per il resto della serata.

Durante il ritorno a casa comunque la canzone che continua a risuonarmi in testa malefica è Atlas, il singolone dei Battles che avevo sentito nel set pre-Liars. Quella specie di vocina computerizzata è fastidiosa quanto ipnotica. La odi, ma ti entra in testa, maledizione.
Non riesco a non immaginare l’effetto che avrebbero quelle "note" cantate da un coro di bambini all’interno di un film dell’orrore.

[*] A proposito, complimenti ai padroni del bellissimo cane che, costretto a venire a un concerto così rumoroso, è rimasto accucciato vicino ai gradoni per tutta la durata del live: immobile e probabilmente spaventato. Ma complimenti, eh.

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8 Responses to «I wanna run away, I wanna bring you too»

  1. yoshi. says:

    quelli che portano i neonati e i cani ai concerti li fustigherei in piazza

  2. yoshi. says:

    cmq, il primo cd dei liars è bellissimo. gli altri non sono riuscito a finirli

  3. Kekule says:

    La scena mesta della birra verso il pubblico è bellissima, tristezza a palate: belli e d’annata.

  4. Disorder79 says:

    Yoshi#1: l’hai detto. Torturare le orecchie di chi non può scegliere è crudele.

    Kekule: se ti interessa, il pubblico ha anche restituito più volte il favore. Molto punk.

  5. Kekule says:

    Allora bUlli e d’annata.

  6. Disorder79 says:

    Ma la birra l’ha rovesciata di proposito sul pubblico per fare il figo, o era bria’o fradicio e non l’ha fatto apposta?
    No perchè se l’avesse fatto apposta e cascava una goccia addosso a me salivo sul palco e disintegravo gruppo + strumenti >_>

    OPS, ti ho cancellato il commento per sbaglio (last warning eheheh – l’ho riportato qui).

    Comunque credo l’avesse fatto apposta: ma ero lontano.

  7. federicoAS says:

    Bel report, e bel gruppo i liars, un gruppo che però non sempre sono riuscito ad apprezzare. Troppo complicati per me. :D

  8. Disorder79 says:

    Per me sono un po’ troppo industrial-eggianti. Interessanti come espìriens dal vivo, ma da riascoltarmi su disco preferisco cose più melodiche…se non mi sono ancora procurato dei loro album interi ci sarà un motivo :)

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