La porta in faccia

Questo risultato, che sa di censura, di rifiuto del dialogo e del confronto, è inaccettabile per un Paese democratico e per tutti coloro che credono nella libertà delle idee e della loro espressione. (*)

miss_kitty Sulla questione "Papa alla Sapienza", ne ho abbastanza di editoriali come quello di Ezio Mauro di ieri, a cui provengono le righe qui sopra. E non mi ritrovo neanche in gran parte delle cose lette in rete.

Forma Mentis
constata amaramente che "ad ogni azione corrisponde una reazione, ad una recrudescenza del clericalismo corrisponde quella dell’anticlericalismo". Da qui bisogna partire. Il rifiuto del dialogo e del confronto inizia dall’altra parte.

 La Chiesa Cattolica, forte del suo immenso potere economico, politico e mediatico, sta attuando infatti da anni nel nostro paese una strategia precisa per imporre la sua dottrina come una sorta di "Costituzione ombra", di "diritto naturale" che permei di sé l’intero ordinamento legislativo.

Come ben osservava Cadavrexquis (in un post che ne linka anche altri degni di lettura) i primi passi erano stati fatti su questioni che riguardano minoranze poco visibili e potenti: la vittoriosa  battaglia nel referendum sulla legge 40 (troppo poche le coppie con problemi di fertilità, troppo menefreghista la maggioranza degli italiani su temi che non toccano le proprie tasche); la chiusura totale sulla regolamentazione delle coppie di fatto (ché tanto i membri della classe dirigente che convivono non ne hanno bisogno, o perché estremamente agiati o perché già tutelati da normative settoriali, vedi i parlamentari); il facile successo nell’ostacolare qualsiasi riconoscimento di dignità giuridica alle persone omosessuali (altro che il matrimonio esteso a tutti, verso cui si stanno muovendo gli altri paesi occidentali: qui non c’è alcuna intenzione di approvare nemmeno una norma contro l’omofobia…).
 
 Già da qualche mese però si è passati alla seconda fase, in cui si punta più in alto, con il malcelato attacco radicale alla legge 194 sull’aborto (consiglio di leggere questo post di Matteo Bordone, questo su Ciccsoft e soprattutto gli ultimi post sull’argomento su Sorelle d’Italia, dove da posizioni diverse ci si confronta con una lucidità invidiabile).

 La situazione italiana presenta quindi un Papa e dei vescovi che occupano tutti i giorni i servizi principali dei tg e le prime pagine dei quotidiani con le loro esternazioni; che tengono imbavagliato il Parlamento impedendo qualsiasi legge che migliori la situazione dei diritti civili; che a livello regionale promuovono presso le amministrazioni compiacenti agghiaccianti provvedimenti che scardinano l’impianto di leggi statali in vigore (vedi la sepoltura dei feti o i mille accorgimenti per ostacolare surrettiziamente l’applicazione della 194); che hanno infine bloccato anche il dibattito culturale e a livello di partito, detenendo grazie alle proprie rappresentanze più o meno dirette una sorta di diritto di veto all’interno delle più importanti formazioni politiche (sì, parlo *anche* della solita vecchiarda in cilicio).

Questo pontefice, capo di uno stato estero, ha scelto di proseguire la linea-Ruini in prima persona e farsi parte politica attiva in Italia, intervenendo ogni giorno sulle scelte politiche nazionali e locali, che questo avvenga direttamente, attraverso i suoi ministri o per tramite dei vescovi sul territorio.
Una parte politica che però a differenze delle altre ha la possibilità di esprimersi sempre senza contraddittorio.
Una parte politica che parla di dialogo e di rispetto ma che sui grandi mezzi di comunicazione "non può" essere apertamente contestata e sbugiardata, pena l’unanime etichettatura dello sventurato giornalista, showman o politico di turno come terrorista o persona irrispettosa della libertà di opinione.

  In questa situazione, nel momento in cui il rettore della Sapienza invita Papa Ratzinger come ospite d’onore all’inaugurazione dell’Anno Accademico, l’ennesimo danno irreparabile al residuo senso di laicità dello Stato italiano, all’autonomia dell’Università e al pluralismo culturale auspicato dai principi costituzionali è già stato causato (nello stesso modo in cui sarebbe stato causato invitando all’inaugurazione di un A.A. un esponente politico in quanto segretario di partito – e non in quanto istituzione).

Un danno, questo, di cui il rettore Renato Guarini è il primo e principale responsabile.

Dopodiché si è innestato il solito, perverso meccanismo mediatico per cui la posizione clericale ne esce comunque vincitrice.

Tre infatti erano a quel punto gli scenari possibili, dato per assodato che nessuna voce contraria al Papa avrebbe mai avuto il permesso di intervenire a livello istituzionale ed esprimere il proprio punto di vista durante la cerimonia.

1) Nessuna protesta.

Ratzinger avrebbe declamato la sua lectio magistralis senza contraddittorio, ribadendo le sue pelose considerazioni sul rapporto tra scienza e fede, tra gli applausi generali e le telecamere di tutti i tg a glorificarlo. Ordinaria amministrazione, insomma.

2) Polemica da parte di alcuni docenti, strategia della tensione de noantri e annullamento della visita da parte del Papa.

E’ l’ipotesi che si è verificata stavolta, dopo la famosa lettera dei 67.
Il mare di melma prodotto sotto forma di reazioni dei vertici istituzionali, degli esponenti di partito e degli opinionisti più o meno parziali e salaci si può sintetizzare nelle belle parole di Sandra Lonardo (presidente del Consiglio regionale della Campania finita ieri agli arresti domiciliari per concussione e moglie del provvisoriamente dimissionario Ministro della Giustizia Mastella, anch’egli indagato nella stessa inchiesta):

«Credo che anche questo sia l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo. Affronto tranquilla anche questa battaglia (…) Basta vedere quello che è successo al Papa per capire cosa sta succedendo ai cattolici. Ne vogliamo parlare?».

3) Polemica da parte di alcuni docenti seguita da contestazione sparuta.

Questo è lo scenario che sembrano rimpiangere alcuni commenti sentiti ieri. Massì, evviva Voltaire e la libertà di espressione, facciamolo esprimere e poi che ognuno dica la sua.
..che ognuno dica la sua?
Potrei limitarmi a due parole: Farfalle Rosse. Per chi non si ricorda la storia della pacifica e ironica contestazione che nel 2005 alcuni studenti inscenarono contro l’ospitata del card.Ruini, ecco due link.
Se vogliamo scherzare, scherziamo pure. Ma visto il risalto (in negativo, e senza alcuna considerazione per le idee espresse da quegli studenti, colpevoli di lesa maestà) che ebbe a livello nazionale una piccola protesta come quella, è chiaro che la minima critica alla passerella trionfale del Fine Teologo alla Sapienza (espressa da qualche gruppo di studenti vocianti o da qualche gruppo politico non allineato) avrebbe scatenato la stessa cloaca di attestati di solidarietà, di condanne sdegnate, di accuse di comportamento fazioso, terrorista e/o illiberale. Pensare che con proteste preventive meno animate e visita papale confermata i laici avrebbero fatto una figura migliore (almeno sui media italiani!) è una pura illusione.

Al solito l’ho presa troppo lunga e avrei potuto essere più sintetico. Quello che volevo dire é: Ratzinger col suo abile ritiro ha comunque vinto la posta. Ma se le alternative dovevano essere l’ennesimo comizio a senso unico senza voci contrarie, oppure l’ennesimo comizio a senso unico con voci contrarie umiliate e demonizzate, a me non dispiace troppo che sia andata in questo modo.

Così come una società democratica deve porre oltre un certo punto dei limiti allo stesso principio democratico per preservare la propria esistenza, anche la libertà di pensiero e la volontà di confronto non possono essere per sempre rispettate unilateralmente da una sola parte.
E per una volta, quella parte che proclama sempre ai quattro venti la sua disponibilità al dialogo, ma che di fatto considera dialogo solo l’imposizione del proprio punto di vista, si è presa (virtualmente,visto che in realtà è stato un ritiro spontaneo) una bella porta in faccia.

Detto ciò, chi vuole leggere improperi contro gli stolti e facinorosi studenti della Sapienza e sui danni che avrebbero provocato alle battaglie laiche italiane non credo faticherà a trovarne altrove.

(Nell’immagine Miss Kitty, di Paolo Schmidlin, la più contestata tra le opere della mostra pluri-censurata Vade Retro – Arte e Omosessualità. A casa mia, il dialogo e il confronto passano anche per il rispetto della libera espressione artistica, anche quando sgradevole o sgradita)

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10 Responses to La porta in faccia

  1. EgoManiacKid says:

    Beh, giù al mio paese il vescovado non ha acconsentito ad accogliere nelle sale di un suo palazzo, di solito a disposizione per mostre ed eventi vari, l’esposizione fotografica di Torsello, il fotografo rapito in Afghanistan nel 2006, in quanto di fede islamica, e quindi, secondo la santa chiesa, APOSTATA. Che poi la mostra parlasse della situazione penosa in cui versa l’Afghanistan e delle condizioni di vita dei bambini di quelle regioni ecc ecc (insomma temi di cui la chiesa ama riempirsi la bocca, anzi, di recente nemmeno quello, ché le tematiche sono più squisitamente politiche); che i fini della mostra fossero questi, dicevo, importava ben poco al caro vescovo e scagnozzi: “la mostra non s’ha da fare, che si cerchi un’altra sistemazione”. E così è stato.

    Poi vabbè, per me il papa avrebbe potuto parlare (giusto per sentire quelle quattro cazzate che avrebbe detto), però molto probabilmente poi sarebbe finita come dicevi tu al punto tre. Ma che almeno, visto come sono invece andate le cose, non facciano gli offesi, quelli della Chiesa Cattolica S.p.A.
    Eccheccazzo!

  2. utente anonimo says:

    a me disgusta il vittimismo dei cattolici che è la loro carta vincente. Il Papa decide di non presentarsi ma è stato costretto, Mrs Mastella subisce questi attacchi ma solo perché è cattolica.
    Ma stiamo scherzando? Se l’italia fosse così anticlericale e laica come paventano questi figuri lo scempio del referendum sulla procreazione non ci sarebbe stato e forse avremmo qualche diritto in più.

    Sulla vita non si vota.

  3. Postmoderno says:

    A me disgusta (e mortifica) la presa di posizione del governo. TUTTI a difendere il povero Ratzinger, vittima, appunto, di chissà quale ignobile trattamento. Unica voce autorevole fuori dal coro, la Bonino.

  4. fraran says:

    infatti nonostante tutti gli intervenuti sull’argomento si siano risolti in un “un peccato, un’occasione persa quella del non poter sentire parlare una persona della sua levatura culturale” e blablabla, io preferisco che sia andata così. ha vinto comunque lui, però in quanto laica mi conforta ricevere segnali di altri che ne hanno le tasche piene. poca cosa, lo so, ma metti mai che tra qualche decennio le cose possano cambiare…

    ps: per chi se l’è perso, il mollicone in intervista a jovanotti per la presentazione del suo ultimo singolo, ha infilato la domanda d’attualità all’artista sull’argomento. ricevendo il mollichevole commento “la democrazia è far parlare tutti”.
    amen.

  5. utente anonimo says:

    Ma le meglio sono state le riprese della manifestazione pro papa, con tanto di commento “gli studenti vogliono il papa” con un evidente megastriscione di Comunione e Liberazione a bella mostra (chissà se anche lì hanno portato i panini e le bibite da offrire alle matricole)
    XD
    IllegallyBlonde

  6. IceKent says:

    la chiesa sta preparandosi allo scontro con il nemico (musulmani, in genere, numericamente almeno) compattando le proprie forze senza disperderle nel terreno della civiltà moderna.

  7. Disorder79 says:

    Il commento di Walter Jovanotti l’ho sentito anch’io, tristezza (la domanda, e la risposta scontata).

    Nel frattempo, il Papa nell’ovazione generale per l’Angelus (che poi, piazza san Pietro è piena ogni domenica, non è che fosse una manifestazione di solidarietà costata tanto sforzo…) ha parlato di coraggio della verità, dopo il suo ritiro alla paura di prendere 2 fischi di numero in mondo visione), mentre Bagnasco afferma che sono state le autorità italiane a sconsigliare la visita (smentito poco dopo da Palazzo Chigi) e allo stesso tempo lancia il proprio programma di governo , seppellendo anzitempo il governo Prodi che sta cadendo in questi giorni (nell’Unione saranno contenti, dopo tutto quello che han fatto e NON han fatto per ingraziarselo..)

  8. utente anonimo says:

    Da un certo punto di vista non condivido quello che gli studenti hanno fatto, del resto un’altra parte di me è mostruosamente felice di questo piccolo smacco che quell’insulsa creatura ha dovuto ingoiare. L’anello d’oro da 100.000 euro che aveva perso sull’altare due settimane fa… gli farei ingoiare pure quello, così magari caga qualche pepita d’oro e ci sfama qualche bambino di burkina faso, invece di dispensare i soliti patetici luoghi comuni ogni domenica da piazza san pietro.

    Allo stesso tempo mi sento profondamente infastidito e disgustato dalla stampa italiana, proprio come disorder, e il fatto che anche nei giornali laici, anticlericali e di sinistra ben pochi abbiano avuto il coraggio di alzare la testa mi fa ancora + schifo. Amo Roma con tutto me stesso, ma una bella bombetta atomica concentrata in vaticano durante una bella processione o beatificazione di qualche santo ci starebbe bene. Menomale che si parla di religione monoteista :rolle:

    Mi perdoni disorder i toni un po’ alterati, ma certe cose mi mandano proprio fuori dai gangheri. Spero in tutta sincerità che quello de La Sapienza, per quanto atto barbaro di rifiuto del dialogo secondo un certo punto di vista, non rimanga un caso isolato ma ci siano altre manifestazioni di disappunto di questo tipo, in italia, e che soprattutto a queste parole seguano dei risultati. Fatti, non pugnette.

    Akuma

  9. Disorder79 says:

    Condivido lo sdegno, lo sai. Risultati temo che non ce ne potranno essere molti, ma anche io sono per la mobilitazione e la protesta – e le occasioni concrete nei prossimi anni temo non mancheranno, quando nuove leggi discriminatorie e clericali arriveranno ad esempio nella sanità e nella scuola…

  10. utente anonimo says:

    Il succo di quello che volevo dire, ora che riesco a scrivere un po’ più a mente fredda, è che in una situazione normale non ci sarebbe stato bisogno di un gesto forse così estremo*, ma vista com’è la situazione ad oggi in Italia, credo che un gesto così fosse assolutamente necessario (ce ne fossero!), che sia forse la dimostrazione che qualcosa si sta muovendo, che la pentola a pressione è così piena che sta per esplodere? Ci credo poco, ma non nego che sarei felice se fosse così.
    Per il resto concordo ovviamente con quello che hai detto tu, Disorder.

    Akuma

    *
    ma è veramente così estremo? O sono i media che ci si stanno divertendo sopra? Perchè si parla di qua e di là di come al povero Papa sia stata negata la possibilità di parlare (come se già non potesse parlare abbastanza ogni domenica da piazza San Pietro, o sulle pubblicazioni vaticane, o tramite i suoi esimi portavoce… o come se già ogni forma di mass-media non fosse già prodiga a scrivere articoli di 7 pagine per ogni sua scoreggia) ma a ben vedere è stato LUI a scegliere -saggiamente- che forse era il caso di non andare.
    Oppure poteva alzare la testa e andare lo stesso, affrontare le critiche e il clima teso, e magari riuscire a distenderlo dimostrando particolari doti nel dialogo, facendoci vedere forse che non è così demente come invece appare in forma inequivocabile agli individui dotati di un minimo di intelletto.

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