Il truccatore delle dive è truccatissimo

Il riferimento del titolo è a un profetico verso del brano con cui Elio E Le Storie Tese vinsero (ufficiosamente) il Festival di Sanremo del 1996.
Corsi e ricorsi storici: quella frase si adatterebbe benissimo alla nota vicenda riguardante la seconda classificata al Festival di quest’anno.
Festival in cui, dopo le straordinarie 5 serate di Dopofestival (qui si consiglia caldamente di setacciare Youtube per recuperare i duetti e i mash-up creati con i pezzi in gara), a trionfare nell’ultima serata sono stati di nuovo gli EELST

Con "un pezzo di Gioacchino Rossini".

Pregasi notare (oltre all’esecuzione, che non è una sorpresa per chi li segue e apprezza da tempo) dettagli geniali come la foto di Mangoni sullo sfondo, le parrucche, il trucco cadaverico (penalizzato purtroppo dalla scarsa risoluzione di Youtube) a far da perfetto contraltare all’atmosfera da decomposizione in cui versa da anni la gara canora.

Dirige l’orchestra, come 12 anni prima, il maestro Peppe Vessicchio.
E sembra tutto uguale a 12 anni prima: tranne per Feiez, che su quel palco non c’è più (ed è difficile non commuoversi insieme ad Elio, che lo saluta sommessamente alla fine di questa clip).

Elio e le Storie Tese – Figaro (Sanremo 2008) 

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13 Responses to Il truccatore delle dive è truccatissimo

  1. utente anonimo says:

    epici. unici.
    m

  2. Kekule says:

    Se ne parla giustamente un po’ dappertutto, ognuno si coccola il suo intervento preferito. Il mio è “ecco che c’è zarrillo che se lo anagrammate di venta aRRzillo”.
    Invece di star lì a fare scioètoppogaaanzo, non vi viene da pensare che il cd di tutto ciò che è stato suonato in notturna, poteva essere un valido sostituto di “Studentessi”? E che forse sono ancora in tempo a fare qualcosa tipo “scioegommesosdadirivoluzzionari iredioed”?

  3. Ari says:

    ho passato tutto il pomeriggio di ieri a ripescare il dopofestival su youtube. mi auguro ne facciano dei dvd, davverp.

  4. sariti says:

    assolutamente fantastici!

  5. utente anonimo says:

    @Kekule: no.
    – e comunque il fatto che tu abbia comprato, se non ricordo male, una copia del cd rovinata non ti autorizza a negare l’innegabile, ovvero che Studentessi è un capolavoro –
    m

  6. KChannel says:

    la miglior band italiana di tutti i tempi…ciauz

  7. Kekule says:

    m:mh, allora dovevano essere parecchie le copie bacate, se tu leghi quest episodio ad una valutazione non totalmente positiva. Siamo stati in molti ad additare i punti deboli dell’album. Linko a caso uno tra gli esempi più autorevoli.
    Album che ricompreremmo millemila volte, sia ben inteso. Però astenersi tempietto da venerazione con incenso e candeline annesse.

  8. utente anonimo says:

    @Kekule: i tempi di italian rum casusu cikti li rimpiangiamo tutti – rimpiangiamo anche berlinguer, ma non è un buon motivo per non guardare avanti e dire che questo disco raggiunge vette che gli elii non avevano prima mai nemmeno sfiorato. Ovviamente, secondo me. Comunque, la recensione da te linkata, che mi sembra molto equilibrata e tutto sommato ampiamente condivisibile, non mi pare che si orienti come te a dire che era meglio se sul disco ci avessero messo le cose fatte al dopofestival (c’est à dire: era meglio se sto disco non lo facevate nemmeno).
    Premesso ciò, de gustibus.
    m

  9. Kekule says:

    m:ah ecco, ho capito l’inghippo. “Un valido sostituto di” va inteso come “valido tanto quanto”: i mashup del Dopofestival erano talmente divertenti che sarebbero potuti essere un disco altrettando buono.

  10. Disorder79 says:

    @Kekule, ma hai scritto “altrettando”! Ma come, mi parli come la Carlucci, che ha scritto “quando pargheggio in sosta vietata” sul suo imperdibile blog :-P

    Scherzi a parte, le discussioni su Elio nei commenti mi fanno sempre molto piacere: per parte mia non ho ancora parlato di Studentessi perché ancora l’ho ascoltato poco. Leggendo la recensione su Orrorea33giri credo comunque di poter concordare sul fatto che nei testi potevano dare un po’ di più (in media, le genialate non mancano), visti anche i 5 anni di attesa.
    Musicalmente sono sempre più complicati e cerebrali, il che non è per forza tratto negativo: e poi meglio così che ripetere se stessi.
    Ah, e sull’inizio di Plafone io godo moltissimo, come sicuramente anche il caro m. (il quale, si sappia, fu il mio primo spacciatore di Genesis).

  11. Kekule says:

    Ho già provveduto a picchiare sia dito che tastiera, per quella ti che è diventata d.
    Entrambi hanno detto: ahia.

  12. utente anonimo says:

    confermo. sono il primo spacciatore, pure un po’ commosso per il pubblico riconoscimento!
    l’intro di plafone è semplicemente maestoso, a mio modestissimo avviso, e da brividi è l’entrata di voce della -pur papalina- ruggiero con sottofondo di organo 70’s a palla …
    m

  13. Disorder79 says:

    Per amore dei Matia Bazar (quelli buoni), preciso però che la Ruggiero è papalina ma con moderazione. Per il Family Day ad esempio decise all’ultimo di non esibirsi, vista la deriva troppo schierata della manifestazione. Che poi l’abbia fatto per interesse, per non irritare chi le compra la maggior parte dei dischi, è possibile: ma visto che gente come Patti Pravo o Zero, che ha pagato vari mutui grazie a quello stesso pubblico, non esita a umiliarlo rumorosamente, il suo basso profilo va apprezzato.

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