Io e te nell’appartamento

I soldout di Milano, Torino, e chissà quante altre date, così come le notizie che filtravano sull’andamento della prevendita, lasciavano presagire che il concerto dei Baustecche al Viper di giovedì scorso avrebbe fatto il tutto esaurito. Così è stato, e quando mi sono reso conto che sarei rimasto fuori l’ho presa con filosofia: ero io che avevo scelto di rischiare.

Non mi interessava infatti fare i salti mortali per esserci (andandomi a comprare il biglietto in prevendita, o cercando uno degli ultimi tagliandi disponibili all’apertura dei cancelli): in fondo già ho visto il gruppo toscano e milanese d’adozione varie volte in passato, e l’occasione per ascoltare anche i brani di Amen non mancherà (prima o poi da queste parti ripasseranno). E poi diciamocelo, le loro canzoni sono sempre piacevoli da ascoltare e canticchiare, ma quella dal vivo non è certo la loro miglior dimensione (da qui l’affettuoso soprannome di cui sopra).

Ma soprattutto per la stessa sera era pronto il piano B: grazie a questa poco pubblicizzata iniziativa, si poteva entrare in quasi tutti i cinema a 1 euro. E il film in cui ho investito la mia moneta è stato l’horror spagnolo [Rec].

Quella dei registi Jaume Balagueró e Paco Plaza è un’ennesima variazione sull’ormai abusato tema "incubo ripreso in soggettiva da una videocamera". In questo caso il personaggio che inquadra gli eventi non è un cineamatore ma un vero e proprio cameraman, che insieme a una giornalista televisiva ha in programma di trascorrere una serata in una caserma dei pompieri, nella speranza di ricevere delle chiamate e riprendere la brillante risoluzione di qualche caso di emergenza. Quando arriva la segnalazione di un misterioso problema che sembra affliggere una vecchia signora in un appartamento, i due non si immaginano di certo che da quel palazzo non sarà più tanto facile uscire, né per loro, né per le forze dell’ordine accorse, né per gli altri condòmini.

Rispetto alla commistione tra riprese amatoriali ed effetti speciali – nonché tra horror e fantascienza – di Cloverfield, questo è un film molto più semplice nel suo rispettare tutti i cliché del genere "moriremo tuuuutti", nel suo sottogenere che prevede l’incubo prendere possesso di un’ambientazione urbana normalmente rassicurante (per quanto rassicurante possa essere un condominio, nel dopo-Olindo & Rosa…).
C’è la curiosità della "protagonista principale" (la giornalista, con il suo "continua ad a girare"), ci sono le tensioni tra i personaggi, c’è l’elemento soprannaturale, c’è la bambina. [Rec] lo si guarda per saltare sulla sedia pur sapendo bene cosa ci aspetta, insomma. Ed effettivamente si salta, eccome se si salta. Niente di più e niente di meno.

La battuta-chiave: "Tonsillite un cazzo!" (che peraltro non può non ricordare Madre in questi sketch)

Tra l’altro, tanto per chiudere il cerchio e tornare al concerto saltato che mi ha permesso di vederlo, c’erano ben due brani della discografia dei Baustelle in tema con il film: quello che ho scelto si riferisce a una scena ad alta tensione nel finale ed è il meno spoileroso – mentre chi ha visto il film arriverà facilmente a capire qual è l’altro…

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3 Responses to Io e te nell’appartamento

  1. Chissà se eri tu, allora, quello che mi ha chiesto se mi avanzava un biglietto… per la cronaca anche io sono rimasta fuori, e ho fatto pure tardi per andare al cinema, d’oh!

  2. Disorder79 says:

    No, non ho chiesto a nessuno biglietti (anche perché vedevo già diversa gente senza, e non avendo voluto spendere i 17 euri – o quanti erano – della prevendita a maggior ragione non ero intenzionato a partecipare ad aste).

    Certo, ripensandoci, a saperlo prima potevo andare al cinema prima e guardarmi 2 film a 2 euro, che sono meglio di un film a 1euro :)

  3. Disorder79 says:

    …ah, a proposito di Baustelle, ti segnalo (e lo segnalo anche agli altri toscani rimasti fuori) una data il 25 aprile a Donoratico (LI) e una il 9 maggio a Pisa (Giardino Scotto).

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