Time has come for a new fight

Non ho più scritto poi nulla del Release Party Vol.2 degli Anniehall alla riapertura di Ponterotto, che tanto avevo pubblicizzato. Recupero in colpevole ritardo.

In tre parole: una serata speciale. Gli Annie Hall ci hanno messo di loro un concerto coinvolgente e generoso (di oltre un’ora, nonostante l’album duri molto meno; eseguiti probabilmente anche pezzi dagli ep precedenti), mostrando sia tecnica che cuore. Davanti, un pubblico caldo e partecipe nei confronti della proposta musicale del quartetto bresciano – anche perché al suo interno si annidavano emozionate diverse persone che hanno contribuito in vario modo (sostenendo, promuovendo, assistendo e persino suonando qualcosa in studio) alla genesi di Cloud Cuckoo Land.
 
annie hall_ponte 1 
A proposito: alla fine del concerto, entusiasta dell’esibizione, fremevo anch’io per procurarmi questo dischetto dalla confezione curatissima (le cui canzoni avevo in larga parte appena ascoltato per la prima volta). E questo pur essendo il sottoscritto ben poco familiare a quell’indie-folk di cui si parla a proposito degli Annies (Elliott Smith, Badly Drawn Boy, Nick Drake, Wilco, Kings Of Convenience sono alcuni dei nomi che gente più ferrata sul genere tira fuori con maggiore frequenza quando parla di loro; il primo omaggiato di una cover, non a caso).

Ebbene, il disco l’ho ascoltato parecchio nei giorni successivi (quando si preferisce ascoltare a ripetizione un album invece che perder tempo a scriverne è sempre un buon segno).
Su disco le 9 canzoni dalle atmosfere placide e autunnali di Cloud Cuckoo Land brillano di arrangiamenti deliziosi e crescono di ascolto in ascolto (la pronuncia del cantato in inglese è sì imperfetta e da migliorare, come ha fatto notare qualcuno: ma visto il livello medio di "fluency" del 90% dei gruppi italiani musicalmente anglofoni, non mi sembra che qui siamo messi poi così male).
A mio parere tuttavia, senza nulla togliere all’eccellente lavoro in studio, è dal vivo che gli Annie Hall danno il meglio. Sarà il notevole affiatamento tecnico; sarà la passione che trasuda da chitare basso e batteria e riempie di "anima" ed energia canzoni sguarnite dei mille strumentini più giocherellosi utilizzati in studio; saranno gli sprazzi di follia del batterista "Budo" (senz’altro il più personaggio tra i 4) quando incita i compagni con l’urlo che non ti aspetti lanciando cambi di ritmo semi-improvvisi; sarà il savoir faire dimostrato negli spontanei siparietti tra un pezzo e l’altro dal frontman Fabio (sempre tra il divertito e l’imbarazzato dal palpabile riscontro positivo dell’uditorio); sarà la voce che quasi trema allo stesso Fabio quando prima di intonare Ghosts’ Legs annuncia "questo sarebbe il nostro singolo", ché pare non gli sembri vero; sarà che Uncle Pig mi mette sempre un’allegria pazzesca; sarà che invece Gone For Good (il loro pezzo "alla Built To Spill", e stranamente anche il mio preferito), suonata alla fine, è stata straziante e commovente e lunghissima come doveva essere la canzone finale del concerto di *quella* serata.
 
annie hall_ponte 2 
In conclusione, non posso che reiterare il consiglio di andare a vedere gli Annie Hall dal vivo (e magari se si gradisce comprare anche il cd in loco, pagandolo un po’ meno). Le prossime date sul loro blog e sul myspace (dove al solito si può ascoltare pure qualcosa).

Qui e qui altre foto della serata, che è stata speciale – come dicevo in apertura – anche per l’ottima affluenza a Ponterotto. Come aficionado del locale la cosa non può che farmi piacere, e visto il programma confezionato per questo inizio di stagione il successo è meritato.

– – –

Tra l’altro la partecipazione è stata di nuovo alta (sempre in rapporto alla capienza e alla collocazione del posto) anche per la seconda serata, sabato scorso, quando era di scena The Niro. Il talentuoso (mi sa che questo aggettivo gli si appiccicherà addosso come un epiteto ornans…) cantautore romano, all’anagrafe Davide Combusti, era a Ponterotto accompagnato da due ottimi musicisti e ha davvero sbalordito tutti con la sua potentissima voce (che ha l’unico difetto di ricalcare troppo, in certe canzoni, il timbro di Thom Yorke o quello di Buckley-figlio) e i suoi pezzi intensi e mai banali.

the niro_ponte
Nessun album per lui ancora, anche se il debutto sembra prossimo all’uscita per una major internazionale. Del resto il fatto che questo venerdì aprirà a Milano per una certa Amy Winehouse (sempre che lei nel frattempo non si faccia di nuovo arrestare mentre si fa le cannette) la dice molto lunga sul fatto che il ragazzo sia un cavallo su cui puntare, non solo (non tanto) a livello di audience italiana.

Sito e myspace tra l’altro parlano di numerosi concerti già tenuti in giro per il mondo (dopo lo scioglimento della band omonima che guidava), di supporto a diversa gente, da Sondre Lerche a Isobel Campbell ai Deep Purple (!).
Dal vivo c’è da registrare anche un notevole appeal sulle figliuole (quel tipo di voce ha inevitabilmente il suo fascino). Mentre la spigliatezza sul palco può e deve migliorare – sembra piuttosto timido.

A questo punto la prova del nove sarà l’ascolto dei pezzi dell’album, che dovranno dire se alla indubbia capacità vocale si affianca quella compositiva.

[Per i fiorentini: The Niro sarà questo sabato 27 ottobre, in versione più acustica, a La Cité, in centro zona Santo Spirito]

– – –

Last but not least: il sito di Ponterotto continua ad arricchirsi, ora c’è anche la foto-gallery, che sarà arricchita ogni settimana con nuove foto (bravo!).

…e già che ci sono ricordo i prossimi appuntamenti:

Sabato      27 ottobre 2007: Mixtapes & Cellmates

Sabato   3 novembre 2007: Gianmarco Martelloni

Sabato 10 novembre 2007: AMORE

Sabato 17 novembre 2007: Kiddycar

Sabato 24 novembre 2007: My Awesome Mixtape   

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One Response to Time has come for a new fight

  1. Disorder79 says:

    Top 20 Album 2007 (+varie ed eventuali)[..] Ed eccoci anche a questo giro con la classifica dei *miei* dischi dell’anno. Stavolta ho addirittura sforato e arrivo nel 2008, ma è andata bene: visti il poco tempo che dedico al blog ultimamente e i tanti, troppi album tra cui scegliere non er [..]

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