Panic on the streets of Manhattan

Sono andato a vedere Cloverfield (OMMIODDIOOOO!).

Mi ha soddisfatto, ergo vorrei scriverne qualcosa. Anche per invertire la tendenza che nello scorso autunno mi aveva visto abortire diversi post già allo stato di embrione su alcuni bei film che avevo visto al cinema (su tutti Le Vite Degli Altri e Across The Universe, che formano il terzetto dei "miei" film del 2007 insieme a L’Arte Del Sogno – anche se di film ne ho visti davvero pochi perché questo podio possa valere qualcosa)

Vorrei scriverne qualcosa, solo che della sua struttura alla Blair Witch Project innestata su una storia horror-catastrofica alla Godzilla hanno già detto tutti.
Mentre molte considerazioni tecniche (sulla sintesi tra digitale povero finto-amatoriale ed effetti speciali clamorosi, e su molto altro) le ha già fatte lui.

Mi limito ad aggiungere che il film placherà senz’altro la fame di emozioni forti con cui la maggior parte degli spettatori si recherà a vederlo. Il contrasto tra i primi venti minuti di tranquillità e "normalità" (la festa di hipsters yup-sters newyorchesi in cui si balla la musica in*ie-fighetta, si litiga, ci si lascia e si spettegola) e l’adrenalinica ora che segue, con la fuga di un gruppo di ragazzi da* mostr* che terrorizza e taglia a fette la Grande Mela, funziona. E in quell’ora non ci si muove dalla sedia – o meglio, si resta completamente immobili o si sobbalza.

cloverfieldColui che sta dietro al progetto, ovvero quel J.J.Abrahams già mente di Lost, ha saputo inserire nella sceneggiatura alcuni di quegli elementi scontati del genere che però piacciono sempre (il personaggio sfigatello, la coppia in crisi riunita dal brutto frangente), ma senza esagerare.
Il plot è abbastanza semplice (si capisce come si svolgono gli eventi e come va a finire: siamo molto distanti dalla suddetta serie tv), ma non cade nel didascalico. Resta ad esempio qualche punto d’ombra sul destino di alcuni personaggi (vedi il fermo immagine qui accanto: qualcuno mi illumina su quel passaggio, magari senza spoilerare troppo in pubblico?).

In conclusione, senza esser particolamente rivoluzionario questo film è un’americanata venuta bene, di qualità: lo consiglierei, se non fosse che tanto andranno a vederlo al cinema solo gli amanti del genere (oppure la gente che imbocca una sala a caso del multiplex, e a film finito prorompe nella classica frase "…prossima volta il film lo scelgo io!". Non mancavano neanche stavolta).

A beneficio di chi è ancora indeciso sul dargli o meno fiducia, posso confermare il luogo comune per cui un film di questa fattura ha senso sopratutto se visto e "vissuto" in una grossa sala – quindi recuperarlo successivamente in dvd/dvx/telefonino/ecc non darà probabilmente grandi soddisfazioni.

– – –

[A margine: per quanto coinvolgente fosse il film sul momento, il ricordo più spaventoso della serata al cinema resterà l’aver visto per la prima volta il trailer del nuovo film di e con Filvio Muccino, la cui uscita è ormai vicina. Con lui nella parte del nuovo Accorsi, a figheggiare chioma al vento. Brrr.
E subito dopo, il nuovo trojajo di commedia con Vaporidis. Nei prossimi mesi continuerà la promozione a tappeto su film italiani di merda, e purtroppo non è previsto l’arrivo di nessun bestione a devastare le sale che li proietteranno…]

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12 Responses to Panic on the streets of Manhattan

  1. Se mi e’ permesso fare un commento di costume, con l’eccezione della tipina che piace al cameraman, i partecipanti alla festa non li definirei (come hanno fatto anche altri, cmq) hipsters ma semplici young professionals ergo yuppies, magari liberal (o indie) yuppies. Gli hipsters sono una categoria sociale diversa: escono da art-schools, sono molto piu’ sgualciti, sono piu’ cinici e fanno molto piu’ i fighi: ascolterebero Motorhead e Aretha Franklin, MAI Bright Eyes (so 2002). Think of dudes with band of horses type of beird, greasy hair, very cheap clothing, very little showering.

    matte

  2. kekkoz says:

    whoo!

    (grazie del link caro, ovviamente concordo su gran parte della linea)

  3. ah, resta inteso che concordo pure io col post (e con quello di kekkoz).

    matte

  4. utente anonimo says:

    Scioè scioè, non mi vai a vedere il film di Muccino?! (E perchè no, quello di Moccia con Raul Bova?…..o_O”) Ma come mi sei diventato hipster-indie-emo……
    Ma perchè utilizzare termini così complicati quando basta dire semplicemente FREAKKKETTONA!? Anche il buon vecchio termine FASTONA/E, mi piaceva assai fino a qualche anno fa. Quindi
    CIAO FASTOONA!
    :-D
    IllegallyBlonde (demodé e plissettato)

  5. Disorder79 says:

    matte: l’aggettivo hipster l’ho scritto di fretta, evidentemente ho riutilizzato senza pensarci una parola letta altrove (sicuramente *anche* nei tuoi post). Diciamo che questi della festa sono wannabe-hipsters, per far girare ancora più a testa a quello del commento#4 :D
    Anzi, visto che ascoltano anche roba decente e tra loro ci sono dei nerd, MA sono anche in media dei ricconi snob, ora correggo e cambio l’aggettivo, coniando un neologismo a metà strada: *YUP-STERS*.

    kekkoz: ma figurati. Peraltro se volessi fare dei post di seria analisi cinematografica dovrei sempre linkare altri, vista la mia scarsa preparazione (tecnica e come mole di film visti).

    I.B.: non preoccuparti, termini trendy come “hype”, “hipster” e simili restano confinati qui sul blog, è per impressionare il lettore. Nella Vita Reale i miei termini gergali preferiti continuano a restare “plissettato”, “sguaaattera” e simili :D

  6. Disorder79 says:

    …tra l’altro, PECCATO non essere andato a vedere il capolavoro di Moccia+Bova+minorenne.
    Poteva venirne fuori un bel post intitolato “Scusa se ti chiamo SGUAAATTERA”

  7. utente anonimo says:

    nulla si crea e nulla si distrugge, ahime’: http://stereogum.com/archives/the-rise-of-the-yupster_002196.html

    matte

  8. benty says:

    ma non capifco quefto accarfi contro il povero Muccino, fapete?

  9. Disorder79 says:

    matte: ecco, ti pareva, non si può più inventare nulla “in questo mondo di blogger” :D

    benty: tra l’altro la lifca l’ha pure un po’ perfa (e fì, non è carino prendere in giro per un difetto fifico: ma nel fuo caso faccio un’eccezione)

  10. AnelliDiFumo says:

    Concordo, un’americanata venuta bene.

  11. Tesoro lo scarafaggio, la sua metà buona almeno, è andata a vederlo oggi e l’ha trovato delizioso. Ti illumino sullo screenshot , le sparano.

    Ciao e baciozzi

    Kafkahigh

  12. Disorder79 says:

    @Kafkahigh: sì, quello lo avevo capito. Quello che non ho capito è ciò che succede prima: la forma delle ombre dietro la tenda suggerisce qualcosa di inquietante (come in un vecchio film di Carpenter…mi tengo sul vago). Ma magari semplicemente c’è uno sparo, e la tenda serve per lasciare soltanto immaginare e quindi spaventare di più.

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