Io mi assolvo

Ieri sera su La7 la seconda parte della prima puntata del nuovo programma di Ilaria D’Amico Exit era dedicata, come annunciato, al rapporto tra Chiesa cattolica e omosessualità.
Non a livello di catechismo,ma proprio in concreto. Insomma, finalmente nel mondo del paludato giornalismo italiano qualcuno si è svegliato e si è accorto che le chat-room e gli annunci in cui si cerca e/o vende sesso, i locali-scopatoio, i luoghi di smarchettamento all’aperto sono pieni di preti gay (di quelli più promiscui, perché ci sono anche quelli più monogami e prudenti, che intrattengono relazioni di medio-lungo corso nell’ombra della canonica o del seminario). Una realtà che può testimoniare chiunque abbia avuto a che fare qualche volta con uno di questi posti (dalle discoteche agli oratori), magari ritrovando all’improvviso qualche vecchia conoscenza di una parrocchia a celebrare un matrimonio o un battesimo in un’altra.

Purtroppo non mi sono ricordato di programmare alcuna registrazione: a beneficio di chi si è perso la trasmissione (o si accontenta di un riassunto), riporto di seguito qualche appunto preso più o meno in tempo reale, sperando che il sito de La7 la riproponga, o in rete si trovi qualcuno che riesca a recuperare e proporre online almeno degli stralci.

Avvertenza: i virgolettati sono molto simili alle frasi effettivamente pronunciate, ma non sempre esattamente testuali (a volte sono andato a memoria).
Avvertenza 2: dopo aver finito, mi sono accorto che un post in tempo reale lo ha scritto anche River, quindi si può integrare quanto sotto con la lettura del suo post.


[ UPDATE: sul sito del programma è possibile vedere in streaming una parte del programma, in particolare  la scheda sulle posizioni della Chiesa Cattolica e le 3 candid camera sugli incontri coi preti abbordati via internet. Chi ha tempo e banda, guardi direttamente… ]

– – –

Un servizio introduttivo sugli scandali sessuali che affliggono da mesi la Curia di Firenze riprende dapprima la vicenda di don Cantini, riportando di nuovo le testimonianze delle stesse vittime che parlarono da Santoro. Poi si parla anche della vicenda gay-sadomaso che riguarda direttamente il vescovo ausiliario Maniago (che si badi bene, NON è legata con quella di don Cantini, in cui Maniago è parte in causa solo per aver eventualmente cercato di coprire le responsabilità del suo vecchio mentore).

Parlano gli ospiti in quota Chiesa.
La sedia che la trasmissione aveva riservato agli esponenti della Chiesa Cattolica è significativamente rimasta vuota.
Si apprende che la CEI ha "delegato" ad esprimere anche il proprio pensiero il prof. Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione Psichiatri Cattolici. Il professore nel suo primo intervento dice subito che vanno ricontestualizzate le cose e che per centinaia di migliaia di religiosi che fanno del bene sono pochi quelli colpevoli di abusi. Il solito argomento di chi non ha niente da dire.
Poi prende la parola una vecchia conoscenza dei programmi di La7 (visto spesso nel ruolo di catt-omofobo senza vergogna), Luigi Amicone, direttore della rivista (?) "Tempi". Evoca il film "Le vite degli Altri" (sbagliando il titolo, se non erro) per denunciare il clima da caccia alle streghe (!) che si respirerebbe in Italia e la magistratura che va a sindacare fatti di dieci anni fa (addirittura! come si permette!).

[ UPDATE #2: a proposito di Amicone, un esempio del mirabile contributo intellettuale che ha dato alla trasmissione sta nel fantastico filmato linkato in questo post ("Cosa succede? succede i problemi!"). La fiera dell’anacoluto e del nonsense, una roba da far impallidire l’ormai leggendaria Miss South Carolina ]

La D’Amico lancia una scheda in cui si ricordano le posizioni ufficiali della Chiesa Cattolica su pedofilia, celibato, omosessualità. Molto sintetica ma tutto sommato ben fatta e documentata, con riferimento ad atti ecclesiastici e a discorsi precisi.

La D’Amico legge poi la lettera aperta di un gruppo anonimo di autodefiniti "sacerdoti cattolici con tendenze omosessuali", che si ribellano all’oppressione della Chiesa Cattolica (in cui però restano) contro gli omosessuali.

Parla quindi la prima voce di "area progressista", il qui sempre stimato don Franco Barbero, che invita al dialogo e difende le espressioni d’amore (e il pensiero che esprimerà nel corso della puntata, mentre mi vede d’accordo quando si riferisce a fedeli, mi lascia più perplesso quando lascia intendere anche una difesa degli squallidi preti da chat).

Dopo la pausa pubblicitaria, altro servizio.
E’ intervistato un ragazzo esperto di chat gay, che rivela i tanti preti che ha conosciuto. Vediamo (col nick della "preda" oscurato) qualche scambio di convenevoli online.
Uno dei preti che le frequentano (e che rivelano senza problemi di essere tali, dopo due battute) se ne esce con una frase quasi commovente:
"ti riempirò di baci abbracci e coccole".

Segue telefonata ("dai, vieni così ci divertiamo", dice il tenerone) e fissazione di appuntamento con lo stesso: alle 17,40 di domenica, evidentemente dopo l’ultima messa. Prima il dovere!

All’appuntamento, il prete rivela di essere ordinato da 18 anni e di aver "scoperto" la sua omosessualità successivamente. Parla della bellezza di un rapporto di coppia fisso, esperienza che ha avuto in passato. In un roteare di polsi da applausi aggiunge severo di essere assolutamente insospettabile e insospettato, lui ("quindi nessuno sa di te?" "ma scherzi?NESSUNO!"), e di non accettare i colleghi che "si sputtanano dalla mattina alla sera", danneggiando l’immagine della Chiesa.

Domanda: ma prima delle chat come si faceva a rimorchiare? Risposta: bastava e basta comunque girare per strada: "portando il colletto si attira" (sì, le marchette innanzitutto, immagino).

Ma non si pensi che il nostro sia una persona promiscua. Proseguendo nei discorsi afferma:
"cerco una persona seria, una storia".
Coerentemente, poco dopo se ne esce con un
"ti faccio una domanda a bruciapelo: tu faresti l’amore con me?"

Ma poi, di nuovo tuoni e fulmini contro i preti che vanno nelle darkroom. C’è omosessualità e omosessualità, dice il nostro. Evidentemente c’è anche promiscuità e promiscuità.

Si torna in studio e la scritta gigantesca della scenografia (quelle che vanno di moda ora, vedi Porta A Porta o Controcampo) è perfida: "IO MI ASSOLVO".

Marco Politi, il vaticanista di Repubblica, vorrebbe dire qualcosa di open-minded ma riesce solo a buttarla in caciara, dicendo che l’omosessualità non è grave come la pedofilia. La D’Amico lo rintuzza cercando di ribadire il tema della puntata, che è solo la prima cosa e non la seconda.

Altra perla di Amicone: la Chiesa vuole che si faccia prete solo chi è "uomo affettivamente maturo", e per questo i preti omosessuali, tutti, dovrebbero ridare indietro la tonaca. Poi attacca con la solita simpaticissima boutade dell’eterosessuale che si sente ormai in minoranza nella gaya società di oggi e la D’Amico lo deride subito.

Tocca ancora a Cantelmi, che parla di nuovo dei preti che lottano contro gli abusi. Poi finalmente entra nel tema della puntata, ribadisce la tesi già espressa da Amicone per cui non dovrebbero esserci preti gay e giudica il prete del filmato un caso drammatico di persona che conduce una doppia vita e che non mette in pratica i valori che proclama (e su quest’ultimo punto, come dargli torto?).

La D’Amico domanda quanti preti gay ci sarebbero in Italia. Barbero accenna a dei dati non meglio precisati che danno un 20% e lascia intendere che la cifra va intesa come restrittiva.

Nuovo filmato: il Chattatore Esca introduce il mondo dei preti sadomaso, che affollano le chat a tema. Si fissa sempre via internet un incontro con un aspirante schiavo.
Anche questo religioso non è affatto a disagio con la propria omosessualità (se la vivono tutti benissimo, di nascosto) e afferma di aver fatto sesso in vita sua con un centinaio di uomini. Sollecitato dalle domande dell’Esca, dice che
"a Roma i preti gay si sprecano"
Questo secondo sacerdote era ben consapevole fin da adolescente della propria "diversità sessuale", che a suo dire è cresciuta in lui insieme alla vocazione. Racconta che in seminario, per paura di essere beccato, lui era stato molto attento (tanto avrebbe avuto una vita intera in tonaca per scatenarsi). Pure lì comunque gli altri gay "si sprecavano".
Perfino in Vaticano è pieno di gay, secondo lui.

Domanda: ma se degli omosessuali si rivelano come tali in confessione tu come ti poni nei loro confronti? Li cacci?
La risposta è più o meno questa: lui non li respinge, e poi bisogna evitare categorie come omosessuali, lesbiche, ecc. Ci sono persone, e poi tra le proprie caratteristiche hanno questa affettività. Lui ne ha aiutate diverse a conciliarla con la fede e vivere da "persone integrate"
[No comment. Il bello è che sono le stesse posizioni ufficiali della Chiesa, che come si vede sono così ambigue che possono essere utilizzate sia per teorizzare leggi discriminatorie che per dare il "liberi tutti" al sesso clandestino dei religiosi e/o dei fedeli]

Segue un inutile scontro Amicone-Barbero.

Dopo la pubblicità ecco di nuovo Cantelmi, a cui viene chiesto un commento sulla tranquillità e serenità d’animo espressa da questi preti: "sicuri che abbiamo a che fare con persone mature? una vita di rapporti clandestini, sfruttamento della propria posizione e autoassoluzione".

Nel frattempo siamo arrivati alla terza candid camera. Siamo sempre in ambito s/m, stavolta un Master ha abboccato all’amo e in chat ci delizia con frasi del tipo

"io obbligo a tutto….anche leccare piedi"

In poche battute si arriva a fissare:
"dove ci vediamo?"
"piazza San Pietro" (!)
"allora sei davvero in Vaticano"
""

Dunque i preti precedenti non facevano i gradassi tanto per autoassolversi (tutti colpevoli=nessun colpevole). Basta un po’ di ricerca e si trovano facilmente anche prelati di grado medio-alto tra gli utenti delle stanze di chat più svergognate.

Dopo l’appuntamento, la telecamera nascosta fa capire che si è entrati in un luogo chiuso, forse un appartamento situato in territorio extra-italiano, chissà.

Il Chattatore Esca sfinisce il religioso di domande sulla coerenza tra pratiche omosessuali e messaggio della Chiesa. Al solito, la dottrina cattolica si interpreta: la Chiesa sostiene solo la sessualità tra uomo e donna all’interno del matrimonio, mentre chi fa sesso fuori dal matrimonio sbaglia allo stesso modo, che vada con persone del proprio o dell’altro sesso (infatti OGNI SETTIMANA si sentono Papa vescovi e parroci di tutta Italia che minacciano scomuniche contro chi fa sesso fuori del matrimonio, giusto? ah no?).
Emblematica la frase con cui lo sporcaccione inizia i suoi sproloqui:
"non me lo pongo nemmeno il problema"

L’Esca, un po’ per saggiare il terreno, un po’ per guadagnare tempo (evidentemente Sua Chattenza ne voleva perdere molto poco in chiacchiere), accenna alla Spagna e agli altri paesi che hanno permesso il matrimonio tra omosessuali. Il prelato si inverfora e nega l’evidenza, dice che la Spagna è un caso unico e che comunque in tema di matrimonio è sotteso a tutte le carte costituzionali il principio per cui esso può essere solo tra uomo e donna.
Esilarante la risposta dell’Esca:
"…e per quanto riguarda il sadomaso?"

Le domande però sono state troppe, al master-predicatore la foia è passata, mentre la foglia è stata probabilmente mangiata.
"Tu sei molto prevenuto, vai via, non facciamo niente, è perché ti rispetto"

Si torna in studio. Amicone spara ancora a zero contro questo tipo di giornalismo (il sottotesto è: è tutto inventato, e comunque se anche fosse vero l’Esca è un attivista gay che ha cercato di provocare per sputtanare i cattolici, e quindi non è obiettivo).
La D’Amico: "No, non ci credo: lei sta dicendo che l’errore non è di chi eventualmente si comporta in modo difforme da direttive che la sua categoria  dovrebbe seguire, ma è di chi lo documenta? che non è giusto giornalisticamente documentare esperienze che possono accadere normalmente andando in una chat?"

Politi: "il prete che va a donne non è più un problema oggi per la società, ma lo è l’omosessualità dei preti" (io direi piuttosto che i casi di preti che fanno sesso etero sono infinitamente meno)

Dibattito: si torna a parlare della percentuale di gay tra i sacerdoti. Forzato a dare una risposta precisa dalla D’Amico, Cantelmi dice che secondo lui la percentuale è "la stessa che nel resto della società: 3-4%" (immagino i problemi che avrà avuto il pubblico in studio nel soffocare le risate).

Ultimo filmato: intervista-"confessione" di un prete gay, parroco in una parrocchia del Nord Italia da 25anni. Confessione per modo di dire, ovviamente è oscurato e sotto falso nome.
La sua conclusione: "siamo tutti peccatori in questa grande comunità che è la chiesa. E quindi ci sto anche io".

Amicone nel suo ultimo fondamentale intervento pubblicizza un libro che non ricordo (se non altro non suo, mi è parso).
Politi: "uno come questo è il prete del futuro".
Barbero: "Dio benedice anche quando il papa maledice"
Cantelmi: "però che bel dialogo che abbiamo instaurato stasera, sono contento" (il classico volemose bene finale non poteva mancare)

Infine la D’Amico conclude dicendo che comunque è inutile nascondere le cose e che di certe realtà è giusto parlare, dal momento che esistono.

Il mio commento sulla sua conduzione e sul lavoro degli autori è abbastanza positivo. La D’Amico è stata piuttosto incisiva nell’incalzare gli ospiti, incespicando solo di rado. Roba del genere in Rai non si vede, per dire.
La situazione è stata fotografata abbastanza bene. Mancava forse una voce laica che sottolineasse e condannasse l’incoerenza di questi preti "serenamente gay e sadomaso" (niente da dire sulle abitudini sessuali di per sé: è l’incoerenza con quanto si sostiene dal pulpito che mi fa schifo). Paradossalmente, questa condanna veniva dagli ospiti in "quota CEI" (che però presupponevano che si trattasse di pochi casi isolati e magari di montature create dai giornalisti, negando l’evidenza). La posizione di Barbero e Politi di critica al Vaticano e sostegno al "cattolicesimo aperto", come ho già detto sopra, mi pare ben poco sostenibile, quando finisce per legittimare l’ipocrisia del prete che va a marchette.

Penso che gli omosessuali che crescono nella cultura cattolica non abbiano bisogno di padri spirituali gay che li aiutino a conciliare fede cattolica e omosessualità, quando va male allungando la mano sui giovani insicuri e quando va bene consigliando loro di continuare a vivere le proprie relazioni nell’ombra (restando "integrati").
Penso che essi abbiano invece bisogno di famiglie e di scuole che li accettino, che li facciano sentire persone e cittadini con la stessa dignità e gli stessi diritti dei propri coetanei. Dopodiché, se hanno fede, saranno liberi di accettare consapevolmente gli ipocriti compromessi richiesti dalla Chiesa Cattolica e rinunciare a vivere apertamente i propri sentimenti, lottare all’interno di essa per cambiarla oppure abbracciare altri riti o altre religioni.

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6 Responses to Io mi assolvo

  1. fraran says:

    grazie Disorder per il resoconto! avevo letto qualcosa su una Repubblica trovata in un negozietto qui a Dublino, ma il tuo post mi è stato molto più utile. la solita, piccola, Chiesa. e qui nemmeno scherzano. ancora alle prese con la legislazione in tema di aborto, la Chiesa irlandese si oppone strenuamente e le giovani se ne vanno ad abortire in Gran Bretagna (con permesso della Repubblica se rischiano la salute, altrimenti penso abbastanza clandestinamente). Ma del resto da noi volevano abrogare la legge, no?
    Ohi ohi.

  2. Giulia_Blasi says:

    Ho visto anche io la trasmissione, per buona parte, e ho apprezzato la ferocia di Ilaria D’Amico. Che, lungi dall’indulgere Amicone, lo ha spesso messo di fronte alla disumanità di certe sue affermazioni. Amicone, da parte sua, è stato con lei sgradevole ai limiti della misoginia, chiamandola “cara signorina” con tono sprezzante. Non ci si rivolge così a un conduttore, mai. E lei è stata fin troppo corretta, con lui.

  3. Disorder79 says:

    fraran: gli aborti all’estero col permesso del servizio sanitario nazionale in effetti mi mancavano. Ma per l’Irlanda sono fiducioso che la legge sull’aborto venga presto cambiata. E’ un paese infinitamente più giovane, moderno e dinamico, e soprattutto senza autorità estere infiltrate nella propria capitale a dettare la linea…

    Giulia: sì, lei ha dovuto impiegare una certa pazienza, anche considerando che veniva dalle frecciate continue dell’insopportabile Brunetta nel segmento precedente della puntata.
    (quanto ad Amicone, ho aggiornato anche io il post con il filmato. Splendido quando la D’Amico ha risposto di “non vedere alcun apartheid contro gli eterosessuali”….)

  4. utente anonimo says:

    Non ho ancora letto il post (ce la farò mai?) ma ho visto il filmato. Purtroppo non ho visto la trasmissione. Che dire? Il filmato secondo me è finto, con attori. Anche se roba del genere è sicuramente realistica, anzi, penso che succeda molto di peggio. Allucinante cmq, e sono stupito che nessuno in studio (da quanto mi ha detto chi-sai-tu) abbia usato scuse banali del tipo “eeeh è un filmato finto! L’avete fatto apposta!”. Il fatto che tutti i presenti in studio abbiano dato per scontato che fosse vero e abbiano cercato di far vertere le linee della loro “difesa” su altri punti la dice lunga, secondo me…
    Per caso l’altro giorno in TV ho visto (mia madre lo stava guardando) L’Italia sul 2 credo? C’era cmq una trasmissione su Don Gelmini… che tristezza, che tristezza :(
    E lo special della hmm… della BBC credo, sul Crimen Solicitationes, ce lo ricordiamo tutti no? Sempre più orgoglioso di essere ateo convinto, anche se mi spaventa il fatto che + passa il tempo e più divento intollerante verso i religiosi, e a volte anche verso quegli agnostici che rifiutano di prendere una posizione precisa.
    Mi fa paura perchè per quanto mi disgusti ogni forma di religione, sarebbe da stupidi negare quante persone facciano del bene, o quanto la religione stessa in tanti casi cmq in certe situazioni possa avere effetti benefici.

    Mi fa davvero paura vedere come sto diventando sempre più intollerante…
    Anche se è vero che instaurare un dialogo costruttivo con molte di queste persone è spesso veramente impossibile.

    Akuma

  5. Disorder79 says:

    Sì, sarebbe da stupidi negare quante persone nel mondo facciano del bene nonostante la loro religione… :)

    Qualcuno in studio l’ha insinuato, che fosse una montatura, ma senza osare dirlo apertamente. Tra l’altro, credo sempre Amicone abbia vaneggiato di “mancanza delle liberatorie”…come se ci fosse bisogno delle liberatorie per mandare in onda un servizio giornalistico oscurando i volti…

    Credo che una trasmissione giornalistica non possa permettersi di toccare la chiesa senza avere delle certezze, e secondo me nel materiale girato e non mandato in onda c’era roba mooolto più scottante. Sia come immagini sia come discorsi.
    E’ vero che può sembrare tutto finto: ma chi ha avuto modo di conoscere religiosi omosessuali (e NON *gay*) sa che la loro parlantina e spudoratezza è immensa, e va di pari passo con la loro sicurezza di impunità.

  6. Postmoderno says:

    Dolente di essermi persa la puntata. Grazie mille per il resoconto dettagliato. (lo sgomento è superfluo che lo esprima..)

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