«Non ci si può lamentare»

Il tour a tre "Di comune accordo" che vede impegnati da qualche tempo Max Gazzè, Paola Turci e Marina Rei mi incuriosiva abbastanza, e l’occasione del loro concerto di ieri sera alla Fortezza da Basso, nell’ambito del Festival della Creatività (gratuito come quasi tutti gli spettacoli), era quella giusta per andarli a sentire.
Gazzè del resto – l’unico già visto dal vivo in passato – è una sicurezza, e personalmente stimo da sempre, pur non avendole mai seguite più di tanto, anche le sue due compagne di palco (più la Turci che la Rei, che ha avuto qualche calo in più nel corso della carriera).

L’affluenza di pubblico è enorme. Con l’ampio Padiglione Cavaniglia strapieno, guadagnare terreno per chi come me è arrivato a concerto già iniziato è difficile. Ma avvicinarsi il più possibile al palco è necessario, per limitare i danni del chiacchiericcio dei tanti giunti lì più per presenzialismo (o per accompagnare qualcuno, o per passare il tempo) che per la musica – l’inevitabile effetto collaterale di un concerto gratuito di artisti famosi.

Il concerto è un’alternanza di successi dei tre eseguiti in versione acustica. La formazione è essenziale: a sinistra sta Max Gazzè al basso, a destra la Turci alla chitarra, mentre Marina Rei, novella Collins (nel senso di Phil, non di Joan), occupa la posizione centrale, seduta dietro alla batteria (che suona insieme o alternativamente alle percussioni).
Dietro di loro si aggira solo il violinista Andrea Di Cesare, che impreziosisce buona parte dei pezzi.

Paola Turci, bella di una bellezza alla Patti Smith (ne è fisicamente la versione meno scheletrica), è grintosa ed intensa proprio come mi aspettavo.
Marina Rei, bella e sorridente anche lei, sorprende sia nella grinta con cui suona che vocalmente, a parte quando ogni tanto si concede dei mugolii che ricordano Carmen Consoli in modo inquietante.
Max Gazzè, bel…bravissimo, col suo basso costituisce le fondamenta dell’ensemble ed è indubbiamente il più osannato dal pubblico (che comunque tributa applausi a tutti).

È proprio il repertorio di Gazzè tra l’altro quello che di poco prevale, come numero di canzoni (almeno per quell’ora e mezza abbondante di concerto che ho potuto sentire io, ignoro se il concerto fosse già partito da molto quando sono arrivato). Dopo Vento D’Estate, il primo che ho sentito, anche gli altri pezzi scelti sono tra le sue cose più famose (le chicche più nascoste del suo repertorio sono ovviamente riservate a chi va ai suoi concerti da solo): L’Uomo Più Furbo, La Nostra Vita Nuova, Il Timido Ubriaco, La Favola Di Adamo Ed Eva (che ha chiuso il concerto, sfumando nel finale in una jam dub-reggae comprendente il solito "No Woman No Cry") e infine la oserei dire "battiatesca" Una Musica Può Fare, l’unico bis concesso per motivi di orario nonostante l’entusiasmo del pubblico ne richiedesse di ulteriori.

Speravo in qualche canzone in più della Turci (magari me ne sono perse all’inizio?), che oltre a classici come Stato Di Calma Apparente e Bambini (ebbene sì,confesso: mi commuove e la canto come succede a un fan dei Nomadi per Io Vagabondo…), sceglie la recente Quasi Settembre e Sabbia Bagnata (già duetto con la Consoli, ed è la seconda volta che la si evoca: se non avesse sfondato e intrapreso la sua personale svolta-De Andrè sarebbe potuta essere della partita anche lei). Mi è rimasta la voglia di Volo Così: ma d’altra parte questo tour privilegia probabilmente i pezzi che si adattano agli intrecci vocali e all’improvvisazione ritmico-musicale.

Le canzoni della Rei (un’eccezionale versione di Un Inverno Da Baciare, e poi I Miei Complimenti, Maestri Sull’Altare, La Parte Migliore Di Me, Noi) avevo la sensazione di averle già sentite quasi tutte, anche se per recuperare alcuni titoli ho dovuto googlare un po’. Su disco lei non è propriamente il mio genere (e a volte certi arrangiamenti forzatamente rock l’hanno proprio rovinata), ma dal vivo e in acustico le sue canzoni acquistano un bel ritmo. Certo, è quella dei tre di cui non reggerei un concerto intero.

Credevo che le reciproche incursioni nel repertorio altrui fossero più ampie: invece il massimo è stato qualche verso di Bambini cantato da Gazzè, qualcuno di Un Inverno Da Baciare cantato dalla Turci e poco altro (la Rei ha spesso fatto i cori, con risultati a volte pregevoli a volte un po’ disturbanti). Però spesso le canzoni terminavano con belle variazioni strumentali su tema.

Complessivamente il valore aggiunto rispetto all’unione dei tre c’era: un progetto da promuovere, secondo me.
Oltretutto un progetto coerente. Si tratta infatti di tre artisti tutti appartenenti a quella scena romana che ha fornito diverse voci e penne a quella generazione di cantautori italiani (oggi quarantenni) uscita dagli anni ’90, che è rimasta un po’ in mezzo al guado: non ha mai raggiunto il livello di popolarità di quella precedente, pur essendo in certa misura "sputtanata" a livello indi-e-pendente (in quanto scesa ampiamente a compromessi con quel sistema comprendente major, Sanremo, Mtv, Primomaggio etc.). Una generazione che comunque oltre ad avere ancora qualcosa da dire ha inanellato, se si ascolta senza pregiudizi, un sacco di belle canzoni (assieme a loro metterei Bersani e l’altro romano Silvestri; mentre Fabi e Tiromancino a me hanno sempre convinto poco). Pop onesto e dignitoso insomma, anche se rivolto potenzialmente alle masse radiofile (ma come parlo?).

– – –

Dopo la fine del concerto mi sposto al Teatrino Lorenese, lo spazio dibattiti che d’estate ospita da sempre gli establichment dell’odierno Pd (non frequento MAI gli eventi invernali della Fortezza da Basso, che per me da sempre è solo sinonimo di Festa de l’Unità). Incredibilmente, è ancora in corso il concerto di Paolo Benvegnù, che si svolgeva quasi in contemporanea a quello del terzetto romano e che ho dolorosamente sacrificato nonostante voglia vederlo da tempo (recupererò l’ex Scisma alla prossima occasione, che non mancherà: ho privilegiato il live che potevo apprezzare meglio, conoscendo meglio le canzoni proposte). Qui l’atmosfera è molto più raccolta e apprezzo quelle briciole che sono riuscito inaspettatamente ad ascoltare. Maledette sovrapposizioni…

– – –

Quando torno al Cavaniglia, lo trovo ancora più stipato: è già iniziato il djset di Andy Fletcher, aka "il terzo Depeche che non si capisce che diavolo faccia nel gruppo ma che comunque si stima solo perché ne fa parte". Non sono in condizione di farmi spazio per ballare tra il via vai continuo di gente, ma la selezione con electro-house di qualità è quella che mi aspettavo. Il mixaggio tra i pezzi è un po’ così così, però. E mi rendo conto che sono sempre più intollerante agli eventi dance di massa (gratuiti e non), che hanno la capacità di attirare una quantità di gente truzza e fastidiosa che supera abbondantemente il mio livello di sopportazione.

Ah, e Andy Fletcher da vicino ha una panza notevole. Non la panza rock di James Murphy (peraltro forse ancor più notevole), ma quella da impiegato inglese al pub…testimonianze fotografiche forse arriveranno se qualcuno mele passa, io ero sfornito di mezzi.

Annunci

9 Responses to «Non ci si può lamentare»

  1. utente anonimo says:

    “Mi è rimasta la voglia di Volo Così”: son parole grosse.
    m

  2. Kekule says:

    Perché, un’eccezionale versione di Un Inverno Da Baciare vogliamo farla passare come nulla?

  3. Disorder79 says:

    Ahahahah – touchè con entrambi :D

    Comunque “Volo Così” ha un testo molto più trasgressivo di quello che sembra: vogliamo parlare di “volo più alto e mi respiro l’impossibile”?

    E l’ “eccezionale” è in rapporto alla versione studio della canzone (che se a uno fa cagare, continua comunque a far cagare).

  4. utente anonimo says:

    “Comunque ‘Volo Così’ ha un testo molto più trasgressivo di quello che sembra: vogliamo parlare di ‘volo più alto e mi respiro l’impossibile’?”
    mmmmmm… no.
    m

  5. AnelliDiFumo says:

    Paola Turci è brava, ma penso che sia più vicina ai 50 che ai 40, ma posso sbagliarmi.

    Max Gazzè mi piace, la Rei molto meno. Non credo raggiunga però il livello di Daniele Silvestri. Niccolò Fabi tutto sommato è meno interessante di Cristicchi, mentre tra i trentenni io dico che il tizio di “Pensa”, che ora non ricordo come si chiami, sia davvero bravo.

  6. Disorder79 says:

    Beh, Cristicchi è un po’ più giovane..
    L’età della Turci non si dice, trattandosi di una signora, ma sta sul link di wiki :)
    Anche a me la Rei piace molto molto meno rispetto agli altri 2 (come repertorio e come stile), non sarei mai andato a un suo concerto.

    Silvestri mi piace moltissimo, ma musicalmente Gazzè (che prima di emergere suonava appunto il basso per Silvestri) spacca altrettanto.

    Peraltro ho scritto una grossa inesattezza nel post, di cui mi sono accorto dopo: tecnicamente Gazzè non è proprio “cantautore”, perché i testi quasi sempre glieli scrive il fratello (ma del resto, pure un certo Battisti non si scriveva i testi…)

    Infine: la canzone “Pensa” proprio non mi piace (musicalmente e non solo), e di sentirne altre di Moro personalmentente farei a meno.

  7. utente anonimo says:

    “Paola Turci, bella di una bellezza alla Patti Smith”
    Dici che si farà anche allungare i baffi?! o_O
    IllegallyBlonde
    PS: per le foto ho provveduto…c’è posta per te :-P E la panza si vede!!!! Siiiii!!!

  8. utente anonimo says:

    Cristicchi… mio dio vi prego -_-‘
    Piuttosto io mi chiedo: che fine ha fatto Roberto Rondelli? (ottavo padiglione). Era molto originale e sapeva comporre melodie e testi interessanti allontanandosi dal fervore della prima fila. Anche se in questi casi è sempre difficile capire quale sia la causa e quale l’effetto… Non ha avuto successo e quindi si è riparato in un guscio di anticonformismo e di “nonmipiaceilsuccesso”? Oppure è così di natura, e per questo motivo non è riuscito a sfondare? Chissà…
    Cmq Bobo Rondelli è ghei oltretutto, so che in passato aveva partecipato a manifestazioni del settore, se mi ricordo bene.

    Il marito di IllegallyBlonde

  9. Disorder79 says:

    I.B.: vedrò di aggiugerne una, forse…ma la panza non si vede eh!

    M.D.I.B.: sulla sessualità di B.R. non sono informato. So che ora fa cose tipo teatro canzone (e/o teatro sperimentale con portatori di handicap o roba del genere, se non ricordo male). E’ spesso in giro, anche se soprattutto dalle sue parti (costa toscana).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: