Moratoria su Fiorello (*)

In questi giorni il palinsesto di Raiuno intorno all’ora di cena è più o meno il seguente:

Tg1 con all’interno un servizio sul grande successo annunciato della nuova striscia preserale di Fiorello, in onda per un paio di settimane per celebrare (?) il suo ritorno su Radiodue;

– all’interno del blocco pubblicitario, uno degli spot Fiat con Baldini e Fiorello;

nello stesso blocco, spot Infostrada con Mike Bongiorno e Fiorello;

– immediatamente dopo, il divertentissimo (?) mini-varietà preserale di Fiorello (**).

Quando si dice la sovraesposizione. Tregua, per favore!

– – –

(*) Tanto ormai dopo le imprese dietetiche di Ferrara il termine moratoria si può impiegare impunemente per qualunque stupidaggine.

(**) Ho visto la seconda puntata. Nessuna battuta mi ha fatto ridere. Gag (troppo?) innocenti e battute spesso già sentite, una comicità giovane e fresca come può esserlo quella di Cochi e Renato (oggi).
E ovviamente gli italiani la guardano in 10 milioni – sono probabilmente gli stessi 10 milioni degli show di Celentano. Mah.

D’altra parte è questo l’umorismo che piace a tutti: quello che non osa, che non disturba nessuno. Probabilmente Ratzinger, Ruini o chi per loro, quando sotto il nuovo governo Bagnasco inizierannno a dare precise direttive anche sui palinsesti tv, parleranno a riguardo di "sana satira", o di "sana comicità" (sulla falsariga della "sana laicità").

Un’ultima cosa: Fiorello è spigliato e sa far bene la radio, ma prima di prenderlo sul serio come conduttore televisivo dovrò dimenticarmi di queste performance…e il ricordo è ancora troppo fresco, si sappia…

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7 Responses to Moratoria su Fiorello (*)

  1. utente anonimo says:

    —–Quote—–
    E ovviamente gli italiani la guardano in 10 milioni – sono probabilmente gli stessi 10 milioni degli show di Celentano.
    —–endquote—–
    O gli stessi 10 milioni che militano in CL e votano a seconda delle indicazioni del Vaticano :3

  2. Postmoderno says:

    Io comincio ad aver paura. Così, in generale.

  3. megbr says:

    andrò controcorrente ma dopo mesi e mesi di martallante pressing, spot, interviste, annunci, e quant’altro… 10 milioni mi sembra quasi un flop…

  4. utente anonimo says:

    non sempre comicità vuol dire per forza satira graffiante, analizzare due generi diversi con la stessa lente è sbagliato: è un po’ come chiedersi chi è il colpevole in una commedia rosa, o cercare umorismo in un manuale di fonetica.

    a differenza di altri programmi suoi più lunghi non l’ho trovato male anche se nn è che ci si sganasci, e sì in effetti cita e riprende i varietà vecchio stile anni ’60 involontariamente e volontariamente mischiando gli interventi musicali registrati a quelli live (cosa per altro che ha fatto anche più volte luttazzi). Sono altre le trasmissioni che danno assuefazione e assopiscono le coscienze e non distraggono solo con la risata: non facciamo troppo i bacchettoni!

    Questo può piacere e non piacere ma le ipotesi “complottistiche” (mi si passi il termine) rischiano di diventare grottesche. Secondo me sa fare il suo lavoro e se messo a confronto con la volgarità demagogica di Striscia (che non è satira) e l’insipienza di Zelig e Colorado, sinceramente viva viva il varietà. anche questo.

    kk

  5. Disorder79 says:

    megbr: un flop no, dai. Però io non mi aspettavo ne facesse meno, con tutta la pubblicità. E’ un grande fenomeno tutto pompato prima di tutto in casa Rai (una strategia furba, eh: il programma radio che fa pubblicità a quello tv e viceversa).

    Sono poi abbastanza d’accordo con kk, più che con l’anonimo#1.
    Il post era più che altro centrato sull’attuale sovra-esposizione e sovra-esaltazione di Fiorello. Non credo che i 10 milioni di Fiorello o di Celentano poi votino tutti CL o siano lobotomizzati. Né che quella di Fiorello sia una comicità “di destra”, per dire. Dico solo che a me quel tipo di televisione, di pseudo-evento intelligente/filologico/divertente-ma-perbene (forse il concetto di nazional-popolare sintetizza meglio quello che voglio dire), interessa poco.
    Sono d’accordo che meglio avere mille strisce di questo genere che Ricci, Zelig o i pacchi. Ed è vero, il confronto con i comici non si può fare per Fiorello, che fa “varietà” e non è un comico in senso stretto. Ma è proprio questo il punto: il varietà anni 60 era bello negli anni 60, oggi il varietà di quel tipo è morto e se lo si resuscita in casi eccezionali (quando negli ultimi anni si sono tentati esperimenti di programmi veri e propri di varietà, privi dell’elemento quiz o di quello reality o di quello “grande cantante che ritorna in esclusiva”, si è quasi sempre andati incontro a grossi fallimenti), quello che ne esce sa appunto di “roba vecchia”. (anche se capisco che per il tipico “target Raiuno” è perfetta…)

  6. utente anonimo says:

    Io ho visto poco per ora, e sinceramente non mi è sembrato malissimo. Niente che ti lascia il segno, ma è gradevole senza essere particolarmente stupido o così terribilmente banale. Non mi metterei a intessere le lodi del programma, ma nemmeno ad imbastirci una critica aspra come la tua :P Inoltre mi sento decisamente in sintonia per quello che dice KK a riguardo delle tipologie diverse. Secondo me disorder ti sei semplicemente avvicinato allo show con un approccio sbagliato (o forse eri prevenuto fin dall’inizio, magari a causa del patetico martellamento commerciale?

    Akuma

  7. Disorder79 says:

    I pregiudizi c’erano, non nego, e sono stati confermati. Oh, Fiorello personalmente mi fa poco ridere, anche se riconosco che è uno che ci sa fare.

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