«Per me è vita»

«Io vivo la mia vita con la quotidianità di chiunque altro. Mi limito a non filtrare le parole. Non mi vergogno ad usare il maschile. Io non sono "dichiarato", sono una persona che lavora e che non ha nulla da nascondere. Quella che i benpensanti chiamano ostentazione per me è vita. Mi stupisce che la cosa stupisca. E spero che smetta di stupire. È stata una grande conquista per me poter approdare alla conduzione del Tg1 e voglio sperare che con questo si possa lanciare un messaggio forte a tutti gli omosessuali che vivono la loro condizione quasi con vergogna, nascondendosi».

Queste sagge e belle parole sono tratte dall’intervista che Stefano Campagna, giornalista e conduttore (nell’edizione del mattino) del Tg1 ha rilasciato a questo sito (riprendo da qui la notizia, che comunque nei giorni scorsi è già passata su diverse fonti online, anche prima che ne parlassero il Corriere e altri quotidiani).

Il fatto che tutto ciò sia in Italia una notizia è una triste realtà che non possiamo negare.
Nel nostro paese infatti un giornalista televisivo gay "alla luce del sole" è una notizia. Lo è a maggior ragione se conduce un telegiornale, e lo è ancora di più se si tratta del telegiornale di RaiVaticanaUno – quello che ogni giorno trasmette almeno 5 minuti di comunicati, raduni, prediche e scampagnate di Papa e vescovi vari.

Non mi è ben chiaro come si sia arrivati all’intervista in questione (pare che si fosse parlato di lui in un forum collegato a quel sito, e che in seguito a ciò qualcuno lo abbia poi contattato).
Mi viene da pensare che quello di Campagna è comunque un comportamento coraggioso: da ora in poi avrà i riflettori addosso, e principalmente non per la sua capacità di giornalista. Se in futuro gli verrà dato più spazio si potrà dire che lo si è fatto per dare un contentino alla "quota arcobaleno"; se verrà destinato ad altri incarichi con minore visibilità si potrà dire che è stato discriminato; se resterà a lungo nella stessa posizione di adesso si potranno affermare entrambe le cose.
Non solo: se da ora in poi non rilascerà più alcuna dichiarazione sull’argomento potrà essere criticato da qualcuno per il suo non contribuire e dare visibilità alle battaglie del movimento glbt. Mentre se in futuro si occuperà di questi temi magari (mi sembra già di leggerlo) lo si accuserà di "fare il giornalista gay".

E tutto questo senza calcolare i possibili commenti triviali e offensivi, commenti che gli esponenti di certa parte politica e religiosa non si vergognano mai di rilasciare contro le persone omosessuali in quanto tali.

Per tutti questi motivi ritengo che, comunque siano andate le cose (sia nel caso in cui l’iniziativa dell’intervista sia partita da lui che in quello contrario in cui si sia limitato a rispondere a una domanda), Campagna abbia dimostrato coraggio e dignità e meriti rispetto.
Tra l’altro pare che già in passato, quando lavorava nelle televisioni locali, abbia condotto programmi che si occupavano di omosessualità (il che fa pensare che il suo atteggiamento sia sincero e allontana i sospetti di una mera ricerca di notorietà personale).

Buon proseguimento di carriera, quindi.
Però che fatica, per chi in Italia è serenamente lesbica o gay e vorrebbe intraprendere (misurandosi con gli altri solo sulla base delle proprie capacità) una professione che comporti una visibilità pubblica. Comunque ci si comporti, ci si espone (oltre che a rischi) a critiche provenienti da qualcuna delle parti contrapposte.

Chissà quando le cose cambieranno davvero (forse questo è un piccolo grande passo nella direzione giusta, però).

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5 Responses to «Per me è vita»

  1. manuconta says:

    e pensare che invece Malgioglio è ospite fisso di Domenica In,Italia sul Due et similia, prima o durante il presentatore-chierichetto di turno…
    l’ipocrisia italiota fa notizia, concordo.

  2. utente anonimo says:

    Grande!!!
    IllegallyBlonde

  3. federicoAS says:

    Lo ammiro parecchio, è una persona molto coraggiosa. Ora in ogni caso sarà difficile. Sia perchè l’Italia è un paese ipocrita, che perchè in Italia si tende a semplificare tutto come se fosse una partita di calcio. E perciò potrebbe ricevere critiche da ambo le parti.

  4. Disorder79 says:

    manu: appunto, di Malgioglio ce ne sono già anche troppi.

    federico: esatto, il rischio è quello di critiche da più parti. Per questo tendo a scartare il fatto che si tratti di una manovra sua per ricercare visibilità personale. Più probabilmente ha cercato il modo migliore per mantenere un basso profilo pur non nascondendo ipocritamente come fanno tanti quella che, appunto, è semplicemente la “sua vita”.

  5. senhal says:

    tutta la stima a qs’uomo come tanti altri.

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