Top 20 Album 2007 (+ varie ed eventuali)

Ed eccoci anche a questo giro con la classifica dei *miei* dischi dell’anno. Stavolta ho addirittura sforato e arrivo nel 2008, ma è andata bene: visti il poco tempo che dedico al blog ultimamente e i tanti, troppi album tra cui scegliere non ero neanche sicuro che ce l’avrei fatta entro il mese di gennaio.

L’INEVITABILE PIPPONE INTRODUTTIVO

Sì, perché il 2007 è stata un’annata davvero eccezionale. Numerosissimi sono stati i ritorni di grossi nomi che già apprezzavo, ritorni che peraltro in pochi casi hanno deluso le aspettative. A ciò si è aggiunta la scoperta o conoscenza più approfondita da parte del sottoscritto di tante altre realtà, magari già note ai musicofili più esperti (qui non si sono mai accampate abilità di talent scout, spesso ci si limita a testare quello di cui si parla già "in giro", facendosi una propria idea).
I nuovi mezzi tecnologici in mio possesso poi hanno aiutato, certo.

Un anno, il 2007, che per quanto mi riguarda aveva superato le annate precedenti già con gli album usciti nei suoi primi mesi. Ma le sorprese non erano certo finite.

Ho deciso di limitarmi a una top 20, anche se sarei potuto arrivare anche a una classifica di 30 o 40 album più che degni. Mettere in fila artisti completamente diversi gli uni dagli altri comporta infatti scelte impossibili e dubbi atroci, allungare la lista con altri 20 nomi darebbe stato davvero massacrante.

Il criterio di scelta è lo stesso degli scorsi anni. I primi 10 in particolare (di cui almeno 6 in un anno "normale" sarebbero stati disco dell’anno senza problemi) sono in assoluto gli album che sento più vicini alle mie corde, che ho consumato di più e che soprattutto hanno segnato il mio anno collegandosi ai più bei ricordi che mi ha lasciato.

Più difficile è stata la scelta per le successive 10 posizioni, per cui è stato forse più decisivo l’elemento "ascolti" (non c’è bisogno di last.fm per ricordarsi le cose che si sono ascoltate e riascoltate più volentieri). Sotto farò anche i nomi di qualcuno tra gli esclusi eccellenti.

Capitolo italiani. Il 2007 è stato pieno di uscite interessanti, il livello mi è sembrato nettamente più alto (ma forse ho solo avuto occasione di ascoltarne di più). Praticamente tutti i gruppi che ho ascoltato con più piacere presentano un cantato in inglese – ma la cosa non è in sé negativa quando la qualità media delle produzioni è in aumento, come mi pare.
Avevo considerato l’idea di fare una top 5 tricolore, ma proprio per il buon livello generale alla fine ho preferito metterli in gioco con tutti gli altri. E un paio di nomi sono riusciti a farsi strada, anche in un’annata ricca come questa.

Ho detto tutto, mi pare. Di alcuni album c’è stata o ci sarà una trattazione più approfondita, ma evito i link (vedere colonne a lato). Si parte!

POSIZIONI 20-11

20) Cats On Fire – The Province Complains

Forse il nome meno conosciuto al lettore, tra i 20. Finlandesi, non hanno neanche la pagina di Wikipedia in inglese. Il tweepop scandinavo che propongono nel loro disco d’esordio si distingue per richiami smithsiani smaccati in buona parte dei pezzi (nella voce come nel jingle-jangle-ggiare). E si sa che a certi richiami io non resisto.

19) Trabant – Music 4 Losers

Altro disco d’esordio, dalla meno esotica Trieste. Del loro live già energico (anche se passibile di miglioramenti) avevo parlato; il maggior difetto che si può imputare al disco d’esordio del quartetto giuliano è la breve durata (solo 9 brani, peraltro di minutaggio scarso). Per il resto, il potenziale pop e danzereccio snocciolato è molto alto, per un gruppo così giovane: chi ama i synth tamarri e il punk-funk con ritornelli melodici vi riconoscerà una manciata di potenziali singoli (altri magari si ritrarranno inorriditi, ma de gustibus).

18) The Apples In Stereo – New Magnetic Wonder

Uno degli album "pop" dell’anno, da un gruppo di cui non conoscevo la precedente produzione (sono americani di Denver e provengono dal collettivo Elephant 6). Richiami al britpop anni 60 e a quello anni 90, formidabili anthem da cantare felici alternati a intermezzi psichedelici, vocoder che spuntano spesso e volentieri, Beach Boys e Daft Punk.

17) The Good, The Bad & The Queen

Lo avevo liquidato dopo i primi ascolti come album freddo e fighetto. Beh, non è (solo) fighetteria quella di Albarn, Simonon e soci: è classe. Non credo si possa parlare di capolavoro pop per un disco come questo, privo di pezzi che spiccano con immediatezza.
Però è un album che si lascia scoprire a poco a poco, musicalmente davvero di ottimo livello (e sentirlo eseguire interamente dal vivo aiuta a rendersene conto).

16) The White Stripes – Icky Thump

Jack White non delude mai e sforna un altro album che stupisce in alcuni episodi (su tutti la title track, con un incipit e un riff che nel 2008 gridano Deep Purple senza vergogna e risultando credibili) e negli altri mantengono la loro miscela di garage, cedimenti pop e tributi al blues-rock, che come al solito può fare sia da innocuo sottofondo che da stimolante naturale (a seconda dello spirito e della situazione in cui la si ascolta).

15) Disco Drive – Things To Do Today

Un album maturo, di cui ho già parlato. Alle ispirazioni punk-funk dell’esordio si aggiungono quelle di gruppi come Liars e Tv On The Radio, ma sono la varietà e la buona qualità e produzione di tutte le tracce a rendere quest’album dei torinesi Disco Drive assolutamente all’altezza delle proposte internazionali affini.

14) !!! – Myth Takes

Non mi soffermo ulteriormente sull’energia sprigionata dal vivo dal gruppo newyorkese (visto due volte in un anno), rimando per i link alla solita colonnina dei concerti.
Questi pezzi comunque convincono eccome anche su disco. (viste le posizioni 19, 15 e 14, si è capito che un certo genere mi piace?)

13) Okkervil River – The Stage Names

Il combo indie-folk-rock texano vive della visceralità, espressività ed eccessività del frontman Will Sheff. Canzoni come Our Live Is Not A Movie Or Maybe, che apre il disco, mettono i brividi. La sparo: i Killers di Sam’s Town (nei pezzi con meno elettronica) avrebbero forse voluto avvicinarsi a un suono come questo. Ma non c’è paragone, davvero.

12) The National – Boxer

Quest’album mi spiazza. Perché piace, ma piace da morire, a molte persone con cui condivido certi gusti (e le opinioni su molti degli album più belli dell’anno). Perché ha testi brillanti, ritmiche wave con cui normalmente vado a nozze in vari pezzi, l’intensità che piace a me, alcune canzoni formidabili come Slow Show e Fake Empire che spiccano su un album tutto di buon livello. Eppure io non li amo. Li *gradisco* soltanto (ed è un gradimento in crescita). Il perché sta forse nella voce di Matt Berninger che mi colpisce poco (pur essendo adatta ai pezzi che interpreta).

11) Of Montreal – Hissing Fauna, Are You The Destroyer?

Anche il gruppo capitanato da Kevin Barnes (con base ad Athens, Georgia – punto a favore) è del giro Elephant 6. E anch’esso era a me sconosciuto prima di questo album, un folle concept con testi incentrati su depressione, suicidio e droghe a corredo di un pop sopraffino. Psichedelia, melodie super-appiccicose, trovate glam e retro alternate ad accelerazioni quasi prog (i quasi 12 minuti di The Past Is A Grotesque Animal).

TOP TEN

10) Bloc Party – A Weekend In The City

La mia opinione è la stessa del post in cui ne parlai, in qualche modo "terzista": non lo ritengo un album da affossare come hanno fatto in tanti, ma non lo trovo neanche minimamente paragonabile a Silent Alarm. Allora perché sta tra i primi 10? Perché comunque mi ha dato qualcosa nella prima parte dell’anno, e perché è un passo falso dietro al quale non ho avvertito troppa "costruzione" (come in altri casi). Sono sensazioni.

9) Band Of Horses – Cease To Begin

Il disco scoperto più tardi tra i primi dieci. Ma come si fa a non innamorarsene già dalle prime note di Is There A Ghost o di Detlef Schrempf? Consigliatissimo a chi apprezza Built To Spill (evocati in certi passaggi più chitarristici) e Decemberists (a cui rimanda la voce "gnagnosa" di Ben Bridwell). Tutte belle canzoni, forse meglio del precedente Everything All The Time (che era stato nella top20 del 2006). Basta che un pezzo finisca in uno spot e faranno facilmente successo presso un pubblico più ampio, come è successo a Keane e Turin Brakes.

8) The Shins – Wincing The Night Away

Sleeping Lessons, Phantom Limb, Turn On Me e soprattutto Australia: già questi pezzi basterebbe a farne un ottimo disco di semplice ma irrinunciabile pop, al di là dell’insoddisfazione di alcuni loro fan storici. E anche il resto non è niente male.

7) Radiohead – In Rainbows

Per fortuna dietro alle mille chiacchiere extramusicali sul "caso In Rainbows" c’è anche l’ottima musica di Yorke e compagni. Che non è rivoluzionaria come le strategie di marketing che l’hanno ben promossa, ma fa il punto di una finora ottima carriera affiancando o amalgamando le melodie "alla Ok Computer" e l’elettronica ormai incorporata nel suono del gruppo. Non tutti i brani sono strepitosi, ma i pezzoni non mancano.

6) LCD Soundsystem – Sound Of Silver

James Murphy, uno di noi. Già linkai il post in cui Inkiostro parlava di All My Friends, un pezzo che potrebbe diventare la Temptation degli anni 00’s. Ed è solo la punta di diamante di un album che non smuove solo le gambe come il già eccellente esordio, ma spesso rinfranca/tormenta anche lo spirito.

5) Shout Out Louds – Our Ill Wills

L’album degli svedesi SOL (ne parlai qui) in Italia non è ancora uscito. E poteva anche restare inedito, se non ci avesse pensato la Homesleep (che lo pubblicherà a fine mese! con inediti!). Canzoni come Impossible, Parents Livingroom o You Are Dreaming hanno però già segnato, grazie ai moderni mezzi di diffusionedella musica (ehm), l’album appena terminato. Sì, una certa "ispirazione" dai Cure più solari è innegabile. Ma si va anche oltre.

4) Manic Street Preachers – Send Away The Tigers

Uno degli album di cui non ho avuto il tempo di scrivere a dovere (per ora). Dopo gli ultimi due album di inediti (tra l’imbarazzante e lo sciapo) non si sperava quasi più in un raddrizzamento della carriera dell’ormai trio gallese che ha versato sale sulle ferite di tanti. E invece i Manics tornano con il gusto pop di This Is My Truth… unito all’energia di Everything Must Go. E io non chiedevo altro – sebbene i nostri si aiutino anche un po’ col mestiere.

3) Interpol – Our Love To Admire

Non voglio aggiungere altro sulla mia stima per gli Interpol, penso di aver già dato in vari post. La loro terza prova è matura e solida, e sarebbe stata forse disco dell’anno con qualche pezzo debole in meno. Una sicurezza.
 
2) Arcade Fire – Neon Bible

Disco dell’anno e oltre per quasi tutti, fino all’estate. Mentre ora nei consuntivi la tendenza mi sembra dire che insomma, in fondo non era poi questo granché.
Non scherziamo: Neon Bible si lascia amare dall’inizio alla fine, dà i brividi, commuove. Un disco prezioso, da condividere, da cantare insieme, da ascoltare in silenzio insieme.

1) Maxïmo Park – Our Earthly Pleasures

In realtà un primus inter pares. Ho amato allo stesso modo i dischi ai primi tre posti.
Mi sono già dilungato sui motivi per cui sento mia la musica relativamente "facile" di Our Earthly Pleasures (che quasi nessuno ha menzionato tra le più significative uscite dell’anno, forse giustamente). Il primo posto è dovuto, perché queste canzoni resteranno per sempre legate a un punto di svolta nella mia vita. Ma anche perché rispecchiano, in qualche modo, sia il me stesso del presente e del futuro, con i suoi entusiasmi e i suoi dubbi, che quello del passato, con le sue amarezze e le sue ferite.
E comunque dal gruppo di Paul Smith mi aspetto ancora molto, perché musicalmente vale.

– – –

Extra Tracks

PRIMI ESCLUSI

Eddie Vedder – Into The Wild
PJ Harvey – White Chalk

USATO SICURO

Altri buoni dischi che hanno dato esattamente quello che ci si aspettava dai rispettivi autori. Ascoltati abbastanza e graditi. Più o meno in ordine:

Black Francis – Blue Finger
Kaiser Chiefs – Yours Truly, Angry Mob
Black Rebel Motorcycle Club – Baby 81
The Chemical Brothers – We Are The Night
Foo Fighters – Echoes, Silence, Patience & Grace

ALTRI DISCHI APPREZZATI, MA UN PO’ MENO

Mi sono piaciuti ma senza travolgermi (no, neanche i Modest Marr). Anche questi più o meno in ordine approssimativo di gradimento e di ascolti:

Les Savy Fav – Let’s Stay Friends
Stars – In Our Bedroom After The War
Modest Mouse – We Were Dead Before The Ship Even Sank
Sondre Lerche – Phantom Punch
Klaxons – Myths Of The Near Future
Blonde Redhead – 23
The Cinematics – A Strange Education
Spoon – Ga Ga Ga Ga Ga
Clap Your Hands Say Yeah – Some Loud Thunder
Tunng – Good Arrows
Architecture In Helsinki – Places Like This
Patti Smith – Twelve

…e qualcun altro che però non ho ascoltato a sufficienza per esprimermi.

INVOLUTI

Forse non ho dedicato abbastanza tempo a questi album. Ma forse c’è un motivo per cui non l’ho fatto…

Rufus Wainwright – Release The Stars (questo da riascoltare meglio)
Queens Of The Stone Age – Era Vulgaris
Nine Inch Nails – Year  Zero
Air – Pocket Symphonies
Bjork – Volta (se questo voleva essere il ritorno al pop, allora non si ripiglierà più)

PEGGIOR DISCO DAL SUCCESSO TRASVERSALE DI CRITICA E PUBBLICO

Mika – Life In Cartoon Motion (già detto e ribadito)

 

DELUSIONE

Editors – An End Has A Start (gli ho dato varie possibilità, trattandosi di un genere a me congeniale…si lascia ascoltare, ma alla fin fine è un insieme di repliche sbiadite dei pezzoni di The Back Room e tentativi più o meno riusciti di coldplayzzazione)

NON MI HA DELUSO PERCHE’ ERA PROPRIO LA SCHIFEZZA CHE MI ASPETTAVO

Dolores O’Riordan – Are You Listening? (questa la risposta)

DISCO IMBARAZZANTE CHE IO HO ASCOLTATO TANTO E VOLENTIERI MA NON CONSIGLIEREI QUASI A NESSUNO

Smashing Pumpkins – Zeitgeist

ITALIANI PROMOSSI

Ancora in ordine di ascolto+apprezzamento:

Annie Hall – Cloud Cuckoo Land
Settlefish – Oh Dear!
 …A Toys Orchestra – Technicolor Dreams
Canadians – A Sky With No Stars
Giardini Di Mirò – Dividing Opinions
Subsonica – L’Eclissi

PREMIO SPECIALE "HYPE GENERALIZZATA CHE NON MI HA COINVOLTO"

…e neanche dopo averli ascoltati dal vivo. Ex aequo:

Amari – Scimmie D’Amore
My Awesome Mixtape – My Lonely And Sad Waterloo

CONCERTI DELL’ANNO

1. Built To Spill @ Estragon
Concerto, serata e periodo da ricordare.

2. Interpol @ Saschall
Un concerto all’altezza dei precedenti, uguale eppure con qualcosa di diverso.

3. !!! @ Estragon
Se ci ripenso sudo ancora.

4. Scissor Sisters @ I.Wave
Il divertimento allo stato puro.

5. Annie Hall @ Ponterotto
Musica emozionante, musicisti emozionati, gente emozionata tra il pubblico…

6. Disco Drive @ Siddharta
Peccato solo per lo scarso coinvogimento del pubblico.

MIGLIORI CONCERTI CHE MI SONO PERSO MANGIANDOMI POI LE MANI

1. Arcade Fire, Ferrara (maledetta distanza)
2. Okkervil River, Firenze (maledetto vomito)
3. Patti Smith, Pistoia Blues (maledetta pigrizia)

PEGGIORI CONCERTI

Boh. Ne ho visto tanti durante l ‘anno, quelli tremendi tendo a rimuoverli.

DISTANT VOICES, OTHER CHOICES

Su Disco Bravo anche quest’anno trovate insieme alla mia le top ten di moltissimi blogger (e non), insieme con la classifica aggregata (alcune classifiche di gente che leggo le ho raccolte anche qui).

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18 Responses to Top 20 Album 2007 (+ varie ed eventuali)

  1. minchia!!!!!!!!!
    ossessivo-compulsivo!

    incredibile abbiamo dei dischi in comune nelle top 10
    lcd soundsystem che alla mia è verso la posizione 5-6 e band of horses che nela mia è alla 1. lo avresti mai detto?

  2. elit says:

    e patrick wolf dov’è finito?!
    mio consiglio appassionato: ascoltalo!

    ;)

    E.

  3. Non conosco i Band of Horses ma adoro sia i Built to Spill che i Decemberists, quindi mi fido di te e corro a provarli….

    Per il resto, condividiamo qualcosa: quoto in particolare le parole sugli Of Montreal, che sono geniali.

    un saluto
    maelstrom

  4. utente anonimo says:

    Aiuto o_O…mi scoppia la testa!! Per il 2009 avrò finito di leggerlo :-P ma quello del 2009 poi sarà ancora più lungo…….*_*

    IllegallyBlonde

  5. A questo punto mi devo scaricare Shout Out Louds – Our Ill Wills…non li conosco e mi hai incuriosito!
    bye!

    Giovanni

  6. formamentis says:

    è pieno di dritte questo post (a me Era Vulgaris è piaciuto)

  7. utente anonimo says:

    Mi hai fatto pensare che devo ripescare e riascoltare i Manics. Ho divorato Autumnsong (sicuramente il loro brano migliore da dieci anni a questa parte) ma il resto non mi aveva molto colpito.

    Sul resto, mbeh, sappiamo che io ho l’allergia ai chitarroni che a te piacciono tanto. Ma non temere: l’ultimo Rufus è senza dubbio il disco più brutto della sua carriera..
    A.30mo

    ps. segue balletto “te l’avevo detto” à la mamma di Grace Adler per The good, the Bad and the Queen..

  8. esse1 says:

    Ammazza che precisione..

  9. evaristo42 says:

    Ok la top 20 piena di dischi che ho amato anch’io, ma mi sento di fare il precisino e far notare che forrrrrse è un pelino tardi perchè All My Friends degli LCD Soundsystem divenga la Temptatin degli anni novanta. Per il resto, chiunque stronchi Volta di bjork potrebbe ritenersi eternamente protetto dalla mia crew, se mai ne dovessi avere una. Rezpect.

  10. Disorder79 says:

    #1: vabbè, abbiamo gusti generalmente diversi, ma tra gente che ascolta più generi diversi è normale avere qualcosa in comune tra i dischi dell’anno…parliamo piuttosto di questo: sono più ossessivo compulsivo io (mai negato, in questo ambito) che scrivo la classifica sul blog, o tu che la compili e te la archivi nella tua mente? :-P

    elit: Patrick Wolf non ascoltato, per ora. Ma anche del primo album avevo ascoltato pochino. Ho varie cose da recuperare ancora (i Fiery Furnaces, ad esempio!).

    maelstrom: allora dovrebbero piacerti (non che siano uguali a quei due gruppi, eh..però se ti piacciono quelli, vuol dire che le chitarrone e le melodie melense fanno un po’ per te, e in CTB ci sono…)

    I.B.: magari l’anno prossimo non la farò, avrò ascoltato ancora per tutto il 2008 i dischi del 2007…

    Giovanni: provali…tra l’altro a breve verranno pure in Italia, per almeno un paio di date..

    formamentis: non che mi sia dispiaciuto..solo che mi è un po’ scivolato addosso. Nel loro caso però c’è da dire che la cosa dipende anche dall’evoluzione dei miei gusti, sempre più lontani da generi così duri…quindi non so quanto valga il mio parere.

    A.30mo: beh, nel resto del disco i chitarroni abbondano, mi sa che non può piacerti come a me :-P

    Sui Brutti Ma Buoni Ma Regine, ha influito sul maggior numero di ascolti anche il fatto che siano venuti in tour vicino casa…

    esse1: l’ascolto di musica è l’unica cosa della mia vita in cui sono ordinato e metodico, credo :)

    evaristo: ahahahah è vero avevo scritto “anni 90”! è freudianamente evidente che non ne sono davvero “uscito vivo”, parafrasando Agnelli. Ora ho corretto..
    Su Bjork, non parlerei proprio di stroncatura. O meglio, distinguerei:
    – i brani che avrebbero dovuto riportarla al pop sbarazzino e ballabile (cioè quelli con Timbaland) mi fanno cagare, come tutte le cose di Timbaland/Timberlake/ecc.
    – quelli più raffinati, tipo i duetti con Antony ma non solo, non mi hanno colpito più di tanto.
    Alla fine direi che è comunque un passo avanti rispetto a Medulla, come ascoltabilità complessiva. Ma quei 3-4 pezzi belli di Medulla forse erano migliori dei migliori pezzi di questo.

  11. lollodj says:

    Vedo con piacere che non sono l’unico a ritenere l’ultimo delle Zucche Schiantate una porcheria pazzesca… e pensare che a Corgan e soci ho lasciato il cuore, l’anima e i miei 20 anni :(

    Lollodj

  12. Disorder79 says:

    Il fatto è che comunque io Zeitgeist lo ascolto volentieri! Ci ritrovo tanti suoni familiari..peccato che per lo più non sono ospitati in canzoni degne di questo nome…

  13. Bella chart, mate! Stona solo il disco dei Manic Street Preachers, ma per il resto è abbastanza in linea con la nostra. Soprattutto alla prima posizione, che anche per noi è andata ai Maximo Park!
    http://therocksuckers.blogspot.com/2008/01/best-of-2007-appunti-semiseri-di-un.html

  14. Disorder79 says:

    Eh, ma i Manics qui non stonano (quasi) mai! :)

  15. i trabant li ho visti due settimane fa a torino, davvero davvero bravi!!! …e mi sono comprato il cd di corsa!!

    su dai, An End Has A Start è un bel disco, forse non come il primo, ma loro sono bravi. e il loro concerto è stato il migiore a cui ho assistito nel 2006.

  16. Disorder79 says:

    Anche a me i Trabant dal vivo sono piaciuti, ma penso che possano fare ancora meglio (ma c’è da dire che io l’album, che è prodotto benissimo, già lo conoscevo, e inoltre suonarono in una situazione abbastanza difficile, vedi post in cui ne parlai): hanno davanti molti concerti per farlo, e da quel che sento dire stanno mietendo consensi…

    Editors non visti. Il loro disco è una delusione *per me*, viste le mie alte aspettative. Dal pdv obiettivo è un disco discreto (anche se niente di eccezionale).

  17. TomVerlaine says:

    cazzo io il cd degli editors l’ho finito :c
    peccato che non hai citato il tutti contro tutti di giorgio canali… è un disco stupendo
    altro dischetto bellino per me è stato messages dei to my boy

  18. Disorder79 says:

    I To My Boy, scoperti grazie a questa segnalazione, in effetti non sono male. Approfondirò :)

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