Rassegna stanca

Un breve post per riepilogare le ultime tristi vicende italiche sul simpatico tema "dagli ai frosci" (tanto per non invadere la colonnina del.izio.sa di mille link sullo stesso tema).

Non ho voglia di scrivere molto di mio, rimando sopratutto agli articoli e post linkati:

1. Al Comune di Roma, amministrato da Cialter Cialtroni (®), la delibera di iniziativa popolare per l’istituzione di un registro per le unioni di fatto è stata bocciata dal Consiglio Comunale. Bocciato anche l’ordine del giorno "di compromesso" proposto dal Pd, che era in sostanza una semplice raccomandazione al governo e al parlamento (che tutti sappiamo essere molto attivi sulla questione…).
Veltroni (che pure si era interessato all’argomento nelle settimane precedenti, prendendo istruzioni dal segretario di stato vaticano Bertone) era ovviamente assente alla seduta. Successivamente ha prodotto questa patetica lettera a Repubblica, dopo che anche la storica pasionaria di area piddina Miriam Mafai aveva scritto sullo stesso giornale un lucido e duro editoriale dall’emblematico titolo "Prima sconfitta per il Pd".
Questo il più bel commento alla lettera di Veltroni.

2. In Parlamento, i CUS continuano al languire, e nel 2008 seguiranno lo stesso destino delle sigle che li hanno preceduti (se non verranno semplicemente dimenticati).

3. Sul fronte della lotta (?) all’omofobia, la farsa dell’inserimento nel decreto-sicurezza (attraverso il riferimento a un articolo *sbagliato* del Trattato di Amsterdam) dell’estensione della legge Mancino alle discriminazioni per orientamento sessuale si è conclusa come era ovvio si concludesse: è saltato tutto.
(E’ chiaro che in un paese civile il posto di una norma del genere non è in un decreto, ma in una proposta di legge da approvare in Parlamento in un battito di ciglia, a larga maggioranza).

Ah, della legge Mancino avevo già parlato quasi un anno fa, all’indomani della presentazione da parte del ministro Mastella di un disegno di legge che avrebbe dovuto avere lo stesso effetto della contestata norma del decreto-sicurezza. Ovviamente non solo quel disegno di legge si è poi perso nel nulla, ma Mastella è stato nei giorni scorsi tra i più accesi contestatori della suddetta norma. Evviva la coerenza.

4. Davanti a tutto questo (e sopratutto davanti alla totale mancanza di provvedimenti e critiche da parte dei vari Chiti, Veltroni e D’Alema contro la senatrice Binetti, che ha votato contro la fiducia al governo in materia di omofobia), le 5 o 6 persone gay o gay-friendly ancora iscritte al Partito Democratico sono in fermento.

Questo accorato post di Ivan Scalfarotto è sì molto commovente, ma personalmente sono più d’accordo con la razionale risposta di Sciltian (e con quella di tanti altri lettori). C’è poco da combattere le posizioni della Binetti, perché nel Pd (e non solo, ahimé) le posizioni della Binetti sono già largamente maggioritarie, a quanto pare.
Chi sta all’interno del Pd, di fronte a vicende come quella della Binetti, dovrebbe forse muoversi con più peso: i soli lanci di agenzia portano poco lontano.

5. Questo post di ElfoBruno ripercorre in modo efficace le tappe dell’ "agenda gay" dagli anni di Berlusconi ad oggi: se allora della materia si parlava molto meno  livello mediatico e c’era tuttavia nell’elettorato gay di sinistra la speranza in un cambiamento futuro, con la vittoria dell’Unione e i primi anni di governo Prodi i risultati sono stati una disfatta assoluta a livello di provvedimenti concreti, un "movimento" sfasciato, un avanzamento netto delle posizioni più omofobe e retrive nella classe politica e nella società, e infine l’azzeramento quasi totale delle aspettative per il futuro.
Alla stessa conclusione arriva il più sintetico post di Stefano, che ricorda anche le frasi razziste pronunciate dal laido monsignore di turno, stavolta tale Elio Sgreccia, nell’intervista alla solito La RepubblicaChi ha particolari tendenze sessuali, come gli omosessuali, non va discriminato, ma aiutato con interventi di tipo psicologico e con terapie adeguate»). Meno male che nessuna norma arriverà mai a vietare, anche solo con ammonimenti astratti, considerazioni del genere. Non sia mai.

6. A proposito di "terapie adeguate": è appena stata pubblicata l’inchiesta di un cronista di Liberazione, che per sei mesi si è finto gay e si è sottoposto a varie visite presso esponenti italiani della "terapia riparativa" di Joseph Nicolosi. L’articolo intero si può leggere qui.

7. Nel frattempo le cronache raccontano di leggi anti-discriminatorie o di tutela delle coppie di fatto in sempre nuove nazioni, sempre più esotiche (Nepal, Uruguay).

8. Mi piacerebbe sdrammatizzare il finale di questo post con qualcosa di spiritoso, invece a margine di tutte queste polemiche e polemichette c’è solo da registrare l’ennesimo morto.
Perché in Italia se si ha la fortuna di crescere omosessuali in un ambiente mediamente colto/cittadino/borghese si hanno varie scelte (anche cumulabili): rassegnarsi alla mancanza di diritti civili; lamentarsene su un blog; impegnarsi sul tema in misura variabile, nella politica attiva e/o nella vita di tutti i giorni; organizzare piani di fuga verso paesi più civili.
Ma se per sfiga si cresce transessuali in una famiglia disagiata della provincia siciliana, come Loredana, difficilmente si sopravvive.

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5 Responses to Rassegna stanca

  1. utente anonimo says:

    Sapevo della terapia riparativa di Nicolosi, (una roba che si basa sulla triste ipotesi, teorica ed assolutamente infondata empiricamente, che l’omosessuale maschio si accoppierebbe con altri uomini per recuperare un rapporto affettivo che non è riuscito ad ottenere col padre……Metà dei miei amici eterosessuali quindi dovrebbero essere gay!) ma speravo che non arrivasse mai in Italia (anche se mi sembrava strano, visto il terreno fertile di questo paese rispetto a certi “punti di vista”, perchè tali per me sono).
    Non solo l’OMS e l’APA (Associazione Psichiatri Americani) hanno eliminato l’omosessualità dalle rispettive liste dei disturbi mentali, ma è stato più volte sostenuto dalla comunità scientifica che le terapie riparative, non solo non hanno effetti significativi sul cambiamento di orientamento sessuale, ma possono anche avere un alto rischio iatrogeno (far danni, peggiorare la situazione del paziente per intendersi). Alla luce di tutto questo mi posso immaginare le motivazioni che possono spingere certi specialisti a lavorare in questa direzione. Pensiamo alle folle di genitori disperati disposti a spendere qualsiasi cifra perchè il proprio bambino sia indirizzato sulla retta via! Per non parlare degli invii di pazienti da sedicenti di sacerdoti. Che schifo!
    IllegallyBlonde

  2. AnelliDiFumo says:

    Se io abitassi ancora in Italia proporrei a chi volesse seguirmi di fare delle manifestazioni politiche al limite della violenza presso questi uomini della Chiesa cattolica che si permettono di mandare avanti il circo della terapia riparativa. Probabilmente alla lunga finirei in galera a mia volta, per oltraggio alla religione o ai loro emissari.

  3. “Cialter Cialtroni” sei un grande!
    Hai fatto bene a registrarlo.

  4. Disorder79 says:

    @I.B.: aggiungi al tutto il fatto che in Italia ogni associazione di categoria ha la sua corrispondente sotto-associazione strettamente cattolica (vedi Moige per i genitori, quelle dei medici, quella di Cantelmi per gli psichiatri, e probabilmente anche tra gli psicologi ce ne sono..), che mediaticamente gode ovviamente di una visibilità pari a quella comune (spesso priva di poteri sanzionatori), e a livello di agganci politici se la passa ancora meglio…
    E poi si deve sentir parlare da quella squallidona della Binetti di “lobby gay”…

    @AdF: sapessi per quanta gente che si vede e si sente in giro prudono le mani..

    @remteex: ma la R del marchio registrato ha un link al blog di Cadavrexquis! :) (è stato lui a coniare il soprannome…)

  5. utente anonimo says:

    Dal sito dell’Ordine Nazionale degli Psicologi finalmente si è smosso qualcosa:
    http://www.psy.it/documenti/Omosessualita_terpie.pdf

    IllegallyBlonde

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