Grillo e la scoperta dei blog

[Warning: questo post contiene molte volte la parola b*** e parolacce simili]

In questi giorni di polemiche "grillesche" [1] i quotidiani – online e non – hanno parlato di blog più di quanto non abbiano mai fatto. Segno che quello di Beppe Grillo [2], pur non rappresentando affatto insieme ai suoi seguaci la maggior parte della "blogosfera" (o almeno non rappresenta la categoria dei blogger e dei navigatori più di quanto non rappresenti un gruppo di persone qualsiasi che si possono incontrare nei bar, al mercato o in coda alla posta) , è senz’altro sinonimo di "blog di riferimento per tutti" e di "blog letto da tutti gli internauti italiani" nell’immagine che di esso dipingono i media tradizionali.

E’ davvero comico come persino i telegiornali ormai annuncino, con lo stesso tono grave e perplesso di quando presentavano i nuovi video di Bin Laden, "il nuovo intervento di Grillo sul suo blog" (vabbè, pretendere che usino la parola post forse sarebbe troppo).

Da parte loro, i quotidiani online attuano una strategia contraddittoria: da una parte riportano istericamente ogni nuova uscita di Grillo, sempre con lo strillo in cima all’articolo che recita "dalle pagine del suo blog", per rincorrere il trend; dall’altra si guardano bene dal riportare uno straccio di link alla fonte.

Repubblica
in particolare eccelle in questo comportamento schizofrenico: ultimamente sembra essersi trasformata nel Feed RSS del blog di Grillo per quanto lo citi e ne parli quasi giornalmente, ma setacciando tutti gli articoli sull’argomento non si trova un collegamento ipertestuale a pagarlo oro. Chissà se si tratta della solita cialtroneria deontologica tipica del giornalismo italiota oppure di precise linee guida che il sito del quotidiano diretto da Enzo Mauro deve seguire in quanto giornale embedded del Pd.

Una figura migliore la fa il Corriere della Sera, che il blog di Grillo non lo linka ogni volta ma almeno lo ha fatto quando ha riportato la notizia del lancio delle "liste Vaffanculo".

Meglio ancora l’Unità, che oggi oltre a quello nell’articolo regalava a Grillo un link addirittura in homepage (sarà perché da quelle parti son sempre i soliti giustizialisti, e quindi più sensibili ai temi proposti dal "comico-blogger" genovese).

Sulla stessa linea di Repubblica si mantengono invece Il Giornale e La Stampa, sempre con riferimento alla recente notizia delle liste civiche: citazione sì, link no.

Siamo alle solite: sbattere qualsiasi cosa riguardi internet in copertina, demonizzandola se possibile; e quando come in questo caso non è possibile/conveniente demonizzarla, non spiegarla – anche perché fondamentalmente si continua a non capirla.

– – –

[1] Non mi soffermo a commentare diffusamente il V-Day. Ne ho già letti talmente tanti di interventi in materia che mi annoierei da solo. Come già segnalato nella colonna del.izi.osa qui accanto, il post di Daniele Luttazzi  riassume abbastanza bene quelle che sono anche le mie perplessità: sul merito dei 3 punti della legge proposta, sul metodo dell’iniziativa e sul personaggio in generale.
Quanto alle LISTE VAFFANCULO, penso che se si faranno potranno avere più o meno la stessa composizione e credibilità delle liste di un altro partito-persona, quello di Di Pietro (e a proposito della storia del bollino di qualità, strepitosa questa immagine)
.

[2] E’ forse la prima volta che linko il blog di Grillo. Quelle poche volte in cui ne ho parlato finora avevo sempre spocchiosamente evitato di farlo. E l’avrei fatto volentieri pure stavolta, solo che poi il seguito del post, in cui critico il comportamento dei giornali che non lo linkano, non sarebbe risultato molto credibile

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5 Responses to Grillo e la scoperta dei blog

  1. federicoAS says:

    Facendo finta che sia un blog, c’è da fare una considerazione a mio avviso importante.
    Non esiste più Grillo come persona. Esiste il blog di Grillo e Grillo ne è diventato il testimonial. Ormai parla come se fosse vivesse nel blog. E’ andato.

  2. kafkahigh says:

    Cmq il vaffanculo è tanto libberatorio… provatelo!

    Bacioni

    Kafkahigh

  3. Disorder79 says:

    Sì sì, andato. Bellissimo il discorso che lui darà il bollino ma NO, lui non scende in politica.

  4. AnelliDiFumo says:

    Anche io ho volutamente ignorato il blog di Grillo fino a due settimane fa. Ora che è diventato IL fenomeno politico italiano, era giusto cominciare a occuparsene. Sarà che sto andando via di testa anche io, ma secondo me tutto ‘sto casino che ha originato Grillo è delizioso.

  5. Disorder79 says:

    Eh, e poi – a parte il discorso politico – i giornali sono tornati a occuparsi di blog (stanno continuando), riciclando x i loro articoli (scritti rigorosamente da gente che non conosce nè legge i blog) gli stessi concetti triti del 2004…che tristezza!

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