(Dis)giunti al termine

"Vede i titoli di coda nella Casa e nella Libertà."

È finalmente giunta al termine questa orribile campagna elettorale, estenuante pure per chi come me ha cercato di seguirla non troppo assiduamente.

Un ultimo post prima delle elezioni volevo scriverlo da tempo, ma non riuscirei mai a organizzare tutte le cose da dire in un discorso organico. Perciò vado di post a punti:

1) Previsioni: sono nere, nel senso del colore politico che prevarrà.
Fin dalla caduta del governo Prodi ho cominciato a prendere confidenza con l’idea di altri cinque anni di Berlusconi al governo. Non ho mai creduto ai vari sondaggi di Repubblica sulla fantomatica rimonta di Veltroni che si sono susseguiti in questi mesi, che mi sono parsi una serie di tristi tentativi di profezia autoavverante.
La vittoria di Pdl+Lega alla Camera (ove il premio di maggioranza è nazionale) la vedo certa e larga. Vedremo se sarò sbugiardato e se davvero "they could".
Al Senato la legge elettorale è imprevedibile, ma anche qui credo poco alle rimonte nelle varie regioni "in bilico".

L’Unione al governo ha dato purtroppo il peggio, e nel paese reale non a tutti i suoi ex elettori basta una ennesima campagna elettorale piena di promesse, di retorica e di evocazione del fantasma-Berlusconi per tornare indietro e rimangiarsi il "mai più".

Dall’altra parte della barricata, io il tanto decantato e auspicato astensionismo di destra non lo vedo. E non vedo perché chi ha votato Berlusconi e Fini l’altra volta debba a questo giro scegliere le loro copie sbiadite, Veltroni e il Pd-Dc (inutilmente il primo ha più volte insistito negli ultimi giorni nel rivolgersi esplicitamente all’elettorato di An, che a mio parere se moderato e antiberlusconiano finirà a votare Udc, e se più missino seguirà la Santanché e la sua "destra del fare").

Ah, poi c’è il voto all’estero, che "ci salvò" alle ultime elezioni. Nel 2006 l’Unione si aggiudicò la maggioranza dei seggi disponibili perché i partiti della Cdl con scarsa lungimiranza si erano presentati divisi, nonostante una prevalenza totale dei voti di centrodestra. Stavolta quasi ovunque la sfida sarà sopratutto fra le liste di Pd (da solo, spesso con la concorrenza di SA e in Europa anche con quella di IDV) e Pdl (l’Udc va da solo). Difficile bissare il discreto successo dell’altra volta.

2) Speranze: non ne ho. Certo, se il Pdl non ottenesse una larga maggioranza in entrambe le camere starei più tranquillo.

3) Per chi me lo volesse chiedere: sì, ieri ho ascoltato stralci delle ultime conferenze stampa, e in particolare ho seguito tutte le ultime disgraziate, patetiche uscite di Berlusconi. L’effetto che hanno avuto in altri in me non c’è stato. Da queste parti non è in arrivo nessun post con conversioni dell’ultimo minuto sulla via di Damasco, con annunci di voto al Pd come reazione alla spazzatura mediatica e politica prodotta dal Cavaliere e da tutti i suoi sgherri. Anzi, non riporto nessuna delle perle prodotte. Tanto probabilmente potrò rifarmi nei prossimi mesi.

4) E veniamo ai motivi del non voto al Pd (che poi sarebbero anche i motivi di un’astensione, se non fosse che – pur rispettando chi fa questa scelta –  mi trovo a disagio con l’idea di non far sentire in qualche modo anche la mia voce).
Ho già espresso la mia posizione diffusamente nei commenti (i miei sono fra i primi) a questa lunga e interessante discussione su Tom, incentrata soprattutto sulla scelta davanti alla quale si trovano gli omosessuali (votare ancora controvoglia il Pd che li ha presi in giro e umiliati per anni e promette di continuare a farlo, nella speranza di battere il Pdl, oppure no). Sarebbe giusto riportarla qui in modo più organico, ma chi legge questo blog da un po’ di tempo non avrà bisogno che mi dilunghi troppo.

Non mi è piaciuto fin dall’inizio il progetto centrista del Pd, né il finto "dialogo tra le diverse culture" (che in realtà prevede sempre la prevalenza su tutta la linea delle posizioni della corrente teodem su tutte le questioni etiche).
Non mi sono piaciute le candidature presentate, né il processo che ha portato ad esse.
Non mi è piaciuta la campagna elettorale, né soprattutto quello che c’è stato prima (che io non dimentico). Non mi sono piaciuti i comportamenti tenuti in tutti questi anni (al governo e non) dai vertici storici dei due partiti che al Pd hanno dato vita e dai nuovi leader, personaggi e personaggetti della nuova formazione politica (e le delusioni sembrano non finire mai). E attenzione: le colpe non stanno nella Binetti o nei teodem, ma in alto nei leader che li hanno imposti e tollerati e in basso nella base che non si è mai davvero ribellata a tutto ciò (perché questo è quello che offre il convento, perché bisogna spazzare via i partitini, perché il nuovo).
 
Non mi sono piaciute le dichiarazioni che ho dovuto subite sulla mia pelle insieme a tanti altri cittadini e cittadine di serie B, ma soprattutto le gravi omissioni sul piano legislativo, programmatico, politico-culturale.

Il mio voltare le spalle al Pd è una scelta (soggettiva, sofferta, meditata e insieme rabbiosa) che guarda al passato ma anche al futuro che ci potrebbe essere: anche se sono consapevole in primo luogo che la sonora sconfitta che il Pd meriterebbe probabilmente non ci sarà, in secondo luogo che se anche ci fosse non indurrebbe i suoi vertici a cambiare rotta.
Veltroni e tutti gli altri hanno fatto la scelta più facile: rincorrere il pensiero dominante invece di stimolare in esso dei cambiamenti, adottare una versione più cool della demagogia berlusconiana, spostare l’asse politico dell’intero quadro costituzionale verso il centro-destra. Guadagnando forse così più elettori di quelli che hanno perso o non hanno mai guadagnato (tra i quali mi annovero). Auguri.

5) Il fatto che un partito (sedicente) di centrosinistra rinunci in partenza a combattere per la mia uguaglianza con tutti gli altri potrebbe già essere un buon motivo per non votarlo. Ma non è che invece il Pd da tutti gli altri punti di vista brilli. O meglio: in quasi nessun campo il Pd ha una posizione comune, una posizione ufficiale. In fondo è un partito appena nato: magari alle prossime elezioni ce l’avrà. Vedremo.
Qui le cambiali in bianco non si fanno più.

6) Il mio voto conta, ma allo steso tempo il mio voto non conta.
Se per il voto alla Camera (che non ritengo assolutamente in bilico) ho l’imbarazzo della scelta sulle modalità con cui esprimere la mia protesta (anche partiti come il PS e la SA non sono affatto riusciti a conquistare il mio sostegno entusiasta: per quanto quelli posso riuscire a votarli), al Senato probabilmente avrò in Toscana una sola possibilità di voto relativamente "utile", cioè quello al partito che potrà concorrere a limitare i seggi spettanti al Pdl.
Tutto il mio rispetto va in ogni caso a chi non ce la fa ad esprimere una preferenza con una legge elettorale così insulsa e squallida, ratificando scelte fatte dagli apparati di partito senza alcuna possibilità di esprimere opinioni e preferenze personali.

7) Per tutti quelli che da domani "è stato per colpa tua":
Ma anche tua.

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14 Responses to (Dis)giunti al termine

  1. Enver says:

    non mi sento di dover aggiungere una sola parola. salvo alla fine: è SOLO colpa loro, di quello che sono, di quello che non hanno più voluto essere e rappresentare.

  2. benty says:

    come da mio post, il disgusto per il PD non mi ha impedito di votarli. mi disgusta ancora di più quello che c’è di là. a voi non basta più votare contro, per me credo sia giunta l’ultima volta. e sicuramente sarà colpa loro (devo dire nostra perchè li ho votati, vero?)

  3. utente anonimo says:

    a parte i dubbi sul PD (anche io non dimentico)…
    sono veramente stufo di votare contro qualcuno… lo faccio da quando ho diritto di voto e mi pare che sia una scusa dei partiti per non mettersi in gioco, per non evolversi. basta.
    Per chi dice “è stata colpa tua” mi viene da rispondere “è colpa tua, come mia, perché anziché votare contro qualcuno si dovrebbe votare per qualcosa” che, a mio avviso, nessuno dei partiti non vuole o non è in grado di mantenere adesso

  4. Abboriggeno says:

    Capisco le scelte e il post è pienamente apprezzabile e coerente, anche se non mi trova d’accordo.
    Io mi sono rimangiato il “mai più”, e mi sono far voluto contagiare dall’entusiasmo e andrò a votare per oltre che contro, anche se ci credo fino ad un certo punto. E poi ogni volta è così: dico che non torno più a votare poi ci torno.

    Ma lo sai che ti dico? Condivido anche questa difesa dell’astensionismo che citi. In effetti (pur contrastando con gli ideali di molti), si sposa benissimo con l’idea di andare verso due soli partiti o poco più. Come nella maggior parte delle democrazie che funzionano. Due PARTI, e quando una vince governa. E poca gente che va a votare, quorum che sono la metà dei nostri, a volte un terzo. Alla fine il 90% di persone che va a votare per decine e decine di partiti così ognuno esprime la sua piccola ma fondamentale idea non è servito quasi mai a un cazzo in questo Paese.
    (poi da domani dì pure che sarà anchecolpa mia)

  5. alla fine ho scelto di votare per un partito che non mi piace e non mi entusiasma. ma era l’unico partito votabile e quindi fingo di credere nel “patto laico”. almeno posso dire che il mio voto è stato a favore di qualcosa: di un ultimo, inutile e ridottissimo rimasuglio di laicità. perché se perdono anche loro (al senato di sicuro, alla camera spero riescano ad avere qualche rappresentante) ci resta davvero solo il regime democristiano. dico così perché non vedo più nè la destra nè la sinistra, vedo ovunque gente ansiosa di dimostrare di essere cattolica, i programmi cambiano ma il fondo è quello ed è comune a tutti. che tristezza.

  6. utente anonimo says:

    scusa, non ho precisato che sono senhal e l’ultimo commento è il mio (come indicato dal link al mio blog)
    :)

  7. L’astensionismo non punisce i vari fassino, d’alema, rutelli, veltroni bertinotti, etc, etc, che comunque andranno in parlamento. Punisce solo noi, che astenendoci, disertando, pensaimo di punire la sinistra ma puniamo noi stessi, condannandoci a 5 anni di destra e un futuro grigio per i nostri figli.

  8. Postmoderno says:

    Perfettamente d’accordo con l’analisi di senhal.

  9. Kekule says:

    Anche questa volta, mio malgrado, mi sono costretto ad astenermi: la legge elettorale, quella della quale si diceva peste e corna, ha permesso addirittura di candidare pure icone, figurine dei calciatori per tifare destra o sinistra (la precaria, l’operaio, la ricercatrice, la “donna di potere”…). Tanto poi, si raccolgono i voti e si redistribuiscono, chessò, a Pomicino, per dire. Questo sarebbe già bastato a farmi desistere.

    Ho provato a scavarmi un’alternativa, e mi son detto:”Bè, se una delle due parti mettesse in luce lo spaccio di vite umane per fargli far poi la trafila industriadelnordest -> muratore -> spacciatore -> ladro, dicendo che anche le aziende ne hanno colpa, mbè vado lì e voto per primo!”.
    Invece, anche stavolta entrambe le parti hanno approfittato di ciò che ancora potevano strappare al prodotto “immigrazione”, sventolando questioni sulla sicurezza, integrazione, aiuti a casa loro e quant’altro. Ché l’operaio a metà paga piace al circondario della Coop almeno quanto all’azièèèèènda di profilati, cioè a tutti quelli che poi sponsorizzano loro la Campagna.

    L’unico mio rimpianto è Flavia D’Angeli, specie dopo la presentazione del programma alla RAI, con la giornalista che le rimbrottava alcuni “ma Lenin diceva che” completamente coreografici, e lei che le ricordava che, no, Lenin non era candidato con la sua lista. :D Che grandiosona!

  10. AnelliDiFumo says:

    Molto d’accordo con il tuo post.

  11. lollodj says:

    Dalle mie parti si dice “tagliarsi le balle per fare dispetto alla moglie”. Non siete andati a votare, gliela avete fatta vedere a Veltroni, così impara a imbarcarsi la Binetti; e ora ci teniamo per 5 anni la peggior accozzaglia clerico-conservatrice (e un po’ fascistella) che la repubblica abbia mai avuto. Non sarebbe cambiato niente, lo so, ma credo che fra 5 anni correremo tutti a votare qualunque cosa si opponga a Berlusconi (o chi per lui).

  12. utente anonimo says:

    ma chi l’ha sciorti i piddini dell’ultim’ora, vedove affrante ma felici per aver cannibalizzato una parte politica certamente mal rappresentata, ma sicuramente imprescindibile in questo paese di merda?
    Ve la posso dire una cosa? Tenetevelo voi per 5 anni, questo vostro alter ego amato-odiato, invidiato-invidiato, chè io ho già avuto i miei problemi a tenermi due anni di (non)governo prodi.

  13. Disorder79 says:

    Scusate se ora, a scoppio ritardato (non ho potuto rispondere ai commenti nei giorni scorsi), non ce la faccio a rispondere a tutti singolarmente.Tanto più o meno come la penso sulle varie questioni sollevate lo sapete.

    @lollodj e Abbo: ma veramente il voto utile di sinistra c’è stato eccome. Il crollo-disintegrazione della SA (unica cosa che mi ha colto di sorpresa in queste elezioni, o almeno non me l’aspettavo in questa misura) è dovuto sia ad astensioni sia a suoi ex-elettori che hanno preferito dare un voto utile (illusi) a Walter the Cannibal. Quest’ultimo è giustamente soddisfatto per aver fatto una buona campagna elettorale e aver semplificato il quadro politico, come era nei suoi piani. Gli sfugge però forse una cosa: che in questo bel quadretto bipartitico la ex sinistra, o comunque ciò che sta al di là dell’Udc, ha GIA’ raggiunto il suo bacino massimo di voti. Da questo 37-38% non si sale, si può solo scendere ulteriormente.

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